Diego Armando Maradona

Intervista a Paolo Castaldi autore del volume a fumetti su Maradona

La scorsa settimana vi avevamo presentato in questo nostro articolo un volume interamente dedicato a Maradona che presto sarà edito dalla Becco Giallo Editore. Quest’oggi ritorniamo sull’argomento perché abbiamo fatto una piccola intervista a Paolo Castaldi, autore del volume che, oltre ad approfondire e presentare meglio il volume, ci fa conoscere il lato umano dell’autore.

Domanda: Ciao Paolo, grazie per averci, così gentilmente, concesso parte del tuo tempo e sapendo quanto sia prezioso il tempo per un artista, non perdiamo altro tempo e cominciamo con le nostre domande: Come hai deciso di fare questa professione?

Risposta: Come per molti altri, la cosa è maturata in giovanissima età. In quel periodo leggevo qualche Topolino che trovavo in giro per la casa (è incredibile come in ogni casa se si cerca bene bene, qualche numero di Topolino salti fuori!) ma non erano letture consapevoli ed attente. Era un bel passatempo e niente più.

Presi coscienza di tutto il potenziale che poteva racchiudere un albo a fumetti quando comprai in edicola un numero dell’Uomo Ragno Classic. Avrò avuto dieci anni. Non sapevo bene cosa fosse l’Uomo Ragno. Mi attirò molto la copertina e i disegni all’interno. Mi sembravano più “adulti”, più dinamici e accattivanti di quelli del fumetto Disney. Questo bastò per convincermi nell’acquisto. Divorai tutto l’albo in un attimo e ne rimasi fulminato. Mi sembrava fantastico. C’era tutto dentro…Dramma, avventura, azione, romanticismo. Tutte cose che si possono creare con pochi soldi e pochi mezzi se ci pensate. Basta della carta e una matita. Il fumetto è l’unico media che ha questo potenziale. E’ un media popolare, è la sua forza.

Fatto sta che andai da mia madre con il fumetto in mano e le dissi: “Mamma, voglio fare la collezione dell’Uomo Ragno e voglio disegnare i fumetti”.

Così è iniziato tutto.

Certo, con il disegno avevo già confidenza. Mi piaceva molto disegnare fin dall’asilo. Disegnavo tanto e da quel che ricordo anche piuttosto benino. Ma la scelta di fare fumetti la presi dopo aver letto quel numero dell’Uomo Ragno.

Domanda: Quali sono i PRO ed i CONTRO del fare questa professione?

Risposta: Posso dirti più che altro quali sono i pro e contro del MIO modo di vivere questa professione, che ovviamente è molto diverso dal modo in cui  la può vivere un disegnatore che lavora in Marvel o magari per Bonelli o Delcourt. Immagino che in quel caso le problematiche ed i vantaggi siano diversi.

Per quanto mi riguarda, sto cercando di portare “fuori” il fumetto, di contaminarlo. Sono convinto che la contaminazione renda più forti, sia più interessante. Non dico questo con snobbismo e presunzione verso chi la intende ancora in maniera tradizionale, un tavola dopo l’altra per anni ed anni, magari sempre sullo stesso personaggio. Sono atteggiamenti diversi ma entrambi utili al mondo delle nuvole parlanti.

Immaginando l’evoluzione della figura di autore di fumetto mi trovo davanti ad un personaggio un po’ rock star, un po’ artigiano, un po’ intellettuale, un po’ artista, un po’ blogger & social, un po’ rivoluzionario e attivista politico. Non sono l’unico a pensarla così. I Wu Ming ribadiscono lo stesso concetto riguardo la figura dello scrittore contemporaneo e del futuro.

Ormai la sola vendita dei libri non basta più.

Mi piace fare live painting e performance dal vivo, mi piace poter spaziare in altri settori, mi piace donare le mie matite per lavori che vanno oltre la pubblicazione di un albo. Mi sono emozionato durante la presentazione di Etenesh nel carcere di San Vittore di Milano. Alcune cose si possono vivere solo allontanandosi dal tavolo da disegno per poi tornarvici su più “ricchi” dentro, con nuove cose da raccontare.

Ma tutto questo deve essere tenuto insieme da un punto fermo e imprescindibile: la sincerità di intenti. Nessun trucco, sputare fuori tutto con onestà, senza prendere in giro il lettore.

