Etna Comics

[Speciale] Claudio Castellini il grande ospite di Etna Comics 2019

Oggi ci sono moltissimi artisti italiani che lavorano per gli editori statunitensi, non che sia semplice arrivare a disegnare per la Marvel o per la DC o per altri editori made in USA, bisogna davvero lavorare tanto, ma veramente tanto, ed essere anche molto, molto bravi.


Potete immaginare quanto era molto più difficile agli inizi degli anni 90, in un’era pre-internet (si è esistita un epoca dove la rete non c’era).

Questo rende il lavoro svolto da Claudio Castellini ancora più grande e meritevole.

Claudio Castellini nasce il 3 Marzo 1966 a Roma, nel 1986 vince il primo premio al concorso alla 9° edizione del Convegno del fumetto e del fantastico di Prato, per poi arrivare alla Bonelli, dove Inizia realizzando due storie di Dylan Dog (il numero 30 La casa infestata del 1989 e il numero 48 Horror Paradise del 1990), ma è con la serie di fantascienza Nathan Never che si consacra per il pubblico italiano realizzando le copertine dal 1 al 59, e disegnando per intero alcuni albi fuori serie di Nathan Never editi per la rivista comic-art.

Nel 1993 arriva la svolta disegna per la Marvel, la copertina del primo numero di Starblast, opera di fantascienza che riuscire molti dei personaggi cosmici della casa dell’idee, poi realizza le copertine di Fantastic Four: Unlimited dal 4 al 12.

È sempre nel genere della fantascienza nei comics, quella con “F” maiuscola, che nel 1996 la Marvel pubblica: Silver Surfer: Dangerous Artifacts (Il Buio Oltre le Stelle) one-shot scritta da Ron Marz e disegnata interamente da Claudio Castellini.

Silver Surfer è uno dei personaggi cosmici della Marvel Comics, uno dei più affascinanti, araldo di Galactus, il divoratore di mondi.

L’esordio del viaggiatore d’argento nel numero 48 dei fantastici quattro, creato da Jack Kirby, venne poi riscritto da Stan Lee, che lo trasformò nel personaggio che tutti conoscono, visto il grande successo di pubblico ebbe una serie tutta sua scritta da Stan Lee e disegnata da John Buscema, serie che durò solo 18 numeri, ma che si poneva al di sopra delle altre serie Marvel per storie e disegni.

Nel buoi oltre le stelle, la storia ha inizio con Silver Surfer convocato dal suo ex-padrone Galactus per svolgere una missione, recuperare una misteriosa fonte d’energia che si trova in una cometa un tempo abitata da una potente razza aliena, questo potere potrebbe essere molto pericoloso nelle mani sbagliate, per questo Silver Surfer parte per questa nuova avventura, nello stesso momento su un pianeta malfamato White Raven (da noi chiamata Flyer) viene convocata da un misterioso alieno anche lui interessato dal potere della cometa….

Così inizia la ricerca di questo corpo celeste e al cui inseguimento ci saranno anche due razze aliene: i Kree e gli Skrull.

Questo one-short riprende i tipici topos della fantascienza spaziale con rimandi alle parti più maestose della saga di Star Wars di Lucas, ai misteri cosmici e quasi divini di 2001 odissea nello spazio, fino al grande al classico della fantascienza anni 50: il pianeta proibito.

Ogni vignetta è molto ricca di fantastici dettagli, in particolar modo quando si tratta della tecnologia aliene delle astronavi, con un forte richiamo alle storie più personali di Jack Kirby, mentre le figure, così forti e carismatiche s’ispirano ai disegni di John Buscema, con il loro dinamismo che è più tipico di Neal Adams.

Per festeggiare l’evento allora l’editore Marvel Italia la pubblicò in assoluta anteprima mondiale in un edizione di grande formato e in bianco e nero, così da poter ancora di più ammirare la bellezza e la forza delle tavole.

Nello stesso anno dell’uscita del Buio oltre le stelle ci fu anche il famoso evento crossover DC vs Marvel, dove si scontrarono i pantheon dei supereroi dei maggior editori USA, in sfide uno contro uno, per decidere la sopravivenza di una delle due realtà, Claudio Castellini viene coinvolto insieme a Dan Jurgena a disegnare nella stessa storia icone come Superman, Spiderman, Batman, Wolverine ecc, mentre la storia era scritta da due grandi sceneggiatori: Ron Marz e Peter David.

