Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Americana realizzata nel 2006 ed il cui titolo è Superman Returns.
Superman Returns è un film del 2006 diretto da Bryan Singer. Il film ha come protagonista il personaggio dei fumetti DC Comics Superman, ed è un omaggio alla precedente saga cinematografica sviluppatasi tra il 1978 e il 1987. Pur essendo ambientata nell’epoca contemporanea, la trama della pellicola è infatti un ideale seguito di quella di Superman II (1980), ignorando gli eventi dei due film successivi.
Superman Returns è stato un buon successo al botteghino e lodato dalla critica, che ne ha apprezzato la sceneggiatura, lo stile nostalgico e gli effetti speciali. Tuttavia, la Warner Bros., rimasta delusa dall’incasso al botteghino internazionale, ha finito per cancellare il sequel del film, previsto per l’estate del 2009. La serie di film di Superman ha avuto un reboot nel 2013 con L’uomo d’acciaio di Zack Snyder, con Henry Cavill come Superman.
Il cast della pellicola è composto da: Brandon Routh, Kate Bosworth, James Marsden, Frank Langella, Eva Marie Saint, Parker Posey, Sam Huntington, Kal Penn, Kevin Spacey, Marlon Brando, Tristan Lake Leabu, David Fabrizio, Ian Roberts, Vincent Stone, Jack Larson
Superman è scomparso da circa 5 anni, alla ricerca del suo pianeta natale Krypton, di cui alcuni astronomi sembravano aver trovato traccia nel cosmo.
In una lussuosissima casa alla periferia di Metropolis, Gertrude Vanderworth detta le sue ultime volontà al suo amante, che lei stessa ha aiutato ad uscire di prigione: Lex Luthor. Luthor si ritrova così erede universale di un’immensa fortuna e di un grandioso yacht, che utilizza per raggiungere al Polo Nord la Fortezza della solitudine, dove Kal-El un tempo era solito ritirarsi per brevi periodi. Grazie ai cristalli che lui stesso aveva imparato ad utilizzare e ai consigli del ricordo di Jor-El, padre di Superman, scopre ogni segreto dell’avanzatissima tecnologia di Krypton.
Nel frattempo Superman, grazie a una navicella forgiata dalla medesima tecnologia dei cristalli, fa ritorno alla fattoria di Smallville, dove vive la sua anziana madre terrestre Martha Kent, a cui spiega che, nonostante le sue ricerche, non ha trovato nessun altro sopravvissuto di Krypton e per questo ha deciso di tornare alla sua vita di sempre e di assumere nuovamente l’identità di Clark Kent.
Tornato al Daily Planet e al suo vecchio lavoro, però, scopre una cosa che gli cambia la vita: il suo antico amore, Lois Lane, convive da tempo con un uomo, Richard White, nipote del direttore del giornale Perry White. Inoltre, i due hanno persino un figlio, Jason. Infine, Clark scopre che Lois ha vinto il Premio Pulitzer per un articolo intitolato “Perché il mondo non ha bisogno di Superman”, scritto in sua assenza. Nel frattempo, Lois è impegnata in un servizio su uno speciale aereo progettato per i viaggi spaziali e per il trasporto dello shuttle.
In quel momento Luthor è tornato a villa Vanderworth e per dimostrare ai suoi scagnozzi l’efficacia della tecnologia kryptoniana, getta un microframmento di cristallo nell’acqua di un grande plastico della città. L’effetto è devastante e oltre a creare un enorme cristallo che distrugge il modellino e parte della stanza, provoca un black-out totale in tutta la contea. Questo manda in tilt il sistema di lancio dell’aereo su cui si trova Lois, impedendo allo shuttle di sganciarsi e incendiando l’alettone posteriore dell’aereo. Superman interviene a sorpresa, salvando lo shuttle e facendo atterrare l’aeroplano in uno stadio di baseball, acclamato dalla folla e lasciando attonita Lois.
Il giorno dopo, Superman è al centro di tutti i notiziari del pianeta e delle prime pagine dei quotidiani. Lois, però, memore dei suoi trascorsi con l’ultimo figlio di Krypton (nonostante abbia dimenticato buona parte degli eventi narrati in Superman II), cerca in tutti i modi di evitare di doversi occupare ancora di lui.
Luthor, una volta saputo del ritorno del suo arcinemico alieno, decide di rubare una pietra contenente kryptonite, la sostanza letale a tutti i kryptoniani, dal museo di Metropolis.
Clark, Lois, Richard e Jimmy Olsen, in compagnia di Jason, stanno lavorando al giornale, quando Lois si assenta per fumare una sigaretta di nascosto. Clark ne approfitta per presentarsi a Lois come Superman in privato. Lui le spiega le sue ragioni sul perché abbia abbandonato la terra (e soprattutto lei) per così tanto tempo. Dopo un dialogo piuttosto nervoso e un lungo volo come ai vecchi tempi, Lois sembra accettare parzialmente le sue scuse, facendo però capire all’Uomo del Domani che ormai lei si è fatta un’altra vita senza di lui.
