Intervista al regista, animatore e story artist Christian De Vita

Nelle scorse settimane vi avevamo parlato (in questo articolo) dell’ultimo video clip di Slash l’ex chitarrista dei Guns N’ Roses che in “Bad Rain” (questo il titolo del pezzo) si è fatto cartoonizzare da Christian De Vita che noi abbiamo contattato ed intervistato per voi.

Prima d’incominciare vorremmo ringraziarti per il tempo che ci stai così gentilmente concedendo. Non possiamo fare a meno di notare che su di te si ci siano poche informazioni e quelle poche sono quasi tutte provenienti da fonti straniere, quindi ci piacerebbe poter colmare questa lacuna facendoti conoscere al maggior numero di persone possibili, quindi ti andrebbe di dirci come sei approdato al mondo dell’animazione ed in cosa consiste esattamente il tuo lavoro?

Grazie a voi.

Ho studiato all’ Istituto Roberto Rossellini per la cinematografia e televisione a Roma, dove ho scelto come materia professionale l’ animazione. Ho studiato sotto il Professor Niso Ramponi, che disegnava sotto il nome di Kremos, ed era amico di Fellini.

A dir la verità avevo l’idea di imparare le materie cinematografiche, l’ animazione, e poi entrare nel campo dei fumetti… Ma appena finita la scuola mi son spostato a Londra dove ho trovato lavoro come animatore, e lì son rimasto per parecchi anni. Ancora non ho fatto un fumetto!

Sono un regista di animazione e storyboardista.

Per film di solito lavoro come storyboardista, visualizzando la sceneggiatura e le idea del regista in uno storyboard, un tipo di fumetto che segue le regole e leggi del linguaggio cinematografico, e che deve includere tutte le informazioni necessarie per gli altri dipartimenti per sapere cosa ogni scena contiene: quali costumi, attori, quale camere, lenti, set, decor, luci, qual ‘è l’azione, etc.

Secondo te perché un disegnatore, animatore, fumettista deve andare all’estero per lavorare? In Italia non ci sono occasioni o non esiste una scuola e quindi una tradizione del fumetto e dell’animazione?

Quando ho lasciato Roma nel ’92 di occasioni ce n’erano poche. Avendo una madre Inglese e conscendo la lingua, l’ Inghilterra mi si e` proposta come una buona alternativa.

Ho sempre viaggiato per il mio mestiere, andando dove mi si propone il prossimo buon progetto.  Tradizionalmente l’Italia ha un buon background di fumetti, animazione e cinema, ma penso dal punto di vista personale, le occasioni migliori mi si son presentate all’ estero.

Potrebbe essere solo una questione di budget, dopo di tutto le produzioni Americane hanno sempre più soldi, ed attirano artisti non solo dall’ Italia, ma da molti altri paesi. Una produzione cinematografica come Frankenweenie è come una porzione di mondo… Ho lavorato con Spagnoli, Danesi, Bulgari, Francesi, Inglesi, Americani, Svizzeri, e artisti di altre nazionalità`, tutti sotto lo stesso tetto per quasi due anni.

Purtroppo nel nostro mestiere si va` dove c’è il progetto migliore.

Tra i tanti lavori che hai realizzato, qual è quello a cui ti senti maggiormente legato affettivamente?

Fantastic Mr Fox e l’ultimo, Frankenweenie, per motivi diversi.

Corrisponde al lavoro che ti ha dato maggiori soddisfazioni professionali?

Ogni progetto mi da soddisfazione, per motivi diversi. È difficile non essere soddisfatto in un mestiere dove si passa la giornata a disegnare.

Artisticamente parlando hai qualche rimpianto? Se si quale?

Non saper dipingere meglio. Nel 1996 sei stato assistente animatore per il film Space Jam. Tra un film totalmente in animazione ed uno in parte in live action quale dei due risulta più difficile nella realizzazione e perché?

Space Jam era l’ultimo film-lavoro dove ero nel dipartimento dell’ animazione. Ho capito lì che non volevo più animare, ma volevo influenzare la storia. Volevo avere un impatto più` decisivo e creativo sulle storia di un progetto.

Mi son buttato sugli storyboard ed in questo campo la realizzazione del progetto porta le stesse difficolta e soddisfazioni se il progetto e` animato o live.

Con la prima domanda abbiamo visto cosa fai ed in cosa consista il tuo lavoro, ma potresti svelarci cosa avviene dietro le quinte e, per sommi capi, spiegarci come nasce e si evolve un film d’animazione?

