The LEGO Movie

¤ Recensione The LEGO Movie

The LEGO Movie, è un film d’animazione del 2014 scritto e diretto da Phil Lord e Christopher Miller, registi anche delle pellicole Piovono polpette e 21 Jump Street.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Chris Pratt, Will Arnett, Morgan Freeman, Elizabeth Banks, Will Ferrell, Liam Neeson, Melissa Sturm, Alison Brie, Nick Offerman, Jonah Hill, Cobie Smulders, Channing Tatum, Charlie Day, Anthony Daniels, Billy Dee Williams, Keith Ferguson, Todd Hansen, Will Forte, Graham Miller, Leiki Veskimets.

Il cast vocale italiano è composto da: Massimo Triggiani, Claudio Santamaria, Pietro Biondi, Barbara De Bortoli, Pino Insegno, Alberto Angrisano, Franco Mannella, Michele Gammino, Daniela Di Giusto, Gemma Donati, Valentina Mari, Edoardo Stoppacciaro, David Chevalier, Emanuela D’Amico, Gianfranco Miranda,  Nanni Baldini, Riccardo Suarez, Luca Mannocci, Luca Ward, Christian Iansante, Dante Biagioni, Giorgio Lopez, Raffaele Palmieri, Charlotte Infussi D’Amico, Benedetta Degli Innocenti.

Nell’intero mondo dei mattoncini della LEGO, l’anziano e saggio mago Vitruvius tenta di proteggere una superarma denominata “Kragle” dalle grinfie del malvagio e tirannico Lord Business, che riesce comunque, durante uno scontro, ad impossessarsene, accecando il mago con il laser. Vitruvius racconta a Lord Business di una profezia che narra le gesta di una persona chiamata “Lo Speciale”, che avrebbe trovato il Pezzo Forte in grado di fermare il Kragle.

     

Otto anni e mezzo dopo, nella città LEGO di Bricksburg, troviamo Emmet Mattonowski (in inglese “Brickowski”), un ordinario operaio edile, che, dopo una giornata di lavoro si imbatte in una ragazza, Wildstyle, alla ricerca di “qualcosa” nel cantiere dove lavora Emmet. Emmett cade accidentalmente in un pozzo, trovando per caso il Pezzo Forte. Costretto misteriosamente a toccarlo, Emmet ha improvvisamente delle strane visioni, tra cui quella di una mano umana, e sviene.

Si risveglia altrove, con il Pezzo Forte incollato sulla schiena, sotto la custodia del corrotto Poliduro, tenente di Lord Business. Qui Emmet viene a conoscenza dei piani di Lord Business per distruggere il mondo con il Kragle.

Ma Wildstyle riesce a liberare Emmet conducendolo tramite un portale nel Vecchio West dove, in un saloon del villaggio Flatbush Gulch, incontrano Vitruvius, che abita nel saloon e che spiega ad Emmet che lui e Wildstyle sono dei Mastri Costruttori, parola sconosciuta ad Emmet, gli unici che possiedono la capacità di costruire qualsiasi cosa di cui hanno bisogno, con grande velocità e senza l’uso di manuali di istruzioni. Poi Wildstyle gli spiega l’intera storia dei Mastri Costruttori. Si scopre così che quando Lord Business salì al potere la sua disapprovazione per tale creatività, da lui ritenuta anarchica e caotica, causò la cattura e l’uccisione di molti Mastri Costruttori. In quanto ” Lo Speciale”, Emmet è destinato a sconfiggere Lord Business, ma Wildstyle e Vitruvius sono delusi nel constatare che Emmet non abbia nessuna attitudine creativa.

Intanto Lord Business decide di cancellare la faccia di Politenero da Poliduro, poiché è troppo tenero. La prova di non-gentilezza è che deve incollare con il Kragle i suoi genitori a favore di Lord Business, perché per lui dev’essere tutto perfetto. Il ricatto è che Poliduro sarebbe stato incollato con i suoi genitori per sempre.