Il PRO più grande quindi è proprio questo. La libertà. Io mi sento davvero libero perché posso percorrere tutte le strade che voglio senza limitazioni. Anche se la parola libertà è sempre pesante da utilizzare…Ma non me ne venivano in mente altre…

Ovviamente per CONTRO vi è più incertezza. Non si guadagnano cifre importanti se non si vendono molti libri, e purtroppo in Italia è molto difficile. Bisogna integrare con altro o “emigrare” in Francia sperando di fare il botto. Sono storyboarder, autore e creativo per AGR FACTORY, una casa creativa e di produzione video milanese, disegno copertine per cd, realizzo manifesti per campagne sociali, per un live painting di un’ora durante un concerto musicale si possono guadagnare anche 100 euro ed arrivo a farne anche tre o quattro in un mese. Vendo tele, stampe e originali. Ogni tanto mi lamento, può essere stressante, ma la verità è che mi piace così.

Domanda: Cosa consiglieresti a quei lettori che vorrebbero calcare le tue orme?

Risposta: Di calcare quelle di qualcun’altro…Che ne so, di Gabriele Dell’Otto o di Gipi, che ora lavora per il cinema. Magari di Igort o di Sara Pichelli che ben sta facendo in Marvel. È meglio, fidatevi!

A parte gli scherzi, credo che l’unica cosa che faccia la differenza sul riuscire o il non riuscire sia la pazzia.

La pazzia intesa come passione talmente spinta all’eccesso da farci impostare tutta la nostra vita per raggiungere un solo scopo; fare l’autore di fumetti. Farlo bene, e magari guadagnarci pure qualcosa.

Nient’altro. Sembra una banalità ma più vado avanti e più mi convinco che è così. Ci vuole anche un po’ di incoscienza. Se inizi a pensare “a quarant’anni o a cinquanta se mi va male che farò” hai perso.

Diciamo che siamo fortunati perché non abbiamo un età limite. Si può sfondare anche tardi. Gipi ha sfondato a 40 anni dopo una vita di gavetta. Camilleri ha iniziato a pubblicare (e a guadagnare) seriamente a 60 anni, nel 1992. Sembra una vita che è in giro. Non siamo calciatori, noi.

Ovviamente anche il talento serve, ma credo che quello aiuti ad essere più rapidi, ad uscire facilmente dalle situazioni ostiche. A cavartela senza sudare troppo. Ho visto compagni di corso alla Scuola del Fumetto di Milano entrare al primo anno scarsini ed uscire molto molto più bravi di altri che avevano più talento. Si sono spaccati la schiena ore ed ore  sul tavolo da disegno. Hanno voluto imparare. Chi si fida SOLO del talento è un presuntuoso e difficilmente riesce ad emergere. Per stare su un volume da 140 tavole ci vuole costanza, pazienza, mestiere. È faticoso. Il talento serve, ma non basta.

Domanda: Entriamo sul vivo del tuo lavoro, com’è nata l’idea sul volume dedicato a Maradona?

Risposta: Sono partito con l’idea di fare un libro che fosse del tutto sincero.

Che piacesse a me, ai tifosi di Diego, che rendesse giustizia almeno in parte ad un personaggio così mistico. Un Dio laico per milioni di persone. Non volevo fare una biografia pura e semplice ma nemmeno qualcosa di “contorto” in cui Maradona avesse un ruolo poco definito e marginale. Ho cercato di unire cultura popolare, politica, calcio e poesia. Sarà un libro a fumetti su Maradona. Con Maradona. Per Maradona. Un “concept-albo” se mi permettete il gioco di parole che fa riferimento al mondo musicale. Diversi capitoli con diversi personaggi che ruotano intorno alla figura del pibe de oro.

Domanda: Qual è la cosa che ti ha dato maggiori difficoltà nel realizzare questo volume?

Risposta: La parte di ideazione e di scrittura senz’altro.

Non volevo ripetere l’errore commesso con Etenesh o con Nuvole Rapide delegando troppo poco tempo ed energie alla stesura della sceneggiatura, trovandomi poi davanti ad una storia in alcuni passaggi un po’ debole.

Nasco come disegnatore quindi sulla parte di scrittura fatico sempre molto di più rispetto alla realizzazione della tavola vera e propria. Ho bisogno di molte energie mentali, di essere rilassato.