Nel mio dipartimento sviluppiamo e elaboriamo la sceneggiatura. Diciamo che scriviamo, e ri-scriviamo la sceneggiatura ma disegnandola in formato storyboard.

Presentiamo le nostre scene, gli storyboard, al regista ed al produttore, che ci danno delle note, dei cambi da fare, poi il tutto va al montatore che crea un video-board, con sonoro e voci.

Se la scena funziona ed è approvata andrà passata ad altri dipartimenti che prepareranno quel che serve per incominciare l’ animazione (sfondi, costumi, pupazzi, telecamere, lenti, etc.), se non è approvata la scena andrà ridisegnata elaborandola in maniera diversa.

Di solito su un film lavoriamo e rilavoriamo le stesse scene fino ad una trentina di volte.

Se hai fatto un giro nel nostro sito (lo hai fatto vero?) avrai notato che parliamo di fumetti ed animazione a 360° indipendentemente dal paese d’origine, ma risulta ovvio anche ai profani che cambiando il paese cambia anche la scuola ed il relativo pensiero. Avendo lavorato all’estero avrai sicuramente avuto modo di confrontarti con scuole e tecniche diverse tra loro che magari vanno dall’uso delle tecniche tradizionali a quelle più sofisticare e computerizzate. C’è una scuola o una tecnica che preferisci tra le altre?

Ma questa è la cosa che mi tiene sempre innamorato dell’ animazione… è sempre cambiante, diversa, volatile. È una creazione completamente artistica, dove ogni fotogramma creato esiste puramente perché gli animatori la hanno creata dal nulla. Ogni fotogramma, 25 fotogrammi al secondo. Che si arrivi al risultato finale usando diverse tecniche, scuole, stili, non importa tanto per me. È il processo creativo che mi interessa.

Secondo te, le grandi produzioni che fanno uso esclusivo della computer graphics non rischiano di svilire l’animazione od impoverirla?

Ma non si può dire che studi come la Pixar sviliscano l’ animazione. Al cuore dello studio ci son sempre artisti che creano, sviluppano e producono storie in animazione di alta qualità`.

I computer sono un’ altra “matita” che noi animatori possiamo usare nel visualizzare i nostri progetti.

A torto o a ragione si dice che gli studi d’animazione Giapponese siano tra i migliori del mondo. Condividi questo pensiero? Pensi che lavorerai mai per uno di questi studi?

Mi piacerebbe molto lavorare in Giappone. La tradizione è basata molto sul disegno, e l’idea di lavorare lì per un progetto mi attira molto. Non si sa mai che ti aspetta nel futuro.

C’è chi sostiene che l’animazione si evolverà a tal punto che un giorno sarà al livello del foto realismo e che l’avvento dell’animazione 3d sia stato il primo passo di questo processo evolutivo. Condividi questa linea di pensiero o pensi che sia solo fantascienza?

Diciamo che al foto realismo ci siamo già`. Bisogna guardare a film tipo Avatar per vedere che passi enormi il cinema di animazione computerizzato a fatto negli ultimi 20 anni.

Personalmente io son ancora un artista a carta e matita, ogni progetto per me incomincia in questo modo così tradizionale.

Avremmo altre mille domande da farti, ma sappiamo che devi parlare anche con i nostri colleghi di Cinema e Dintorni di Frankenweenie a cui hai partecipato come story artist, quindi ci limitiamo ad altre due domandine. C’è la speranza di vederti accreditato in un film d’animazione totalmente made in Italy?

Vorrei tornare a lavorare in Italia un giorno. Mi manca Roma, e vorrei produrre e dirigere un film d’Animazione Italiano basato su un soggetto Italiano. Ho delle idea che sto sviluppando, ma il problema è sempre quello dei soldi. I budget in Italia son più piccoli, ed è più difficile realizzare progetti.

Mai dire mai, però.

Ok non vogliamo abusare oltre del tuo tempo quindi ti ringraziamo per la tua gentile collaborazione e per il materiale che ci hai dato. Noi continueremo a seguirti e speriamo che in futuro vorrai tornare sulle nostre pagine per continuare a parlare di te e per presentarci i tuoi nuovi lavori, ma prima di salutarti abbiamo un’ultimissima domanda da sottoporti. Continuerai a seguirci?

Certamente. Grazie

Ringraziamo nuovamente Christian De Vita per la sua disponibilità e vi rimandiamo a tra qualche giorno sul nostro sito partner Cinema e Dintorni per un secondo incontro Con Christian che ci parlerà della sua ultima fatica professionale Frankenweenie.

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