Lois continua, ad insaputa di Perry White, ad indagare sul black-out. Seguendo il suo incosciente spirito d’iniziativa, finisce sullo yacht “Gertrude”, di proprietà di Lex Luthor, il quale approfitta del fortuito incontro per rapire lei e Jason qui Lex rivela il suo piano usare i cristalli della fortezza della solitudine di superman e creare un gigantesco continente kriptoniano anche a costo di distruggere gli Stati Uniti e uccidere miliardi di persone pur di piazzarci al loro posto il continente al fine di vendere i terreni e farci costruire nuove proprietà vendendole ai migliori offerenti e guadagnare soldi a palate. E per fermare Superman, si è procurato un grandissimo pezzo di kryptonite, davanti al quale Jason, come lo stesso Luthor nota, sembra reagire in maniera molto strana.
Lois e Jason sono prigionieri di Luthor. Lois riesce a spedire al Planet un fax su cui ha scritto parzialmente le coordinate dove si trova lo yacht, causando, però, l’ira di uno degli scagnozzi di Luthor. Improvvisamente Jason, per salvare la madre, scaglia un pianoforte contro il criminale, uccidendolo e cominciando a far pensare alla madre che il vero padre del bambino possa non essere Richard (Lois non ricorda di essere stata con Kal-El in Superman II).
Richard e Clark ricevono il fax di Lois e intuiscono che cosa le cifre scritte sul foglio significhino. Richard, pilota provetto, decolla verso la nave e lo stesso fa Clark/Superman, ma nel frattempo lo spietato Luthor ha già messo in atto il suo piano, lanciando un cristallo kryptoniano arricchito di kryptonite in mare. Il La reazione, che fa espandere il cristallo a dismisura, rischia subito di radere al suolo Metropolis e solo l’intervento di Superman evita vittime. Nel frattempo Richard ha raggiunto la nave e trovato Lois e Jason, ma un pezzo dell’enorme continente che sta nascendo spezza in due lo yacht, finendo per imprigionarvi i tre dentro la nave che affonda. Superman interviene e libera Lois e famiglia, e si reca sulla nuova isola per fermare Luthor.
Superman, però, giunto sull’isola, inizia a perdere i suoi poteri e Luthor e la sua banda hanno gioco facile: il supereroe viene pestato a sangue e, dopo essere stato pugnalato da Luthor con un pezzo di kryptonite, cade dalla scogliera. Sembra finita, ma fortunatamente Lois e famiglia sono tornati indietro, intuendo il pericolo. Lois salva Superman e asporta la maggior parte del materiale radioattivo; nonostante le ferite, l’uomo d’acciaio vuole completare la sua missione, e torna indietro per fermare il diabolico piano di Luthor.
Superman così inizia a sollevare l’enorme isola formata dal cristallo, e Luthor e Kitty riescono a salvarsi; invece gli scagnozzi muoiono schiacciati. Superman porta l’isola nello spazio con un enorme sforzo (accentuato anche dai residui di kryptonite sia nel suo corpo sia nell’isola) che gli costa quasi la vita. Luthor, essendo riuscito a salvarsi, rimane intrappolato in un’isola deserta. Sventata la minaccia, Superman precipita nel Centennial Park di Metropolis. Rimane sospeso tra la vita e la morte per alcuni giorni, ma i medici riescono ad estrargli i rimasugli di kryptonite dal corpo, permettendo all’eroe di salvarsi. Poco dopo Superman si reca a casa di Lois nella camera di Jason e rivela di essere il suo vero padre dicendogli “il padre diventa figlio e il figlio diventa padre, tu vedrai la mia vita attraverso i tuoi occhi”(la frase che disse Jor-El a Kal-El prima che il figlio partisse per la Terra). Poco dopo anche Lois vede Superman e l’eroe gli promette che si rivedranno.
A 19 anni dall’ultimo episodio cinematografico di Superman, l’uomo d’acciaio torna sugli schermi per la quinta volta, ma Bryan Singer si è rifiutato di considerare la trama dei capitoli III e IV della saga e riprende il filo narrativo da Superman II.
La struttura del film è praticamente la medesima del primo episodio di Richard Donner datato 1978, ma lo stesso non si può dire della resa. Nelle mani di Singer il film diventa il classico permeato d’ironia che è sempre dovuto essere, il trionfo del superomismo più puro, dove, come è giusto che sia, all’impalpabile figura angelica dell’eroe di Krypton è affiancato uno splendido cattivo, il Lex Luthor di Kevin Spacey, assieme a una serie di sequenze altamente spettacolari.
Ma al di là di ogni interpretazione, a colpire più di tutto è il talento visivo di Singer che si impone come vero elemento di propulsione del film. Colmo di sequenze già viste ma girate in maniera mai vista, Superman Returns conferma come il regista emerso con I Soliti Sospetti sia uno dei migliori entertainer del cinema americano, capace di andare alle radici dello spirito hollywoodiano e girare dei blockbuster dall’anima classica che sappiano intrattenere con gusto e intelligenza un pubblico che non ha vergogna di emozionarsi davanti alle avventure e ai problemi di un alieno dotato di superpoteri che agisce per il bene dell’umanità.
