Intervista a Raquel Córcoles e Marta Rabadán le autrici di Soy de Pueblo

intervista-a-raquel-corcoles-e-marta-rabadan-le-autrici-di-soy-de-puebloNelle scorse settimane vi avevamo presentato la grafic novel Soy de Pueblo delle spagnole Raquel Córcoles e Marta Rabadán edito in Italia dalla Hop! Edizioni (trovate l’articolo in questione a questa pagina). Oggi torniamo a parlarvi del volume in questione perché abbiamo intervisto per voi le due autrici.

D: Il pubblico italiano ancora non vi conosce come quello spagnolo, cosa potete dire per presentarvi e raccontarvi agli italiani che ci leggono?

R: Marta: Ciao sono Marta, ho 29 anni. Il mio paese di origine è Cocentaina, un paese molto piccolo. Mi sono trasferita a Madrid perché non ce la facevo più, quel posto mi stava troppo stretto. Ho studiato Psicologia e ho fatto un master in Pubblicità. In un’agenzia di comunicazione, durante uno stage, ho incontrato Raquel.

Raquel: Ciao sono Raquel, ho 26 anni e sono nata a Reus. Ho studiato Pubblicità (o Comunicazione come la chiamate qui) a Reus. Mi sono trasferita a Madrid per finire gli studi e mi sono laureata in Giornalismo. L’occasione per andarmene dal mio paese è stata una borsa di studio. Ho fatto diversi lavori: in radio, in tv locali, ho anche lavato macchine, ho fatto il pupazzo per bambini in un parco, ho fatto uno stage a Telecinco… con un rimborso di 300 euro al mese.

E vi diciamo subito che questo viaggio in Italia ci ha fatto capire che anche qui ci sono molti “moderni” e che le dinamiche e… anche le battute sono le stesse in tutti e due i paesi!

D: Come nasce il sodalizio Raquel Córcoles e Marta Rabadán?

R: Raquel: Ho fatto diversi concorsi negli ultimi anni, sempre alla ricerca di “borse”. E, arrivata in città, avevo aperto un blog – “Vita a Madrid” – che era composto da qualche vignetta, un po’ squallida e trascurata, a dire la verità. Ho letto di un concorso per un comic e ho deciso di provare. Casualmente ho vinto, presentando alcune vignette che si trovano oggi nel volume “Soy de pueblo”: quella della Fnac, quella dell’ospedale, quella dei ragazzi in lista in discoteca, quella finale dell’aereo. La cosa che sicuramente ha contribuito alla vittoria è stata la bella presentazione che ho confezionato, in perfetto stile marketing. A quel punto ho chiamato Marta perché mi piaceva il suo stile, perché era brava in disegno grafico, era mia amica, ma era – ed è – anche soprattutto una gran lavoratrice: sapevo di poterle chiedere di fare insieme un lavoro che aveva una scadenza strettissima: 3 mesi.

D: Come siete arrivate al mondo del fumetto?

R: Per caso, davvero per caso, come abbiamo raccontato.

D: Quale scuola di fumetto ha influenzato la vostra crescita artistica e culturale?

R: Eravamo totalmente inesperte nell’illustrazione tradizionale, conoscevamo il disegno grafico non l’illustrazione, quindi non possiamo dire di aver subito influenze da scuole particolari, o accademie. Definiamo il nostro un comic per gente che non legge necessariamente comic.

D: Quale artista e perché vi ha influenzato maggiormente?

R: Se dobbiamo pensare a una fonte di ispirazione spagnola si tratta di Juanjo Sáez. Ha un pubblico variegato, perché racconta la sua vita di uomo contemporaneo, le storie con la sua fidanzata, le mode, e lo fa da un punto di vista maschile, quello di un uomo sensibile.

D: Sul lavoro vi ritenete delle perfezioniste?

R: Sì, siamo molto attente e perfezioniste. Lavoriamo molto sul colore e sulla scelta delle forme, correggiamo molto, ad oltranza. Fino alla perfezione.

D: Com’è nata l’idea per Soy de Pueblo?

R: Raquel: Il libro nasce dall’esperienza vissuta da entrambe in città. Avevo già iniziato un blog con poche vignette non molto curate, sulla vita di una ragazza di paese che si trasferisce in città. Raccontavo gli inconvenienti che mi succedevano e mi facevano sentire inadeguata. Conoscendo molte persone mi sono resa conto che queste cose succedevano anche agli altri e ho capito che era qualcosa di comune a tanta gente, qualcosa su cui si poteva lavorare.

D: Non vi ha spaventato affrontare tematiche sulle professioni in ascesa come blogger, grafici, artisti, dj, it-boys and girls, materie così profondamente diverse e distanti tra loro?

R: Non sono così diverse queste professioni, se pensiamo che sono legate tutte alla creatività e all’immagine. Le critiche sono tutte filtrate dall’ironia. Chi lavora bene non si sente attaccato da “Moderna de Pueblo”, chi è intelligente e ironico sa però qual è la verità: che sull’immagine si lavora parecchio di strategia. Solo chi è presuntuoso se la prende e, in un caso, una blogger ha reagito molto male, criticando il nostro lavoro. Ma, in fondo, non diciamo niente che la gente non pensi già e niente che gli stessi interessati non sappiano perfettamente.

D: Perché avete scelto e preso di mira proprio quel tipo di professioni piuttosto che altre?

R: Perché sono le più rappresentative della “modernità”, modernillas!

D: Che tipo di preparazione vi ha comportato la realizzazione di Soy de Pueblo?

