UFO Robot Goldrake, nota in italiano anche come Atlas UFO Robot, è un anime televisivo di genere mecha prodotto dalla Toei Animation dal 1975 al 1977 e basato sull’omonimo manga di Gō Nagai.
Il cast vocale del primo doppiaggio è composto da: Romano Malaspina, Giorgio Locuratolo, Elio Zamuto, Sandro Iovino, Armando Bandini, Rosalinda Galli, Fabrizio Mazzotta, Emanuela Rossi, Liliana Sorrentino, Gino Donato, Aldo Barberito, Franco Odoardi, Erasmo Lo Presto, Sandro Iovino, Andrea Lala, Carlo Reali, Guido De Salvi, Germano Longo, Francesca Palopoli, Anna Teresa Eugeni, Laura Boccanera, Gastone Pescucci, Gino Pagnani, Vittorio Guerrieri, Marco Guadagno, Enzo Consoli, Roberto Del Giudice, Massimo Rossi, Willy Moser, Mirella Pace, Gino Pagnani, Sergio Matteucci, Silvano Tranquilli, Gigi Reder, Emanuela Fallini, Riccardo Rossi, Andrea Lala, Diego Michelotti, Rodolfo Bianchi, Mario Milita, Franco Odoardi, Dario De Grassi, Daniela Caroli, Mariu’ Safier, Renzo Stacchi, Diego Reggente.
Il cast vocale del secondo doppiaggio è composto da: Romano Malaspina, Fabrizio Vidale, Oliviero Dinelli, Elio Zamuto, Rosalinda Galli, Valeria Vidali, Fabrizio Mazzotta, Sergio Tedesco, Vittorio Di Prima, Massimo Bitossi, Anna Teresa Eugeni, Fabrizio Picconi, Gabriele Trentalance, Gianluca Machelli, Gabriele Lopez, Saverio Indrio, Roberto Certoma’, Renata Biserni, Fabrizio Pucci, Cinzia De Carolis, Saverio Moriones, Antonella Rinaldi, Laura Boccanera, Sergio Di Giulio.
Il principe Duke Fleed fugge dopo una disperata resistenza a bordo di un robot da battaglia, Goldrake (Grendizer), dal suo pianeta natale Fleed in seguito all’attacco delle truppe del Re Vega che vuole sottomettere i pianeti invadendoli e annettendoli al loro impero. Giunto sulla Terra Duke Fleed viene trovato gravemente ferito dal dottor Procton (Genzo Umon), direttore dell’Istituto di ricerche spaziali, il quale lo accoglie e lo nasconde sotto le mentite spoglie di Actarus (Daisuke Umon), facendolo passare per suo figlio di ritorno da un lungo viaggio mentre il robot con il suo disco spaziale (Spacer) viene nascosto all’interno dell’istituto, nei cui sotterranei viene costruito una sorta di enorme hangar.
Circa otto anni dopo, continuando il loro progetto di invasione, anche le truppe di Vega giungono presso la Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos (Blacky) e del generale Gandal (che è un tutt’uno con Lady Gandal, essendo questa la metà femminile dell’essere mostruoso che insieme formano) stabiliscono la base Skullmoon sulla Luna. Actarus, per difendere il suo pianeta adottivo, deve fare ricorso al robot. Ad aiutarlo c’è il giovane Koji Kabuto, Alcor nella versione italiana, il quale pilota un disco volante chiamato TFO (Test Flying Object). I due oppongono una agguerrita resistenza respingendo i continui assalti degli invasori che inviano a più riprese contro la Terra dei robot ma anche animali trasformati in cyborg insieme a pattuglie di dischi volanti. Durante i periodi di tregua, Actarus vive e lavora come inserviente nella fattoria di Rigel (Danbei Makiba) e dei suoi due figli, Mizar (Goro Makiba) e Venusia (Hikaru Makiba), innamorata di lui e inizialmente all’oscuro della sua reale identità, finché un giorno egli deve ricorrere alle sue capacità superiori e trasformarsi in Duke Fleed, rivelandole così il suo segreto. Gli attacchi di Vega proseguono fino a quando Hydargos, stanco delle molteplici sconfitte che ne minano il prestigio e l’autorità sotto la pressione di Gandal, progetta e mette in pratica un massiccio attacco al centro spaziale con l’utilizzo di tre mostri spaziali e centinaia di dischi volanti. Il comandante di Vega stavolta sembra avere la meglio: il disco di Koji viene distrutto, Venusia viene ferita gravemente e il centro spaziale viene invaso dalle truppe di Vega. Nel frattempo, i tre mostri danneggiano seriamente Goldrake e Actarus è costretto a nasconderlo in una caverna; tornato al centro lo trova sotto l’invasione dei nemici ma riesce a raggiungere Venusia quando lei è ormai in fin di vita. La ragazza si salva solo con una trasfusione del sangue alieno di Actarus che si rivelerà essere universalmente compatibile e addirittura terapeutico. Venusia riuscirà poi a liberare Alcor e Procton e ad ingannare il comandante Hydargos dando a Duke il tempo di riparare il robot danneggiato. Per vendicarsi di ciò Hydargos getta la ragazza da un dirupo ma viene salvata da Goldrake. Actarus sconfigge i due mostri rimasti e si scontra con l’astronave madre, distruggendola. Mentre Gandal fugge, coperto di ustioni, Hydargos rimane a combattere fino alla morte. In seguito, Venusia deciderà di combattere al fianco di Actarus usando i veicoli di appoggio che vengono costruiti per aiutare Goldrake nella lotta. A lei viene assegnato il Delfino Spaziale (Marine Spacer), un mezzo in grado di far muovere Goldrake sotto l’acqua, dopo che Koji aveva già ricevuto un nuovo mezzo battezzato Goldrake Due (Double Spacer), grazie al quale Goldrake potrà volare più agilmente rispetto al proprio disco Spacer.
