Etna Comics

[Speciale] Neal Adams il superospite di Etna Comics 2019

Ricordo ancora il mio incontro con Neal Adams, ero al Comicon di San Diego del 2012, mi avvicinai al suo stand, che era lontano dall’Artist Alley e non c’era nessuno, io ero molto emozionato come un qualunque lettore può trovarsi di fronte a un vero mito dei comics.


Comprai uno sketch book dedicato alle sue storie fantasy con i suoi disegni di Conan, Tarzan e Red Sonia e molti altri, e il suo volume The art of… dove ripercorreva la sua carriera di disegnatore attraverso le sue opere. Dopo l’acquisto e gli autografi, mi domandò se volevo un disegno sui volumi, io gli risposi che lo avrei preferito sul mio libro di disegni e alla richiesta del soggetto, risposi senza pensarci troppo: Deadman.

Deadman è un personaggio minore della DC comics, creato alla fine degli anni 60 da Arnold Drake e Carmine Infantino, a cui Adams aveva lavorato in parte come autore unico sia ai testi che ai disegni.

Così ero riuscito a conquistare un fantastico sketch di un grande autore di comics, le cui opere influenzano ancora oggi il modo di realizzare storie di supereroi, e naturalmente solo a una fiera del fumetto ho potuto incontrare un simile mito e portare a casa un ricordo così prezioso.

Quest’anno molti appassionati di fumetti potranno incontrare Neal Adams senza il bisogno di volare fino a San Diego in Californiana, ma basta andare all’edizione 9° di Etna Comics a Catania.

Ma chi è Neal Adams?

Neal Adams è il disegnatore che è riuscito a rivoluzionare i fumetti di Batman, al tempo stesso tornando alle atmosfere oscure e gotiche che sono alla base delle storie del cavaliere oscuro delle origini.

Neal Adams nasce a New York 15 giugno 1941, frequentò la School of Industrial Art di Manhattan, da cui si diploma nel 1959, subito dopo il diploma cercò di lavora come disegnatore alla DC comics, ma senza successo; verrà invece preso a lavorare nella Archie Comics, famosa casa editrice statunitense che pubblica le avventure dell’adolescente Archie Andrews e dei suoi amici, e che è servita come ispirazione per la recente serie tv teen drama Riverdale.

     

Negli anni 60 Adams cercò di trovare lavoro nella pubblicità, e disegnò per sei mesi un portfolio che porta a un’agenzia pubblicitaria, ma quando va a riprenderlo scopre che è stato perso, e ripiega ancora sui comics, tornando a bussare alla porta della DC Comics, questa volta viene assunto.

Inizia allora a lavorare sui supereroi DC, ma il suo più grande desiderio e poter lavorare sulle storie di Batman, purtroppo l’editor delle storie del cavaliere oscuro Julius “Julie” Schwartz non è dello stesso parere.

Qui bisogna però fare una piccola deviazione e tornare indietro nel tempo per capire il contesto storico editoriale di Batman in quegli anni. Dopo la crisi degli anni 50 che aveva decimato molte testate e la chiusura di molti editori, e introduzione del comic code, i comics di supereroi erano entrati in una sorta di ibernazione, la DC dominava incontrastata il mercato, ma le sue storie erano rimaste praticamente sempre le stesse dal dopo guerra; questo fin quando negli anni 60 con l’arrivo della Marvel con le storie dei Fantastici Quattro di Stan Lee e Jack Kirby, la casa delle idee entrò nel mercato dei comics come una ventata di aria fresca, e d’un tratto la DC si scoprì inadeguata e fuori dal tempo, c’era bisogno di novità, di nuove storie, nuovi personaggi, ma soprattutto di nuovi autori, per contrastare le vendite della nuova concorrenza.

Per giunta proprio Batman non se la passava bene, dopo un periodo di grande successo grazie alla serie tv con Adam West, le vendite delle due testate del cavaliere oscuro erano in crisi, negli anni del serial televisivo la DC aveva adattato il Comics ai toni della tv con il risultato di trasformare Batman e privarlo della sua parte più dark/gotica e urbana.