Nel 1997 sempre con la Marvel, Castellini si confronta con un personaggio questa volta lontano dai topos dei supereroi: Conan il Barbaro. Esce una mini serie dedicate al mitico eroe creato da  Robert E. Howard: Conan and the Stalker of the Woods (1997).

Il tratto raffinato e particolareggiato di Castellini s’adatta molto bene al genere fantasy, fatto d’armi e armature. Il suo Conan muscoloso e possente si rifà a quello di John Buscema ma, secondo il mio parere, queste storie avrebbero trovato una migliore collocazione nella serie della Spada selvaggia di Conan che invece sulla serie regolare; sempre secondo me, la colorazione non rende giustizia al disegno.

Collabora nel 1998 con la Dark Horse realizzando Predator: Demon’s Gold, che sarà candidato al premio Eisner, poi l’anno successivo sempre per la Dark Horse disegna una storia in due parti di Star Wars, per la collana Star Wars Tales dal titolo: Darth Vader: Extinction.

Nel 2000 lavora con una nuova realtà dei comics statunitensi, la Crossgen. Casa editrice che ha cercato di proporre un modo nuovo di fare un universo condiviso dei comics, come anche di cambiare il rapporto tra gli editori e gli autori, purtroppo la Crossgen è fallita nel 2004, dopo appena sei anni d’attività. Per questa casa ha disegnato il primo numero della miniserie di 8 CrossGen Chronicles, che serve sia da introduzione all’universo, che da trait d’union alle varie serie.

Nel 2001 disegna un’avventura di Batman in bianco e nero, all’interno di Gotham Knights numero 19, che si rifà al grande successo della miniserie Batman black e white nel 1996, in cui molti grandi autori del fumetto mondiale americano e non si cimentano con storie di poche pagine del cavaliere oscuro rigorosamente in bianco e nero. The Call, questo è titolo della storia con ai testi Mark Schultz, racconta di un confronto tra le massime icone DC: Superman e Batman.

Per la Marvel farà nel 2004 la miniserie in sei numeri: Wolverine The End, che vuole raccontare la fine del famoso personaggio degli x-men, questa riprende alcune idee sviluppate in Wolverine Origin del 2001, tenendo conto che sia Origin ed The End sono state scritte dallo stesso scrittore Paul Jenkins.

Nel 2006 inizia a lavorare su un comics di Superman; Man and Superman, scritta da Marv Wolfman, lo scrittore di Crisi delle terre infinite (1985) e della grande serie della Tomba di Dracula della Marvel. La storia di Superman divisa in quattro albi doveva far parte della testata Superman Confidential, che conteneva storie più autoriali dell’uomo d’acciaio, riprendendo temi dalla mitologia del primo supereroe, ma senza portarsi dietro la complessità della sua continuity. Purtroppo la testata ha chiuso con il numero 14, senza che quest’opera di Wolfman e Castellini potesse essere stampata, così da rimanere negli archivi della DC, almeno fino a oggi, quando l’attuale l’editor di Superman Brian Cunningham decise di portare l’opera alle stampe, in un unico e prestigioso volume da più di cento pagine. Man and Superman racconta del giovane Clark Kent che una volta lasciato la piccola città di Smallville nel Kansas si ritrova per la sua prima settimana nella grande città di Metropolis, e deve decidere come usare i suoi incredibili poteri. In pratica è si una storia di Superman, ma è soprattutto la storia dell’uomo dietro la grande S e dietro il mantello, anche per questa ragione sono veramente pochissime le tavole in cui si vede il costume rosso e blu, Clark usa i suoi poteri con i suoi abiti civili. Naturalmente nella storia ci sono anche altri personaggi del mito di Superman: da Lois Lane, a Perry White, ai genitori Martha e Jonathan Kent, vero punto di riferimento, fino all’arcinemico Lex Luthor.

La Lion non ha perso tempo così lo ha pubblicando in tempi molto stretti, subito dopo l’uscita negli States, e direttamente in un volume di grande formato e cartonato.

Negli ultimi dieci anni, Claudio Castellini ha preso le distante dall’editoria statunitense, per ragioni di qualità del proprio lavoro, visto che i tempi di produzione si sono fin troppo velocizzati, questo spesso a discapito della qualità finale del disegno.

Per questa ragione il maestro Castellini ha deciso di rivolgersi ai collezionisti, così da poter avere tempi più ragionevoli e a mantenere l’alta la qualità dei suoi disegni.

Se si vuole incontrare questo autentico pioniere italiano che disegnato per i grandi editori statunitensi allora si deve venire a Etna Comics.

A cura di

Filippo Caracciolo

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