Per Maradona mi sono preso molto tempo per la scrittura, circa sei mesi, il testo ha subito molte modifiche prima di essere approvato dall’editore e prima che anche io ne fossi soddisfatto.

Volevo fosse un testo forte, più maturo rispetto ai miei lavori precedenti. Devo crescere ancora tanto da questo punto di vista però mi ritengo molto soddisfatto della stesura finale.

Domanda: E la cosa che ti è venuta più facile?

Risposta: Tutto il resto.

Realizzare un graphic novel su Maradona per me ha un valore personale enorme. In alcuni momenti mi emozionavo pensando a quel che stava venendo fuori. Una volta avuta in mano la sceneggiatura definitiva il resto è venuto molto facile…Sia gli studi dei personaggi, sia la realizzazione delle tavole, è stato tutto molto più facile di come me lo aspettassi. Tutto molto naturale.

Le scene di calcio poi sono divertentissime da disegnare!

Domanda: Perché proprio Maradona e non Balotelli o Cassano? In fondo in un certo qual modo anche loro sono personaggi che si somigliano con carriere altalenanti fortemente influenzate dei loro scivoloni privati e non.

Risposta: La famosa domanda da un milione di dollari! (e di parole)…

Innanzi tutto perché io sono di parte. Io adoro Maradona, a prescindere, come lo può adorare un napoletano (tifoso intendo, io sono nato a Milano ma la mia parte di sangue napoletano si fa sentire eccome). Gli perdono tutto io, a Diego. Il perché è semplice. Perché Diego ha fatto più per la gente di Napoli in sei anni che lo Stato Italiano in sessanta. Diego ha rappresentato un riscatto sociale e lui ne aveva coscienza. Diego ha fatto politica attiva a Napoli, come del resto anche dopo, Diego si è battuto sempre al fianco dei più deboli, in maniera decisa, esplicita ed aperta. Kusturica di lui disse “Se Diego non fosse stato un calciatore sarebbe stato un rivoluzionario, ne sono sicuro”. Come non essere d’accordo.

Quanti calciatori lo fanno oggi giorno? Sempre le stesse parole posate, misurate, scritte da addetti stampa di cui nessuno conosce il nome. Cosa pensano i calciatori di oggi della questione economica italiana? Cosa pensano del problema immigrazione? Cosa pensano delle discriminazioni sessuali? Nessuno lo sa, non si espongono mai. Sembrano dei cyborg, degli elettrodomestici che sanno fare bene una solo cosa. Diego aveva molti nemici tra i poteri forti proprio per questo motivo.

Chi lo ha conosciuto, per davvero intendo, i suoi compagni di squadra, i suoi allenatori, i magazzinieri che lavoravano a Soccavo, parlano di una persona dall’umanità spiccata. Pronta ad aiutare il prossimo. Generosa. Una persona che ha conosciuto la povertà, quindi sensibile a certi temi. Una persona che come tale può essere fragile, debole. Diego lo è stato, è caduto molto in basso, ma si è sempre rialzato.

È un ottimo “esempio per i giovani”, come si usa dire, altro che i soliti luoghi comuni su quanto invece non lo sia per niente.

Emblematica la frase che disse Ottavio Bianchi, suo allenatore al Napoli. Uno con cui Diego non è che ci andasse troppo d’accordo per intenderci. Bianchi disse: “In quattro anni non l’ho mai sentito una volta rimproverare un compagno di squadra. Non ha mai fatto pesare il suo talento, per quelli che sbagliavano aveva sempre una parola di incoraggiamento, mai un rimprovero. Sapete quanti mediocri adesso lo fanno?”

Persone come lui nel mondo del calcio non ce ne sono molte, il paragone con Cassano non regge. Non si può limitare Maradona alla sola questione “classe e bravura calcistica”, è stato molto di più.

È lo stesso motivo per cui neanche Messi sarà mai come Diego. È inutile continuare questa diatriba…Messi non ha il carisma di Diego. Non ha il carattere per trascinare da solo una squadra alla vittoria. E difatti fuori dal Barcellona stellare non incide tantissimo. Non si può giudicare un calciatore solo dai suoi piedi. Il cuore e la testa hanno un peso importante nel calcio. Lo dice pure De Gregori!