Solo con l’arrivo di Neal Adams ai disegni e le storie di Dennis O’neil si tornò al Batman oscuro delle origini, portando anche altre novità come il maggior dinamismo all’interno delle vignette, storie più urbane, ma anche oscure e gotiche con nemici molto grotteschi e strani, tra i quali: il mostruoso Man-Bat alias lo scienziato Kirk Langstrom che per colpa di un folle esperimento si trasformò in un enorme pipistrello antropomorfo che fa la sua comparsa nella storia del numero 400 di Detective Comics nel giugno 1970, da un’idea dello stesso Neal Adams, con la sceneggiatura di Frank Robbins e i disegni di Adams, ma forse la più grande creazione di quel periodo è stato il misterioso e potente Ra’s al Ghul comparso per la prima volta in Batman 232 nel giugno del 1971. Ra’s al Ghul rappresenta un nemico molto particolare per il cavaliere oscuro, è un essere immortale vecchio di migliaia di anni, a capo di un gruppo di fanatici assassini, un grande guerriero con un certo codice d’onore, insomma completamente diverso dagli altri nemici a Gotham City; il demone diviene per Batman quello che era Moriarthy era per Sherlock Holmes, cioè un avversario che si dimostra del tutto affine alle capacità dell’eroe di Gotham, tanto intelligente e scaltro da dedurre la sua identità segreta, e che porta Batman lontano dalla sua oscura città, in storie dal gusto esotico e medio-orientale.

Insieme con Ra’s, in quelle storie fa la comparsa anche la sua affascinante figlia Talia, che diventerà una delle donne amate dal cavaliere oscuro, la vignetta del loro bacio; come anche il duello con le scimitarre tra Ra’s al Ghul e Batman diventeranno iconiche.

Neal Adams naturalmente non si limiterà solo a Batman, ma lavorerà anche su altri personaggi, tra cui il sopracitato Deadman. Deadman è la storia di Boston Brand acrobata del circo ucciso durante uno spettacolo che viene trasformato dalla dea indù Rama Kushna in uno spirito per cercare il suo misterioso assassino: un uomo con un uncino al posto di una mano.

Deadman è veramente un eroe atipico per la DC comics, intanto aveva il viso simile alle raffigurazioni della morte o di un fantasma, uno strano costume rosso con una grande D sul petto, il suo potere consisteva nel poter possedere i vivi e in quel modo parlare e agire con il mondo dei vivi. Era davvero qualcosa di rivoluzionario per una casa editrice come la DC comics che nell’arco di tre decenni non aveva fatto fare storie di bravi e belli supereroi.

Altra grande serie di Adams alla DC, è stata Freccia Verde e Lanterna Verde, scritta da Dennis O’neil, con questi due eroi, i due grandi autori si sono spinti davvero oltre nei disegni, nelle storie, con i personaggi, ma soprattutto con i temi tratti. Da una parte abbiamo Freccia Verde alias Oliver Queen vigilante armato di arco e frecce, vestito come Robin Hood, un anarchico un po’ paranoico e sempre pronto ad attaccar briga, dall’altra Lanterna Verde alias Hal Jordan ex pilota collaudatore che diviene una sorta di poliziotto intergalattico dotato di un anello del potere, più integerrimo, e ligio al dovere, che ha passato forse troppo tempo tra le stelle.

I due nonostante siano molto amici litigano spesso, anche su argomenti politici e sociali, decidono di fare un viaggio per gli Stati Uniti, entrando in contato con situazioni reali come per esempio il razzismo, la violenza, il traffico e l’uso di droga con una storia in due parti dove si scopre che Speedy/Roy Harper fa uso di droga. La storia molto realista e cruda vuole essere un monito per i giovani lettori, ma da anche un duro giudizio sulla società e sugli adulti che spesso non riescono a vedere il disaggio che spinge i ragazzi verso la droga.

