Xenosaga The Animation

Parlare della serie di “Xenosaga The Animation” non risulta facile. Non si tratta di una semplice serie tv, ma di un vero e proprio progetto multimediale molto più complesso ed articolato che, necessariamente, deve essere esposto per poter dare un quadro abbastanza completo ed omogeneo di questo interessante titolo.

La serie non nasce come opera originale, ma come approfondimento di una saga video ludica già esistente, Xenosaga (Zenosāga Shirīzu in giapponese), una serie di videogiochi di ruolo in 3D in puro stile giapponese creati per la Playstation 2 ed altre piattaforme ed è composta da ben tre capitoli:

  • Xenosaga Episodi I uscito a Febbriao del 2002 in Giappone e nel Febbraio 2003 negli Stati Uniti;
  • Xenosaga ep.II, uscito a Giugno 2004 in Giappone e nel Febbraio 2005 negli Stati Uniti;
  • Xenosaga ep.III, ancora non uscito e previsto per il 2006 per il mercato Giapponese.
  • Nel 2004, per mano di Atsushi Baba, è stato realizzato e pubblicato da Zero Sum Comics il manga di Xenosaga. Nel 2006 Baba ha finito ep.I, e ha cominciato i lavosi su ep.II. Da quel poco che è trapelato, si sa che il manga si incentrerà principalmente sui personaggi, anzichè su temi religiosi e fantascientifici presenti nella serie originale.
  • Nel Gennaio 2005 esce Xenosaga The animation che è stata trasmessa da TV Asahi in Giappone dal 5 Gennaio 2005 al ritmo di un episodio a settimana. L’anime segue la storia di Xenosaga molto da vicino, pur con scene rimosse, altre aggiunte o addirittura modificate. Come serie anime, svolge bene il suo lavoro di “supplemento” a Xenosaga ep.I giacché alcuni punti oscuri del gioco vengono opportunamente approfonditi nella serie TV.
  • Seguono poi Xenosaga I.II per Nintendo DS, si tratta di un remake per Nintendo DS di Xenosaga ep.I ed ep.II, in 2D.
  • In giappone è inoltre uscito un altro episodio della saga: Xenosaga Pied Piper per i telefoni cellulari Vodafone.

La storia, o meglio la saga di Xenosaga comincia con la scoperta dello Zohar in Kenya, per poi fare un balzo in avanti nel tempo catapultandoci nell’anno TC 4767, in cui la capitale dello spazio è Fifth Jerusalem, base della Federazione Galattica (Galaxy Federation). In quest’epoca l’umanità è ormai avvezza allo spazio e con le sue navi spaziali si è spinta molto lontano dalla Terra, ma la società scientifica della terra si è molto evoluta non solo nei viaggi interstellari, ma anche nell’uso della Nanotecnologia, di cui fa un grande uso, in particolar modo nell’ambito militare.

Tutto sembra perfetto, ma ecco che un’oscura minaccia incombe sull’umanità che improvvisamente si trova a dover affrontare, delle misteriose creature organiche con il temibile potere di traslare istantaneamente tra diversi piani dimensionali ed apparire nel nostro solo nell’istante loro necessario per sferrare il colpo mortale. In questo modo oltre ad essere generalmente immuni alle armi dei terrestri, riescono senza problema a introdursi nelle navi e causare ingenti danni dal loro interno.

Per affrontarli sono state sviluppate delle armi molto potenti che si dimostrano tuttavia pericolose e di difficile controllo. La chiave di tutto sembra essere uno strano e misterioso artefatto, trovato nello spazio…specialmente da quando una certa entità chiamata Gnosis ha cominciato ad attaccare le basi umane. Tutto ciò che si sa su questa strana e misteriosa entità è che gli Gnosis sono stati portati nell’universo da Joachim Mizrahi, ma in realtà c’è un enigmatico retroscena in questa vicenda.

Per fermare gli Gnosis la Vector Industries sta cercando di sfruttare al meglio le proprie conoscenze di Nanotecnologia per sviluppare un nuovo modello d’androide concepito appositamente per fronteggiare la minaccia Gnosis, questo nuovo prototipo da combattimento viene chiamato col nome in codice di KOS-MOS. Shion Uzuki, la protagonista, è una ricercatrice della R&D division (Ricerca e sviluppo, team 1 della Vector) che si occupa di KOS-MOS insieme al suo aiutante Allen a bordo della nave stellare della federazione, Woglinde. Ma forse è meglio fermarsi qui col racconto della storia, in fin dei conti si tratta pur sempre di una serie di soli dodici episodi.

Alcuni dei termini utilizzati nell’universo di Xenosaga derivano da parole occidentali: Shion deriva da Zion, KOS-MOS da cosmo e “chaos” da caos. È importante notare che sia alcune delle terminologie usate sia nei vari capitoli video ludici che nella serie animata che nel manga, sia alcune scene ed ambientazioni, sono stati sapientemente utilizzati per creare delle citazioni, alcune sono molto palesi, altre sono nascoste e non sempre è facile cogliere, come ad esempio il termine Zion è tratto da un’altra saga animata e video ludica che da quasi un trentennio sopravvive in Giappone e sta lentamente conquistando anche il resto del mondo divenendo di fatto la saga video ludica ed animata più longeva…..per chi non lo avesse ancora capito, mi sto riferendo alla saga di Gundam dove appunto appare la federazione di “Zion”, come dicevo questa non è l’unica e sola citazione famosa che si può riscontrare in Xenosaga, la scena d’apertura dell’anime (quella in qui il misterioso manufatto ritrovato nello spazio viene ritrovato e recuperato) sembra una chiara citazione di un film ormai considerato un caposaldo del cinema di fantascienza e che ha definitivamente  consacrato il genio del suo creatore, i più attenti di voi avranno capito che mi sto riferendo a 2001 odissea nello spazio di Stanley Kubrick, ma sono anche altre le citazioni cinematografiche famose che è possibile trovare osservando gli episodi della serie. Gli scontri ed i contrasti che ci sono tra umani ed androidi ricalcano quelli visti in Blade Runner e ripetutamente ripresi dal mondo dell’animazione da opere come Ghost in the Shell ed Armitage III che ben hanno saputo utilizzare quelle tematiche.

Per un osservatore poco attento questa serie potrebbe risultare abbastanza noiosa e poco interessante, ma se si procede con la visione degli episodi, ci si rende conto che la serie è tutt’altro che banale, possiede delle ottime animazioni che rientrano nella media di produzioni di questo tipo, il Character design è gradevole, l’uso della computer graphics non è eccessivo e l’intreccio della storia è ben sviluppato. Tutti questi elementi danno vita ad una serie che merita un’attenta visione e che si spera un giorno possa approdare in Italia.

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