Lord Business prevede di utilizzare il Kragle per immobilizzare tutto l’universo conosciuto. Emmet, Vitruvius e Wyldstyle, dopo una rocambolesca fuga da Poliduro, vengono salvati da Batman, il fidanzato di Wildstyle, che li conduce ad una riunione dei Mastri Costruttori sopravvissuti che si svolge nel Paese del Cucù, situato sulle nuvole, dove conoscono la principessa Unikitty, una creatura simile a un unicorno-gatto.

I Mastri Costruttori, delusi dalla poca creatività di Emmet, si rifiutano di combattere al suo fianco nella lotta contro Lord Business. Nel frattempo, Poliduro rintraccia Emmet e i suoi agenti catturano tutti i Mastri Costruttori ad eccezione di Emmet, Wildstyle, Vitruvius, Batman, Unikitty e Benny l’astronauta. Insieme costruiscono un sottomarino che affonda dopo poco tempo ma riescono a salvarsi grazie a un divano a castello inventato da Emmet, per poi essere ripescati da Barbacciaio, un pirata robot che aveva tentato di sconfiggere Lord Business. Emmet ritiene che la debolezza dei Mastri Costruttori risieda nel fatto che usino la loro creatività individualmente, mentre dovrebbero lavorare tutti insieme.

Escogita così un piano per infiltrare la sua squadra nel quartier generale di Lord Business: Batman (nelle sembianze di Bruce Wayne) e Unikitty partecipano alla conferenza di Lord Business per proporre un’idea che rallenti il suo piano, Benny e Barbacciaio disattivano lo scudo del Kragle ed Emmet e Wildstyle (che rivela all’amico, di cui si è innamorata, che il suo vero nome è Lucy), travestiti da robot, trovano il Kragle e si preparano a usare il pezzo forte per neutralizzarlo. Dopo vari sforzi Emmet ed i suoi alleati vengono catturati e imprigionati, così Vitruvius tenta di reagire, ma viene ucciso da Lord Business: con le sue ultime parole ammette di essersi inventato la profezia.

Lord Business getta il Pezzo Forte in un baratro posto al bordo dell’universo, imposta l’autodistruzione per il Pensatoio e va a distruggere Bricksburg con il Kragle e milioni di Micro Manager e Robo SWAT pronti a sconfiggerla e dice a Poliduro che deve morire anche lui nel Pensatoio con i milioni di Mastri Costruttori. A questo punto compare il fantasma di Vitruvius, che, dice a Emmet, che, anche se la profezia non è reale, lui può ancora salvare il mondo. Emmet, legato alla batteria del meccanismo di autodistruzione, si sacrifica per i suoi amici gettandosi fuori dal bordo dell’universo. I Mastri Costruttori vengono liberati e fuggono dalla Torre Octan, poi dicono a tutti che con tanti mattoncini possono sfogare la loro creatività e sconfiggere Lord Business.

Grazie al baratro posto ai confini dell’universo, Emmet si ritrova nel mondo reale, dove è realmente un giocattolo LEGO. Veniamo così a sapere che tutti gli eventi narrati finora erano stati generati dalla fantasia di un ragazzino, Finn. Suo padre, “L’uomo di sopra”, già apparso nelle strane visioni di Emmet quando questo toccò per la prima volta il Pezzo Forte, rimprovera il figlio per aver rovinato i suoi set LEGO, poiché il piccolo ha mescolato i personaggi di tutti i playset creando disordine. Finn sostiene che i LEGO sono giochi per i bambini, ma il padre preferisce usare la Krazy Glue, ovvero il Kragle, per incollare i pezzi e tenerli perfetti, insistendo che i LEGO non sono giocattoli per bambini ma oggetti da collezione.

Così, nel mondo LEGO, le forze di Lord Business prendono il sopravvento. Rendendosi conto che il padre sta incollando tutti i LEGO, Emmet, che, essendo un giocattolo non può muoversi da solo, usa tutte le sue forze per muoversi e cade dal tavolo, ottenendo l’attenzione di Finn, che lo mette nel suo portale magico ed Emmet torna nel suo mondo acquisendo finalmente le sue abilità da Mastro Costruttore e costruendo un robot enorme per affrontare Lord Business.