Il discorso Balotelli invece è diverso. In alcune cose mi ricorda Maradona. La sua esuberanza a volte un po’ tamarra, nasconde una sensibilità ed una emotività enormi, a mio parere. Balotelli quando gioca a calcio sembra lottare per qualcosa che vale molto molto di più di una semplice partita. Sembra sempre in guerra con se stesso e con gli altri. Sempre sul punto di esplodere.

E anche lui non ha paura di rilasciare dichiarazioni “scomode” e forti, come sull’argomento del razzismo nel calcio, anche lui non ha paura di essere “solo” un uomo davanti ai giornalisti. Si è molto emozionato per un discorso del Presidente della Repubblica che parlava di integrazione e tolleranza razziale. Quanti ragazzi della sua età si sarebbero commossi per lo stesso discorso?

Balotelli mi piace molto, mi sta simpatico, se non si fosse capito.

Domanda: Dai a noi puoi dirlo, sei un tifoso del Napoli?

Risposta: Sempre Forza Napoli!

Domanda: Nel tuo intervento ai commenti apparsi sul nostro articolo dedicato proprio al tuo volume hai parlato di aspetto umano ed analisi sociale del personaggio. C’è anche dell’altro che dobbiamo aspettarci?

Risposta: Certo. Ci sarà ovviamente il Maradona giocatore, i gol e le giocate che hanno incantato tutti gli appassionati di calcio. Le partite storiche con il Napoli, la vittoria dello scudetto e del mondiale del 1986. E molto altro…
 

Domanda: Sempre nel tuo intervento c’è piaciuto molto come hai concluso. La tua frase “tutto non è sempre come sembra in apparenza” è molto bella e profonda. Troveremo la stessa profondità anche nel volume?

Risposta: Di sicuro troverete quello che c’è sotto allo strato dei soliti luoghi comuni che ricoprono la figura di Maradona. Anche se ripeto, io sono di parte.

Domanda: Ti diamo la possibilità di approfondire un qualsiasi punto sul tuo lavoro presente passato e futuro quindi, come direbbe qualcuno della tv, fatti una domanda e dacci una risposta.

Risposta: Mi piacerebbe utilizzare questo spazio “marzulliano” accennare ad una curiosità…:-)

L’uscita nelle librerie sarà anticipata dalla pubblicazione di una canzone dedicata proprio a Maradona, scritta da un amico nonché cantautore bravissimo e molto giovane, Matteo Manzo, che fa parte della band La linea del pane

Ho chiesto a Matteo di aiutarmi in questo progetto. Lui ha scritto una canzone splendida, di cui verrà girato un video che avrà una duplice funzione: booktrailer promozionale del graphic novel e videoclip ufficiale de La linea del pane.

A settembre dovrebbe essere in rete e il brano sarà disponibile per il download gratuito su iTunes, sul mio blog (biancoruvido.com) e sul sito BeccoGiallo dedicato al nuovo volume. Un ottimo accompagnamento alla lettura. Un altro punto di vista che completa il libro.

Domanda: Pensi che potremo vederti a qualche fiera come Lucca Comics per farci autografare il tuo volume?

Risposta: Il volume sarà presentato alla Lucca Comics 2012 ed io sarò presente allo stand BeccoGiallo per tutta la durata  della manifestazione, quindi direi di sì, più che volentieri!

Domanda: Sappiamo che quella che stiamo per farti non è la più originale delle domande, ma sorge spontanea e te la facciamo ugualmente. Quali progetti hai per il futuro?

Risposta: Finire il libro! Mancano poche tavole, ma finché non lo avrò in mano stampato non sarò tranquillo! Dopodiché mi dedicherò ad una promozione capillare, mi piace andare in giro a presentare i miei lavori il più possibile, creare piccoli eventi mescolando anche musica, video, enogastronomia e altro. Maradona è un argomento molto trasversale e popolare, può essere presentato in numerosi contesti anche molto diversi tra loro.

E poi vorrei dedicarmi per un po’ a qualcosa di leggermente diverso dal fumetto, per staccare. Vorrei fare delle tele, dipingere, lavorare un po’ con l’acquerello. Rilassarmi. Verniciare i cassonetti delle tapparelle di casa …Non trovo mai il tempo di farlo!