Dopo la morte di Hydargos, Gandal viene affiancato dal Ministro delle Scienze Zuril, proveniente da una stella alleata a Vega; un individuo decisamente audace e di grande cultura scientifica, nonché abile stratega; questi si contrapporrà spesso a Gandal cosicché i due finiranno spesso per contrastarsi anziché cooperare, anche se non mancheranno di allearsi contro Dantus, un altro comandante di Vega che aveva quasi sconfitto Goldrake utilizzando un gigantesco gorilla-cyborg da lui costruito.
Anche Maria (Maria Grace Fleed), sorella di Actarus, era arrivata sulla Terra ancora bambina, salvata da un anziano abitante del pianeta Fleed che l’aveva allevata come fosse sua nipote; alla sua morte le rivelerà tutto implorandola di riprendersi la sua eredità, il Goldrake, e consegnandole l’emblema del suo lignaggio reale, un medaglione, una pistola a raggi e un pugnale. In seguito, Maria, credendo di trovare in Actarus il suo acerrimo nemico, cerca di ucciderlo ma il suo pugnale riesce solo a lacerare la sua casacca e a far cadere un medaglione col simbolo del pianeta Fleed, uguale al suo che le svela la verità: i due sono fratello e sorella, eredi della famiglia reale di Fleed. Da questo momento anche Maria coadiuva il fratello in battaglia, e lo fa con un nuovo mezzo, la Trivella Spaziale (Drill Spacer), in grado di far penetrare il Goldrake sottoterra.
La lotta prosegue e le forze di Vega subiscono numerose sconfitte, mentre il loro impero comincia a dissolversi. La stella Vega, contaminata dalle radiazioni del Vegatron, il minerale fonte di energia della sua civiltà, sta per diventare una stella morta e la Terra apparirà agli alieni come l’unica speranza per la sopravvivenza. Gli attacchi si faranno quindi sempre più decisi e disperati e la guerra s’inasprisce, con molte vittime: Kain e Morus, grandi amici d’infanzia di Maria e Duke, Zuril Junior, figlio di Zuril.
Re Vega, nel tentativo di assicurarsi il buon esito della guerra, approfitta dell’amore che la figlia Rubina, ex promessa sposa di Actarus, dimostra per quest’ultimo, per cercare di attirarlo in una trappola. Actarus, catturato dal ministro Zuril (infatuato anch’egli di Rubina), l’accusa di averlo ingannato, ma la giovane principessa con un gesto estremo lo salva, finendo per morire fra le sue braccia. Morirà anche il ministro Zuril, folgorato dalla pistola a raggi di Koji.
Ormai l’esercito di Vega è quasi privo di risorse e manda all’attacco Guragur, l’ultimo Mostro di Vega che, pilotato da Lady Gandal, si lancia in un ennesimo disperato attacco. Contemporaneamente Actarus si mette in viaggio verso la base nemica meditando un attacco suicida ma Koji intuisce le sue intenzioni, lo insegue e lo costringe a tornare minacciando di seguirlo anche a costo della vita, infatti mentre stanno per uscire dall’atmosfera terrestre la struttura del Goldrake Due comincia a cedere perché non è costruito per volare nello spazio. Mentre stanno tornando vengono attaccati a tradimento da Lady Gandal: Alcor perde i sensi e Actarus lo salva gettandosi con il Goldrake dal suo spacer e prendendo al volo il mezzo dell’amico, ma viene nuovamente attaccato e indebolito dai raggi dell’avversario. Quando ormai è sul punto di soccombere l’arrivo dei mezzi di soccorso distrae Lady Gandal, e finalmente Goldrake riesce a distruggere il robot nel quale si trova la coppia, tagliandogli la testa, che però non esplode: rinvenuta, Lady Gandal stordisce il marito e propone ai terrestri di lasciarla vivere in pace sulla Terra promettendo di uccidere il proprio re. Ella sta quasi per riuscirci ma viene fermata e uccisa dalla sua metà maschile, che desiderando riscattarsi con re Vega si schianta volontariamente con la sua astronave contro Goldrake senza però riuscire a distruggerlo, morendo dopo aver invocato il nome del suo sovrano, mentre si inabissa col suo mezzo in mare.