In quegli stessi anni Adams aveva lavorato anche alla Marvel, e anche se in modo minore e con meno storie, contribuì a lasciare il suo segno anche nella casa delle idee, lavorando sulle storie degli X-Men, ma fu con gli Inumani prima e con gli Avengers dopo, che diede il meglio di sé, sulle pagine degli Avengers insieme con l’altra leggenda dei comics Roy Thomas sviluppò la storia della guerra Kree-Skrull, conflitto che vedeva contrapposti le due importanti razze aliene del Marvel Universe, con la Terra e gli Avangers in mezzo, e tra i protagonisti c’erano anche Rick Jones e il Captain Marvel Originale.

Questa saga, sviluppata sulle pagine degli Avengers dal numero 89 al numero 97, vede oltre i disegni di Adams anche quelli dei fratelli Sal e John Buscema.

Nelle pagine della guerra Kree-Skrull, Thomas e Adams chiariscono bene il significato dell’essere un supereroe Marvel Comics (e se vogliamo le differenze con i super uomini della DC), in un dialogo tra Rick Jones e Visione, quest’ultimo afferma: “Rick, chiunque appartenga alla razza chiamata supereroi è, per definizione, disadattato. Parlo non solo di quelli di noi in questa nave, ma anche di Capitan America, che vive in un continuo anacronismo tra presente e passato, e di Thor, un dio che vive tra mortali che non lo comprendono. E per quanto riguarda il vendicatore dal guscio di metallo chiamato Iron Man, chi sa quale segreto oscuro potrebbe trovarsi nascosto nel suo cuore sotto quella scintillante placca d’oro del petto?”

Questa è la vera essenza del supereroe Marvel, ma è anche la sua grandezza, il suo essere un supereroe con super problemi.

La guerra Kreel-Skrull oltre ad essere un grande esempio di fantascienza Marvel comics è pieno di affascinanti situazioni tra cui la storia di come Ant-man tornato tra le fila dei vendicatori entra nel corpo della Visione per ripararlo.

Nel 1978 di nuovo insieme di nuovo a Dennis O’Neil alla sceneggiatura, realizza la storia dell’incontro di Boxe tra Superman e Muhammad Ali, una storia molto divertente, ma anche dall’alto valore simbolico, e dove solo nella copertina si possono riconoscere molte celebrità Show-biz, della politica e dello sport, e grandi autori del fumetto e molti personaggi dei comics.

Negli anni Neal Adams, non ha solo disegnato per il mercato dei comics, ma anche combattuto per far avere maggiori diritti a sceneggiatori e disegnatori nei confronti degli editori, cercando di creare un sindacato degli autori e riuscendo a far in modo che le tavole venissero restituite ai disegnatori, in questo modo la Marvel riconsegnò al grande Jack Kirby più di duemila tavole.

Adams venne anche in soccorso di Jerry Siegel e Joe Shuster creatori di Superman che, alla fine degli anni 70, erano in stato di semi povertà, nonostante la DC comics avesse creato parte della sua richezza proprio sul mito dell’Uomo d’acciaio, grazie alle manifestazioni organizzate da Adams i due grandi creatori del primo supereroe riuscirono ad avere una rendita dalla Time Warner, proprietaria della DC comics, tutto questo in concomitanza dell’uscita al cinema del primo film di Superman diretto da Richard Donner e interpretato Christopher Reeve in più, da quel momento, su ogni prodotto legato a Superman vengono riportati i nomi di Jerry Siegel e Joe Shuster.

Per capire ancora di più l’importanza che ha avuto Neal Adams per Batman, basti anche vedere che il primo episodio della serie animata degli anni 90 dedicata a Batman, dopo il successo del film live di Tim Burton, si rifà proprio alla storia di man-bat.

Nel 2010 Neal Adams tornò al lavoro su Batman con una miniserie in sei parti: Batman Odyssey.

Neal Adams è in pratica una delle grandi leggende dei comics, la cui arte è stata fondamentale per l’evoluzione dei supereroi nel corso dei decenni, ed è merito anche suo se oggi i supereroi sono osannati in tutto e visti sui grandi schermi di tutto il mondo. Ora per conoscere questa leggenda non potete perdere l’occasione di venire all’edizione di quest’anno di Etna Comics.

A Cura di
Filippo Caracciolo

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>