Ed infine inizierò  a mettere le basi per tre nuovi progetti che vedranno la luce tra il 2013 ed il 2014, spero.

Domanda: Ok non vogliamo abusare oltre del tuo tempo quindi ti ringraziamo per la tua gentile collaborazione e per il materiale che ci hai dato. Noi continueremo a seguirti e speriamo che in futuro vorrai tornare sulle nostre pagine per continuare a parlare di te e per presentarci i tuoi nuovi lavori, ma prima di salutarti abbiamo un’ultima domanda da sottoporti. Continuerai a seguirci?

Risposta: Certo…Non mi fido di voi! Voglio controllare se pubblichereteprussi tutto quello che ho detto in questa intervista!

Scherzo ovviamente! Eheheheh

Concludiamo questa nostra intervista ringraziando Paolo Castaldi per la sua cortesia, e simpatia ed augurandogli un caloroso in bocca al lupo per l’uscita e la promozione del suo volume con la speranza di poterlo risentire presto magari per la presentazione della sua prossima opera.

24 Commenti a Intervista a Paolo Castaldi autore del volume a fumetti su Maradona

  • Fausto  dice:

    Straquoto l’autore Paolo Castaldi:
    “…È lo stesso motivo per cui neanche Messi sarà mai come Diego. È inutile continuare questa diatriba…Messi non ha il carisma di Diego. Non ha il carattere per trascinare da solo una squadra alla vittoria. E difatti fuori dal Barcellona stellare non incide tantissimo. Non si può giudicare un calciatore solo dai suoi piedi. Il cuore e la testa hanno un peso importante nel calcio. Lo dice pure De Gregori!…”
    e anche De Gregori 🙂

  • eSp  dice:

    Maradona è Napoli, Napoli è Maradona, il cerchio si chiuderà quando verra ad allenare il Napoli. DeLa pensaci su, ma soprattutto pensaci tu!!

  • salvatore  dice:

    Diego mi hai fatto sognare quando ero un ragazzino, adesso che ho 2 ragazzini mi piacerebbe immensamente che tu facessi sognare anche loro, fai una magia torna a Napoli e fai sognare un’intera città.

  • bigone  dice:

    volume interessante e l’intervista accende la giusta curiosità, ad esempio mi stupisco che nessuno abbia chiesto all’autore se Maradona sia stato informato della pubblicazione del volume. Non so voi ma io questa domanda l’avrei fatta sicuramente 🙂

    • Paolo Castaldi  dice:

      Sono ben lieto di rispondere alla domanda di riserva!eheheh

      Posso solo dire che il volume verrà tradotto in spagnolo e Diego riceverà la sua copia.
      Detto questo non è una biografia e quindi non mi interessava avere l’autorizzazione del diretto protagonista.
      E’ un volume che parla di lui attraverso gli occhi di altri.
      Sono però abbastanza sicuro che Diego apprezzerà, almeno me lo auguro di tutto cuore.

      • BigOne  dice:

        Grazie per la risposta, sinceramente non me l’aspettavo. Posso solo dire che non mi dispiacerebbe vedere la faccia di Diego quando saprà di questo volume 🙂

  • Pretoriano  dice:

    onestamente non credo che Balotelli sia così nobile d’animo come fa intendere Castaldi, ma solo un ragazzo emotivamente instabile. Riguardo a Maradona ho l’impressione che gli si voglia dipingere una certa aurea di misticismo, la stessa che gli era stata dipinta dai massmedia quando giocava in Italia. SVEGLIA è solo un uomo che in gioventù ha giocato bene a calcio e tutto il resto non interessa a nessuno o così dovrebbe essere, esattamente come non interesserebbe a nessuno se improvvisamente dovessi avere problemi di peso e dover ricorrere ad un intervento chirurgico per risolverli. Questo è l’esempio lampante di quanto (troppo) potere hanno (e diamo) ai mezzi di informazione che arrivano a portare la mito o leggenda un essere umano o a distruggerlo se rientra nei loro capricci.

    Non fraintendetemi, non ho nulla contro Maradona, ma sinceramente non riesco a digerire il comportamento e l’atteggiamento dei giornalisti.

    AVE……

    • ElGringo  dice:

      Sinceramente qui se c’è qualcuno che ha un atteggiamento sbagliato, quello sei proprio tu e le tue parole lo dimostrano pienamente.

