Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Giapponese realizzata nel 1972 ed il cui titolo è The Razor: Sword of Justice.
Come dicevamo pocanzi, The Razor: Sword of Justice è un film giapponese del 1972 diretto da Kenji Misumi all’epoca giovane regista qui alla sua seconda regia. Il film, il primo di una trilogia, è interamente basato sulla storia ed i personaggi del manga di Koike Kazuo, celebre per Lone Wolf&Cub.
Il Cast della pellicola è composto da: Shintarô Katsu, Yukiji Asaoka, Mari Atsumi, Kô Nishimura, Kamatari Fujiwara, Akira Yamauchi, Kôji Kobayashi, Zenpei Saga, Daigo Kusano, Keizô Kani’e.
Hanzo è un investigatore la cui devozione ai suoi doveri spesso lo mette in contrasto con i suoi superiori corrotti. Un truffatore suggerisce a Hanzo che un killer è fuggito di prigione da un’isola sperduta. Indagando Hanzo scopre che i misteri si estendono fino ai più alti livelli di governo, i quali tentano di coprire le loro tracce. Nonostante questo Hanzo ha tre armi con quali può sconfiggere i corrotti: il suo atteggiamento irriverente nei confronti del potere, le sue eccellenti capacità di combattimento e un enorme fallo che usa per “interrogare” i sospettati di sesso femminile.
È tutto qui il codice morale di Hanzo ed è tutta in lui la potenza del film, ciò che lo differenzia da tanti altri chanbara spesso troppo uguali. Come diceva Kazuo Koike, l’autore del manga da cui il film è tratto “se si crea un personaggio forte e interessante, la storia che lo vedrà protagonista sarà un successo”. È così è.
Non fosse per Hanzo il film sarebbe un prodotto di scarto di semplice e pura exploitation visto che non eccelle di certo per grossi meriti artistici e registici.
Come appena suggerito il film è tratto da un manga di Kazuo Koike (già autore di Lone Wolf & Cub), pubblicato nel 1970 su Young Comic e disegnato da Takeshi Kanda.
La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso autore del fumetto (e per questo si presenta in forma disarticolata di storie e blocchi successivi) e interpretata da un grande attore del cinema giapponese, quel Shintaro Katsu, protagonista dei 26 lungometraggi della serie di Zatoichi.
Il regista, Kenji Misumi invece ha diretto la serie di Lone Wolf & Cub e alcuni Zatoichi. La trilogia di Hanzo the Razor, prodotta dall’indipendente Katsu Production e distribuita dalla major Toho non fu un successo al pari di Lone Wolf & Cub o Zatoichi ma diede origine a due sequel, mentre il fumetto ebbe esiti ben più fortunati.
Hanzo per riportare la pace e la giustizia si serve di due armi infallibili, il JITTE usato senza pietà contro gli uomini e in grado di fermare una spada bloccandone la lama, e il sesso usato per dare così tanto piacere alle donne da indurle a confessare sotto minaccia di lasciarle insoddisfatte.
Già da questo possiamo capire di essere di fronte ad un’opera insolita forse per in film del 1972 e comunque trattato in modo così originale e strano da apparire più buffo che erotico.
Nonostante il manga e la relativa pellicola cinematografica abbiano spopolato in Giappone, al punto da creare una vera e propria saga cinematografica, questa pellicola, nel momento in cui scriviamo, non è stata ancora acquistata da nessun editore italiano, il che ne ha precluso l’uscita in home video.
Chi fosse interessato a vere e/o recuperare la pellicola dovrà, necessariamente, ripiegate sul mercato estero o, una qualche edizione fansubata in italiano.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!
