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Riprende il fumetto di Lucky Luke

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La prigione non fa proprio per loro: sono di nuovo dietro le sbarre i Dalton, ”storici” banditi della saga western di Lucky Luke, per aver tentato il colpo sul milione di dollari in trasferimento alla banca centrale del New Mexico. Fratelli, un po’ picchiatelli, riusciranno a evadere, pensando di farla franca.

Ma, anche questa volta, Lucky Luke si metterà sulle loro tracce, lanciandosi in rocambolesche avventure nei quattro angoli del West. È una storia inedita – la seconda a distanza di due anni dopo ”Lucky Luke contro Pinkerton” – che vede la firma di due scrittori d’eccezione, Daniel Pennac e Tonino Benacquista, e la bravura di Achdè (pseudonimo di Hervè Darmenton), autore dei disegni.

Ricordiamo ai nostri lettori che Lucky Luke è un personaggio dei fumetti, di una serie di cartoni animati omonimi, di una serie televisiva e di un film.

È un cowboy solitario e taciturno, capace di sparare più veloce addirittura della propria ombra. È paladino della giustizia, sempre alle prese con i banditi del Far West, ma grazie alla propria integrità morale cerca di non uccidere mai nessuno.

Ritratto sempre con una sigaretta tra le labbra (accuratamente preparata ogni volta con tabacco e cartine) o, dopo che ha smesso di fumare, con un filo d’erba.

Nella rosa di personaggi figurano antagonisti come i Fratelli Dalton, Jesse James, Joss Jamon, la mamma dei Dalton, e svariati personaggi di contorno che contribuiscono a creare l’atmosfera western come i bari, i becchini, i gestori dei saloon, gli indiani, i fuorilegge e gli sceriffi, che rappresentano, ironizzano, sbeffeggiano e, talvolta, demoliscono il mito del leggendario vecchio west.

Merita un cenno il fidato destriero, chiamato nei primi episodi Saltapicchio e poi Jolly Jumper: un cavallo intelligente e un po’ filosofo che è in grado di parlare, ma lo fa solo col padrone o con i suoi simili.

Lucky Luke nasce nel 1946 dalla penna di Maurice de Bevere, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Morris (1 dicembre 1923 – 16 luglio 2001), e appare per la prima volta in una storia intitolata “Arizona 1880”.

A contribuire notevolmente al successo del cowboy solitario è stato indubbiamente René Goscinny che, come sceneggiatore, diede una spinta decisiva alla serie a partire dal 1955.

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