    • Paolo Castaldi  dice:

      Pensa quanto non riesca a sopportarli lui, Diego, i giornalisti…
      Comunque capisco il tuo punto di vista…Mi dovrò scontrare parecchio con questo tipo di reazione.
      E’ comprensibile.
      Ma sono convinto che il mondo può essere visto con molti occhi, ed ogni volta si possono vedere sfumature diverse.
      Io ho visto queste, chissà magari sono solo un inguaribile romantico…

      • Britannia  dice:

        In parte non posso darti che ragione, infatti penso anch’io che ogni personalità (non solo Maradona) che ha a che fare con i giornalisti prima o poi finisce per detestarli se non a scontrarsi con loro mi vengono in mente gli esempi di Tomba e Vieri tanto per rimanere in ambito sportivo. Potremmo dire che è il prezzo da pagare per il successo, ma pretoriano dice una cosa giusta, nel bene o nel male siamo sempre influenzati dalla stampa, un potere occulto che è capace di grandi cose e libri, film e documentari che lo sostengono si sprecano e mi sembra normale che una certa fetta di popolazione mondiale (lo dico in modo generico in modo da non offendere nessuno) si senta infastidito. Ma la mia è una semplice opinione…..

  • [email protected]  dice:

    Diego Diego nonostante siano passati tutti questi anni il solo pronunciare il tuo nome genera un mix di sentimenti spesso contrastanti tra loro, chi ti vuol meglio di Messi e Pelè messi insieme, chi ti vuole allenatore del Napoli, chi ti vuole in galera per la nota vicenda delle tasse, insomma tutti a tirarti per la giacchetta, ma questo succede solo ai grandi, non ho mai sentito nessun tipo di discussione accanto ai tuoi colleghi del tuo periodo, evidentemente tu hai lasciato il segno gli altri no

  • $ilver  dice:

    Purtroppo o per fortuna (fate voi) in Italia non lo vedremo più fino a quando non paga le tasse. Questo ultimo dribling col fisco non gli è riuscito, nonostante continui a mandare messagi del tipo: «Italia, ti amo, ma smetti di perseguitarmi» oppure: «Vorrei tanto allenare il Napoli, e potrei provarci se il fisco italiano non mi costringesse a pagare 40 milioni di euro», ma quella che preferisco è questa: «Ogni volta che torno il fisco italiano mi fa sentire un ladro, un truffatore. Ma io non ho mai rubato nulla all’ Italia». Ogni mio ulteriore commento sarebbe superfluo

    • Paolo Castaldi  dice:

      Ovviamente anche il discorso fisco è un discorso spinoso…Ma non potevo fare un libro senza informarmi sulla vicenda. E le cose che sono emerse anche a livello giudiziario sono molto interessanti, peccato che i media riescono a pilotare molto bene le notizie.
      Ad esempio quanti sanno che Maradona è stato assolto in fase penale per evasione, perché l’errore è stato di Equitalia?
      Ora rimane da risolvere il civile ma il verdetto è quasi scontato. Quindi, prima cosa: se Maradona viene in Italia è FALSO che può essere arrestato. Al limite possono confiscargli dei beni, come successe nel 2008 con la confisca degli orecchini poi venduti all’asta, comprati da Miccoli e restituiti al legittimo proprietario.
      Altra cosa. Careca ed Alemao ricevettero le stesse accuse da Equitalia ai tempi, anche loro cartelle esattoriali da svariati milioni. Solo che loro erano in Italia e sono riusciti ad appellarsi subito. Risultato? Assolti. Equitalia era stata diciamo un po’ “frettolosa” ed approssimativa nel procedere.
      Solo che Diego era già in Argentina e non ha potuto difendersi subito ed il conto è aumentato. Questi continuavano ad inviargli la cartella esattoriale all’indirizzo italiano anche se lui era già da anni in Argentina. Una follia.
      Infatti Maradona verrà assolto o sarà costretto a pagare una piccola parte del conto.

      Insomma, bisogna stare attenti ed essere informati sulla questione. Valentino Rossi che invece ha evaso davvero dichiarando di risiedere in un bilocale da 60 mq a Londra (chi ci può credere davvero???) continua ad essere il beniamino degli italiani…Strana la vita.
      Detto questo la smetto di difendere Maradona a spada tratta solo che mi piace dare un quadro chiaro della situazione visto che in pochi lo conoscono!

