In Gomaden Shutendoji, la vita di Doji, un tranquillo studente delle superiori, sta per cambiare radicalmente. La sua quotidianità viene infatti sconvolta quando strani sogni cominciano ad affollare la sua mente, e immagini di mostri demoniaci si fanno sempre più ricorrenti.
Le cose si complicano ulteriormente quando il ragazzo si accorge che dietro agli spaventosi incubi si cela qualcosa di ben più reale… Inizia così un viaggio all’interno dell’oscuro folklore giapponese, popolato da demoni terrificanti e implacabili che si lasceranno alle spalle una scia di sangue e orrore!
Sviluppata a partire da Shutendoji, il capolavoro del maestro Go Nagai, un’imperdibile serie che affascinerà collezionisti appassionati e nuovi fan!
Questo pregevole ed interessante manga è disegnato da Masato Natsumoto, autore che in Italia abbiamo già apprezzato per Record of Lodoss War – Le Cronache dell’Eroico Cavaliere (manga raccolto in 6 volumi edito dalla Jpop) e per Gundam Lost War Chronicles (manga raccolto in 2 volumi edito dalla Star Comics).
Masato Natsumoto si cimenta nella sfida a Shutendoji, opera di Go Nagai, pubblicata sul finire degli anni Settanta ancora oggi apprezzata come fumetto precursore dei manga fantasy d’azione. Il tratto del disegnatore è molto pulito e dettagliato, e l’ampio uso di retini e fondali rende le scene molto verosimili e drammatiche riuscendo a reggere il confronto con le tavole disegnate da Go Nagai per l’opera originaria a cui si ispira questo manga. Se da un lato è vero che il suo tratto risulta più pulito e differenziato rispetto a quello del maestro Nagai, è altrettanto vero che Natsumoto riesce a creare uno stile tutto suo che gli permette di non entrare in competizione con il primo Shutendoji, realizzando un’opera decisamente complementare alla prima, che affronta la storia da punti di vista leggermente differenti. Questo fa sì che tutti i lettori, sia chi ha letto il manga originale di Shutendoji, sia chi si accosta a questa storia per la prima volta, possano leggere ed apprezzare l’opera ed è qui che risiede la bravura di Masato Natsumoto.
Man mano che si procede con la lettura della storia di Gomaden Shutendoji, le sfide che attendono il protagonista si fanno sempre più interessanti e costruiscono una storia piena di intrecci fino ad arrivare al punto che, a pochi numeri dalla fine, il lettore si trova letteralmente spiazzato non riuscendo a prevedere come la storia possa concludersi con soli pochi volumi.
Senza voler dare spoiler sulla trama di Gomaden Shutendoji che possano rovinare la lettura di quest’opera, a tal proposito diciamo che ad un certo punto la storia fa un brusco salto in avanti, poiché migliaia di demoni spariscono dalla scena in un solo numero. L’espediente non è nuovo anzi, è stato lo stesso Go Nagai ad utilizzarlo (anche se in maniera differente) proprio nell’opera di Shutendoji. Questo espediente dimostra, ancora una volta, come pur avendo voluto rispettare la struttura originaria di Shudendoji, Natsumoto abbia voluto reinventarla creando la propria versione con la propria chiave di lettura. Per fare ciò ci viene spontaneo credere che Natsumoto si sia ispirato anche ad altre opere di Nagai e questo lo si vede chiaramente in alcune delle caratteristiche degli Oni, come ad esempio il fatto che riescano ad assorbire altri esseri per trarne giovamento, il che ci sembra un chiaro rimando a Devilman, opera cardine della produzione nagaiana, appartenente allo stesso genere di Shutendoji.
Volendo trovare un difetto a quest’opera, possiamo dire che gli avvenimenti narrati nel settimo e conclusivo volume dell’opera risultano affettati ed a tratti confusionari, cosa questa che potrebbe spiazzare e disorientare il lettore. Sicuramente gli eventi potevano essere sviluppati ed approfonditi meglio allungando la serializzazione del manga di altri due o tre volumi.
In conclusione possiamo dire che il seinen a tinte forti, ambientato nell’oscuro mondo del folkore giapponese popolato da terrificanti creature demoniache, farà gola agli amanti del genere e possiamo garantirvi che alcune tavole sono davvero terrificanti con seni che si aprono come piante carnivore e teste divelte senza pietà e senza alcun preavviso (altri evidenti rimandi alle opere di Go Nagai). A fine del primo volume il lettore troverà una simpaticissima ed interessantissima intervista ai due autori che tratta della genesi di questa e dell’opera prima da cui prende spunto: un interessante botta e risposta tra Go Nagai e Natsumoto che chiarirà la genesi di una piccola perla nel vasto oceano dei manga che vale la pena d’essere letta.