R: Raquel: Si tratta di un lavoro a quattro mani. Io ero copywriter per la pubblicità, ero abituata a visualizzare le idee. Ma la cosa funzionava insieme. Marta mi dava spunti e io li focalizzavo. La preparazione tecnica con l’utilizzo di Illustrator me l’ha passata tutta Marta. Lavoravamo insieme con una quantità di foto trovate in Internet da cui ricavare gli oggetti di moda. Mentre Marta ricavava gli sfondi e le scene urbane, io lavoravo più sui personaggi.

D: Quante e quali sono state le difficoltà incontrate nella realizzazione di Soy de Pueblo?

R: Marta: Non avendo una formazione particolare di disegno e illustrazione tradizionale, fondamentale per noi era trovare l’ispirazione attraverso le fotografie. Il tempo e’ stato tiratissimo. E’ stato molto difficile trovare le fotografie che fossero coerenti con quanto avevamo in mente. Ogni volta.

D: Quanto è durata la gestazione di Soy de Pueblo?

R: Ci abbiamo messo tre mesi, quelli previsti dalla scadenza del concorso. Lavoravamo di giorno per le nostre attività principali e di sera e di notte al comic.

D. Quand’è che avete realizzato che non si trattava di un semplice fumetto, ma un qualcosa di più grande che oggi si identifica come “caso editoriale”?

R: Quando abbiamo cominciato ad avere fan e like su Facebook, quando la gente si metteva la foto della “Moderna de Pueblo” come immagine del profilo e quando sono arrivate le prime interviste.

D: Vi aspettavate un simile successo?

R: Marta: Raquel ci credeva di più, anche se non pensava a un successo di questa portata. Io non ci credevo per niente e pensavo di fare qualcosa che avrei mostrato solo ai miei nipotini, un giorno.

D: Il successo ha cambiato il vostro modo di rapportarvi col lavoro?

R: Raquel: No, il successo non ci ha cambiato. Marta continua a fare la grafica in un’azienda madrilena e io mi dedico full time alla “Moderna de Pueblo”, ma con lo stesso entusiasmo e con i piedi per terra.

D: Di solito molti fumettisti mettono parte del loro carattere e del loro modo di essere nelle loro opere, quanto e cosa c’è di voi in Soy de Pueblo?

R: C’è molto di noi in “Soy de Pueblo”, quasi tutte le situazioni raccontate ci sono successe o sono successe ai nostri amici.

D: Che peso hanno avuto i social media sul vostro lavoro?

R: Totale. Si è innescata una situazione virale di passaparola in rete che ha reso possibile questo successo.

D: Soy de Pueblo avrà un seguito o farete altri lavori completamente diversi e slegati da questo?

R: C’è già un seguito! che è appena uscito in Spagna e ne seguiranno probabilmente altri con “Moderna de pueblo” sempre protagonista….

D: Non vi spaventa l’affrontare il pubblico italiano così simile al vostro ma al tempo stesso anche così diverso?

R: Non ci spaventa, tra tutti i popoli siamo i più simili. Le situazioni sono simili: i “moderni” e i trasferiti in città ci sono anche qui. Anziché a braccia incrociate però, se avessimo fatto il fumetto qui, avremmo disegnato spesso i personaggi con il gesto del “ma che sta’ a dì??”

D: Che tipo di riscontro vi aspettate dal pubblico italiano?

R: Ci aspettiamo di essere bene accolte. L’unico limite è la lingua, anche nel rapporto diretto con i lettori la lingua può essere un problema. L’essenza del comic nella traduzione è rimasta intatta. Al massimo si perdono alcune sfumature locali.

D: In un’epoca in cui il fumetto digitale dilaga e prende sempre più piede, come vi rapportate con questo mezzo e cosa ne pensate?

R: Il nostro è assolutamente inserito in questa tipologia. E’ fatto tutto a computer.

D: Cosa pensate del fumetto italiano?

R: Siamo nuove del settore e cominciamo ad avvicinarci ora al mondo del fumetto. Il nostro è un comic fatto anche per chi non legge comic, come noi…almeno fino ad ora.

D: C’è un fumettista italiano che vi intriga e con cui vi piacerebbe poter lavorare?

R: Lo scopriremo!

D: Avete qualche rimpianto artisticamente parlando?

R:  Raquel: Quello di non saper parlare più lingue per far leggere il blog in altri paesi. Ovvieremo a questo inconveniente con la collaborazione di Hop! con cui faremo – insieme – la versione italiana del blog di “Moderna de pueblo”.

Marta: Quello di non aver studiato disegno e illustrazione.

D: Che progetti avete per il vostro futuro artistico?

R: Ora siamo concentrate sulla promozione del secondo libro, vogliamo continuare a coltivare il blog, che con Hop! faremo anche in italiano. Ci piacerebbe tradurre queste avventure in più paesi del mondo e arrivare a tanta gente.

D: Nell’augurarvi un in bocca al lupo per la vostra avventura in Italia, possiamo estorcervi la promessa di rivedervi/risentirvi per presentare il vostro prossimo lavoro?

R: Certo che torneremo! Ancora per promuovere “Soy de pueblo” in altre occasioni e, speriamo, anche per il secondo libro. Questa esperienza ci è molto piaciuta!

Hasta luego!!

Raquel y Marta

Concludiamo questa intervista ringraziando le due simpatiche autrici ed augurandole un grosso in bocca al lupo per la commercializzazione in Italia di Soy de Pueblo e dando appuntamento a tutti voi  per una seconda intervista alle nostre nuove amiche per la presentazione del secondo volume di Soy de Pueblo ed alla recensione del volume che a breve pubblicheremo, quindi continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

copertina-Soydepueblo

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