Il Fumetto Tradito: Baba Yaga (Valentina)

Baba Yaga

ValentinaSiamo nel 1965 in Italia la rivista a fumetti Linus pubblica un racconto a fumetti LA CURVA DI LESMO di un giovane architetto Guido Crepax, malgrado non sia la protagonista della storia la figura di Valentina colpisce subito i lettori tanto da conquistarsi il ruolo di protagonista in tutte le storie seguenti.

Fisicamente Valentina è ispirata all’attrice del cinema muto Louise Brooks, icona della donna fatale della Hollywood anni Venti. Ma si tratta solo di una somiglianza nei tratti del viso, incorniciato da un caschetto nerissimo, per il resto le due donne sono molto dissimili. Se la Brooks incarna la donna ammaliatrice, con la sua aria innocente, ma che nasconde il suo istinto di mantide; Valentina è la donna “moderna”, emancipata, che vive alla pari il rapporto con gli uomini. Nelle tavole del fumetto questa giovane donna, dal corpo fragile e snello, sottilmente sensuale, si mostra nuda, o, meglio ancora, in stivaletti neri, corsetto, calze a rete e reggicalze di pizzo. Valentina fa la fotografa e questo la porta a vivere fra la realtà, il sogno e il ricordo; sono i suoi viaggi onirici, ricchi di simbologia surrealista, un capolavoro di introspezione psicologica, che la vedono spesso e volentieri sconfinare nel mondo dell’eros, infatti il personaggio di Crepax si rivolge ad un pubblico adulto.

Nel 1973 in perfetto stile dell’epoca della contestazione e dell’emancipazione femminile. Il regista Corrado Farina, già sceneggiatore di fumetti, decide di portare il personaggio di Valentina sul grande schermo. Si tratta di una produzione Italo-Francese la parte della protagonista viene affidata ad una mediocre Isabelle De Funes, mentre Carroll Baker interpreta la strega Baba Yaga e di Ely Galleani in quelli della bambola demoniaca.

La spregiudicata fotografa Valentina (Isabelle de Funes), è quasi investita dall’auto di una stravagante signora di mezza età, la strega Baba Yaga (Carroll Baker) che dopo averla soccorsa e accompagnata a casa la invita a casa sua per fotografare una collezione di gioielli e anticaglie.

Carrol Baker

Valentina, spinta da una strana curiosità, il giorno dopo, va a far visita alla donna. La sua attenzione è attirata da Annette, una strana bambola vestita unicamente da lacci di pelle nera, borchie e catene; Baba Yaga, vedendo la curiosità di Valentina, gliela regala.

bambola
Ritornata allo studio Valentina mentre sta scattando delle foto ad una sua modella, manca la luce; nel mentre la casa è al buio la bambola si anima e con uno spillone ferisce la modella.

Valentina si accorge di questo solo dopo aver sviluppato le foto. Spaventata, racconta tutta al fidanzato Arno (George Eastman), che però sembra avere dei dubbi sul racconto di Valentina; che comunque rimane scossa avendo degli incubi in cui Baba Yaga la perseguita.

AnnetteDecide di andare ancora a casa della donna, e qui vede la bambola divenuta ora una donna in carne ed ossa Annette (Ely Galleani). Valentina respinge le avances lesbiche di Baba Yaga e questa per punizione la fa incatenare da Annette che poi la frusta.

Annette

In aiuto di Valentina arriva Arno, il suo compagno Annette torna ad essere una bambola e si frantuma, mentre Baba Yaga precipita all’inferno cadendo in un buco del pavimento. Consumata la tragedia si scopre che la casa è disabitata da anni, il buco si affaccia su una cantina polverosa e di Baba Yaga nessuno sa nulla. Valentina quindi rimane della sua idea che Baba Yaga fosse una strega.

Le musiche sono del maestro Piero Umiliani (tratte dall’album “To-day’s Sound”).
Da segnalare, due camei di pochi fotogrammi dove compaiono Franco Battiato nella parte di un santone pischedelico in lunga tunica bianca con tanto di croce celtica e il regista Corrado Farina nella parte di un ufficiale nazista in una delle fasi oniriche del film

Pur non potendo gridare al capolavoro ci troviamo di fronte ad film con una fotografia apprezzabile.
Dal punto di vista visivo potremmo definire il film sperimentale, con atmosfere sixties un po’ pop art e un po’ psichedeliche questo nel tentativo di riprodurre sul grande schermo le particolarità grafiche del fumetto di Crepax.
Probabilmente se la censura non avesse costretto i produttori a tagli e rimaneggiamenti (la pellicola uscì in Italia in una versione ridotta a meno di novanta minuti), alterando il risultato finale, tanto da far decidere al regista di abbandonare il lungometraggio, avremmo potuto avere un film sicuramente più apprezzabile sotto ogni punto di vista.

ValentinaCarrol Baker

Qui e qui l’elenco dei film italiani tratti da fumetti.

 icollezionisti

2 Commenti a Il Fumetto Tradito: Baba Yaga (Valentina)

  • tanino  dice:

    ho il ricordo di una pessima serie tv su italia1 di questo film non ne sapevo assolutamente nulla… sicuramente da recuperare per una visione domestica.

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