      • Lou  dice:

        Già strana la vita… un sentito grazie per quanto detto da Paolo, mi sono preso la briga di controllare, in rete fortunatamente si trova tutto, quanto affermato da Paolo è la pura verità, fatemi il piacere prima di parlare di Maradona e le sue presunte tasse informatevi.

        Non sono Napoletano, non amo il calcio, Maradona l’avrò visto solo Ballando con le Stelle, ma credo sia ingiusto il trattamento che Equitalia e la maggior parte dei media stia avendo nei sui confronti, che torni in Italia ad allenare il Napoli mi interessa quanto sapere che tempo domani farà a Ouagadougou (googlate per sapere cos’e/dove’è non è difficile)

        Prima di scrivere qualunque fesseria scritta o detta dai vari media, informatevi su internet, ormai solo in rete si trova la verità, basta impegnarsi un poco e cercarla. Tenetevi informati, solo con la conoscenza dei fatti si può andare avanti in questa società.

  • Aura  dice:

    L’unico Maradona che vedremo in campo in Italia e suo figlio Diego Armando Maradona Junior (Sinagra).
    E anche in questo caso il grande Diego ha dimostrato il suo valore, un calciatore non l’ho si può giudicare solo da come tira quattro calci ad una sfera di cuoio, ma anche e soprattutto dai suoi comportamenti fuori dal campo. Perchè nessuno vuol ricordare il suo urlo da cocainomane davanti alla telecamera dopo il gol alla Grecia (USA ’94) e la conseguente squalifica per doping?

  • Mojopin  dice:

    è napoletano si chiama Diego di cognome fa Occhiuzzi è oggi pomeriggio ha vinto la medaglia d’argento di sciabola oleeeeeeeeeeeeeeeee

  • Ciro2  dice:

    Ma ci pensate se accanto al Matador giocava Diego

  • Carlo C  dice:

    Auguri Diego

    Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960)

  • airdrone  dice:

    Credo che il quarto pallone d’oro di fila segna la fine della discussione tra Messi e Maradona, Messi è il giocatore più forte di tutti i tempi, ha staccato (fermi a quota 3) gente del calibro di Platini, Cruijff e van Basten, per non parlare dell’eterno secondo Cristiano Rolando.
    Messi è il giocatore col maggior numero di gol per anno solare, una leggenda vivente, che però è ancora in lizza per vincere il suo quinto pallone d’oro.
    Complimenti Lionel!

    • c3bion  dice:

      Maradona non ha mai vinto il pallone d’oro perchè ai suoi tempi potevano partecipare SOLO giocatori europei, hanche se a dire il vero un pallone d’oro nel 1995 gli fu assegnato alla carriera (visto che prima quando era in attività non poteva parteciparvi), poi ne ha vinti due sudemaricani nel 1979 e nel 1980, e c’è anche il Pallone d’oro (VERO, che gli fu rubato e fuso in lingotti dalla camorra) che Maradona aveva ottenuto dopo il Mondiale vinto nell 1986: Totale 4 palloni d’oro come Messi.
      Anche questa sfida, al momento, termina in parità

  • DJM  dice:

    Ricordo solo che Messi a soli 25 anni ha già fatto molto più di quello
    che Diego ha fatto in una carriera intera (e ha ancora minimo altri 10
    anni di carriera davanti dove potrà distruggere ogni record nella storia
    di questo sport). Tutto questo non per dire che Diego era una merda
    eh… ci mancherebbe… parliamo di uno dei più grandi fenomeni di
    sempre della storia del calcio. Tutto questo è solo per dire che è
    troppo facile ricordarsi solo gli highlights che si vedono su YouTube di
    un calciatore, chi ha vissuto l’epoca di Maradona (e io l’ho vissuta) sa
    benissimo che Diego di partite -come quella di Messi col Milan agli ottavi- (e pure peggio) ne ha fatte tantissime anche lui, partite dove era praticamente nullo e assente quasi come un ectoplasma in campo. Capita anche ai migliori, no perchè a sentirvi parlare sembra che Diego ogni volta che scendeva in campo faceva miracoli. Io mi ricordo benissimo i miracoli ma mi ricordo anche i 4 in pagella.

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