Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action di produzione inglese realizzata nel 1982 ed il cui titolo è Modesty Blaise.
Il film Modesty Blaise è ispirato al fumetto di Peter O’Donnell e Stanley Dubonn. Le avventure dell’eroina, stampate in moltissimi paesi, hanno ispirato una serie di romanzi e tre films.
Il cast di Modesty Blaise è così composto: Ann Turkel, Lewis Van Bergen, Keene Curtis nei panni di Sir Gerald Tarrant, Sab Shimono che interpreta Weng, Douglas Dirkson che impersona Jack Fraser, Larry Vigus nel ruolo di Stockbroker
Si tratta di un film pilota di una serie tv che però non ebbe mai luce a causa dello scarso consenso avuto da pubblico e critica. Questo secondo tentativo di portare Modesty Blaise sullo schermo fu prodotto per televisione americana da Barney Rosenzweig, già produttore Cagney And Lacey gettando Ann Turkel nel ruolo leader e spostando l’azione da Londra in California.
Sul personaggio creato da Peter O’Donnel ricordiamo il bellissimo film del 1966 Modesty Blaise: La bellissima che uccide con Monica Vitti e il film My Name Is Modesty: A Modesty Blaise Adventure del 2003, uscito direttamente in DVD per il circuito home video, diretto da Scott Spiegel e con il patrocinio di Quentin Tarantino.
Un omaggio all’eroina appare in una scena del film Pulp Fiction in cui John Travolta nei panni di Vincent Vega, seduto su un water, legge uno dei romanzi ispirati al personaggio.[
Come accennavamo in apertura, il personaggio di Modesty Blaise è stato creato dal fumettista Peter O’Donnell e disegnato da Jim Holdaway per essere pubblicato nelle strisce giornaliere del quotidiano Daily Express su incarco dell’allora responsabile del settore fumetti del giornale, Bill Aitken. Dopo aver visionato le prime tavole la direzione del giornale rifiutò però il lavoro, ritenendo che le caratteristiche del personaggio e delle storie fossero inadeguate per i lettori. Il fumetto fu invece accettato dal London Evening Standard che lo pubblicò a partire dal 13 marzo 1963 fino all’11 aprile 2001, il giorno dell’ottantunesimo compleanno di Peter O’Donnell, per un totale di 10.183 strisce giornaliere.
L’ispirazione per il personaggio proviene da un’esperienza dell’autore vissuta durante la seconda guerra mondiale in Persia: l’incontro con una bambina dalla carnagione scura e i capelli neri ma che non aveva fisionomia araba rimase impresso in O’Donnell. La giovane viaggiava da sola, in fuga dai Balcani occupati dalla Wermacht, ma non appariva impaurita e dallo sguardo trapelava tutta la sua determinazione. Quest’episodio è stato sviluppato nella storia “The Beginning” pubblicata nel 1966.
Il fumetto è stato disegnato inizialmente da Jim Holdaway fino alla sua morte, avvenuta nel 1970, quindi da Enrique Badía Romero fino al 1979, da John Burns e Pat Wright dal 1979 al 1980, da Neville Colvin dal 1980 al 1986, e dal 1986 fino all’ultima tavola pubblicata nel 2001, nuovamente dallo spagnolo Enrique Badía Romero.
Il successo del fumetto è stato mondiale e le strip sono state pubblicate in almeno trentacinque paesi e su più di settanta quotidiani.
Il film, visto l’insuccesso, non ebbe mai modo d’arrivare in Italia ed anche in patria non ebbe mai una vera e propria distribuzione rendendolo, di fatto raro ed introvabile, ma questo non ci ha fermato ed infatti in calce alla nostra recensione troverete un filmato di poco meno di cinque minuti che vi darà una vaga idea di come doveva essere la serie tv mai prodotta.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!