Nella battaglia finale contro tutte le forze di Vega rimaste, lanciate in un ultimo disperato attacco, i compagni di Actarus alla guida di una nuova astronave, il Cosmo Speciale distruggono sistematicamente tutte le navi e i minidischi mentre Goldrake combatte contro la nave imperiale di Re Vega. Inizia un lungo combattimento e Actarus, dopo essere stato in difficoltà, con l’aiuto dei suoi amici riesce a danneggiare gravemente il nemico e re Vega, vistosi sconfitto, per vendicarsi ordinerà di fare schiantare la propria astronave sulla Terra per contaminarla con le proprie ceneri radioattive, ma Actarus riuscirà a fermarlo in tempo: con un ultimo colpo della sua alabarda spaziale, la sua arma più caratteristica, il Goldrake squarcia la sezione di comando della nave colpendo lo stesso sovrano che, in un ultimo delirio di onnipotenza (“Io sono Re Vega, signore dell’universo!!”), muore nell’esplosione, mentre i nostri eroi si lasciano andare ad un pianto di gioia.
Terminata la guerra con la rassicurazione che la loro patria natale Fleed sta tornando alla vita, Actarus e Maria decidono di tornarvi per ricostruire, assieme a coloro che scamparono all’invasione da parte di Vega, il regno perduto. In un commosso commiato dal padre adottivo Procton e dagli amici più cari, Actarus e Maria decollano alla volta di Fleed e l’ultima sequenza li vede arrivare sul loro pianeta ormai rifiorito.
La prima edizione in DVD italiana uscì dopo circa trent’anni dalla trasmissione televisiva, con il progetto di una edizione integrale in 12 DVD curata e prodotta da Dynamic Planning e TOEI Video e distribuita dall’editore nipponico d/visual. La versione home video contiene tre tracce audio: il giapponese, in italiano con i nomi dell’edizione televisiva e in italiano con i nomi originali, ma non presenta sottotitoli di sorta, ad esclusione dei cartelli presenti in funzione multiangolo. L’audio italiano consiste in un nuovo doppiaggio e i dialoghi sono stati ampiamente rivisti per correggere tutte le imprecisioni e gli errori dell’adattamento del 1978. La pubblicazione, per motivi ignoti, è stata interrotta dopo l’uscita del decimo volume. La seconda edizione in DVD è stata prodotta da RCS e Yamato Video e distribuita nelle edicole con La Gazzetta dello Sport dal 28 agosto 2014. Anche questa edizione presenta tre tracce audio, ma a differenza della precedente al posto del ridoppiaggio con i nomi originali è presente il doppiaggio italiano del 1978 e i sottotitoli con l’audio giapponese. Il 22 novembre 2018 Koch Media e Yamato Video incominciano la pubblicazione dei box in DVD e Blu Ray. Questa terza edizione mantiene le caratteristiche della precedente.
Nell’edizione italiana del 1978 per alcuni nomi dei protagonisti ci si è riferiti all’edizione francese, per altri direttamente all’originale giapponese. Per l’edizione in DVD del 2007, supervisionata da Dynamic Production e TOEI Animation, sono state create due versioni italiane, la prima mantiene i nomi dell’edizione storica del 1978 con unica eccezione del personaggio di Koji Kabuto che rimase in originale per creare continuità con Mazinger Z e Il Grande Mazinger, mentre la seconda mantiene i nomi originali giapponesi. Nella tabella sono riportati i nomi dei personaggi dell’adattamento ufficiale d/visual, affiancati dai nomi dell’edizione RAI e con i nomi originali tra parentesi.
Ad accompagnare un prodotto di questa levatura c’è anche una colonna sonora di primissimo livello, che tuttora, a distanza di anni, mi ritrovo ad avere ben scolpita nella mente. Le sigle (italiane: all’epoca era raro che venissero lasciate le sigle originali nipponiche) conquistarono, in quel periodo, le vette delle hit parade, e i motivi della colonna sonora sono letteralmente leggendari, laddove accompagnano le scene dove viene esaltato l’eroismo e l’onore dei nostri eroi, o, azzeccatissime, dove invece si deve sottolineare la tristezza o la comicità delle scene che scorrono di fronte ai nostri occhi.
Concludendo, Goldrake è un capolavoro, una pietra miliare dell’animazione, un’opera che ha fatto da battistrada a tutto il resto del mondo degli anime. Mi spiace soltanto che le nuove generazioni, abituate ad altre tipologie di prodotti, se messe di fronte a Goldrake, finirebbero, quasi sicuramente, per storcere il naso, ma se riusciranno a guardare i 76 episodi mettendosi davanti alla tv come una “coppa vuota” apprezzeranno quello che probabilmente è il manifesto dell’animazione giapponese in Italia.
Scheda Serie TV
https://www.youtube.com/watch?v=uXt-l_v8WxI