Nel mondo reale, il padre di Finn guarda con più attenzione e umanità alle creazioni del figlio e stavolta rimane colpito dalla sua creatività. Avendo un’epifania e rendendosi miserabilmente conto che suo figlio basa la figura dell’arcigno Lord Business su di lui, chiede perdono al figlio e lo convince a giocare con lui e i suoi set LEGO.

Così nel mondo Lego Emmet riesce a convincere Lord Business che, anche se non ha particolari abilità creative, lui è comunque speciale, come tutti. Grazie alle commosse parole di Emmet, Lord Business, finalmente riesce a liberarsi dalla sua indole di crudele tiranno, e non esita a chiudere definitivamente la Kragle, liberando le sue vittime. Tutto questo perché allo stesso tempo, nel mondo reale, il padre di Finn rimuove la colla dai LEGO.

Con l’universo in salvo, Emmet festeggia con i suoi amici (ed ora anche il riformato Lord Business) e Wildstyle diventa la sua fidanzata. Tuttavia arrivano gli “alieni” dei set LEGO Duplo, che annunciano la loro intenzione di conquistare il mondo, poiché nel mondo reale il padre ha permesso alla sorellina di Finn di introdurre questo set LEGO.

E’ tutto giocato su un doppio livello The Lego movie, pensato con finalità commerciali, veicolo per la casa di giocattoli e ulteriore lancio della loro linea di mattoncini (se ne vedono quasi tutte le diverse tipologie di “set”) ma anche opera tra le più interessanti e autoriali della Hollywood mainstream, affidata alla coppia che negli ultimi anni ha ridefinito la comicità di grosso incasso. Nella storia infatti ogni evento e personaggio ha un doppio significato comprensibile solo alla fine, ma anche dal punto di vista realizzativo sembra di intuire che le finalità fossero duplici.

Phil Lord e Christopher Miller, come già in Piovono polpette, girano un film sul valore del caos, enfatizzando ancora di più la componente anarchica del loro pensiero grazie a un protagonista che vive una vita spensierata, senza accorgersi di essere in realtà disperato e distratto dai media di un regime autocratico capace di tarpare ogni gioia attraverso le “regole”. L’elogio della devianza sociale e la conseguente condanna di tutto quanto sia un prodotto industriale per l’intrattenimento (comicamente effettuato in un film che rientra a pieno in questa categoria) vive però solo per metà film. Nella seconda parte infatti The Lego movie pare quasi contraddirsi per come cambia, svelando una seconda natura (si cambia mondo e si scopre l’esistenza di un’altra realtà) decisamente più a favore delle “istruzioni”.

Alla stessa maniera anche la realizzazione è doppia. L’animazione stop motion realizzata con veri pupazzi Lego in veri ambienti costruiti solo con mattoncini, è infatti il 50% dell’opera, poiché in moltissimi punti (a partire dalle espressioni facciali) è in digitale che si è lavorato per animare. La fusione è perfetta perché unendo le due tecniche Lord e Miller ottengono un’esplosione di tutte le possibilità connaturate all’animazione di veri pupazzi (e nei primi piani si nota il loro essere di plastica reale) che indirizzano sempre verso una comicità originale.

Il risultato è che dopo una prima mezz’ora letteralmente folgorante, capace di unire le gag potentissime a una maniera molto sottile di raccontare la vita vuota di una persona come molte, apparentemente integrata nella società ma in realtà svuotata di umanità da essa, il film lentamente si spegne. Da opera che sembra prendere le mosse da quel film geniale (sempre in stop motion) che era Panico al villaggio, per superarlo attraverso il coraggio di contraddire molti assunti del cinema per l’infanzia (dal melenso “sii te stesso” all’esigenza di “conformarsi alle regole”), il film di Lord e Miller diventa una parabola più canonica che scioglie ogni contraddizione di fronte a una generale armonia dei buoni sentimenti.

Inoltre, pur non rinunciando alle sue fortissime gag (non solo ben distribuite fino alla fine ma anche il vero grande punto di forza del film), l’intreccio di The Lego movie non ha il fiato per arrivare finio alla fine, non riesce a mantenersi sempre appassionante e quindi a tenere sempre il ritmo migliore. Nonostante un buon colpo di scena anche la chiusa sembra portata eccessivamente per le lunghe, come se gli autori non volessero mai mollare il film.

Scheda Film

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