Si dice che un modo per capire la grandezza di un eroe è guardare i suoi nemici. Per i supereroi dei fumetti quasi da sempre esiste un cattivo diverso dagli altri, una nemesi, il cosiddetto arcinemico. L’arcinemico è il riflesso dell’eroe, l’esatto opposto, l’altra faccia della medaglia, spesso questo avversario è famoso quanto l’eroe stesso, così per Sherlock Holmes c’è il professor Moriarty, per Superman c’è Lex Luthor, per Spiderman c’è il Green Goblin e per Batman c’è il Joker.
Il Joker appare per la prima volta nel primo numero di Batman (1940), (ricordiamo che il cavaliere oscuro ebbe la sua prima apparizione nel numero 27 di Detective Comics maggio 1939). Il Joker fu creato da Jerry Robinson il primo disegnatore di Batman dopo il suo creatore Bob Kane. Già in quella prima storia il Joker (allora chiamato il Jolly) sfugge al solito destino dei cattivi di Batman, cioè non muore alla fine del fumetto. Con il tempo questo cattivo diventerà tanto importante da essere considerato il più importante e famoso nemico dell’eroe di Gotham City.
Il Joker è così importante da essere il “protagonista” delle più importanti avventure dentro e fuori i fumetti del cavaliere oscuro. Il Joker compare sempre tra i primi episodi sia nella serie live di Adam West negli anni 60, che nella serie animata degli anni 90. Sempre il Joker uccide il secondo Robin Jason Tood e fa tornare Batman a essere un personaggio solitario, e sempre lui ha ruoli fondamentali in fumetti come il Lungo Halloween, il ritorno del cavaliere oscuro e l’Arkham Asylum e poi naturalmente the Killing Joke.
The Killing Joke si potrebbe definire la storia “più storia” di Batman in senso assoluto, anche se il protagonista assoluto è proprio il Joker. In questo fumetto relativamente breve c’è tutto il rapporto tra questi due personaggi che, diciamolo, sono si complementari l’uno all’altro, ma anche completamente folli. The Killing Joke trae ispirazione da una vecchia storia di Detective Comics 168 del febbraio 1951, qui Batman racconta a un aula dell’università di Gotham un suo vecchio caso mai risolto, il caso di cappuccio rosso, un criminale la cui identità rimarrà sconosciuta, ma legato al passato del Joker.
La storia di The Killing Joke inizia con Batman che fa visita al suo nemico ad Arkham, l’eroe gli vuole parlare per far finire il “gioco” folle tra loro due, che potrebbe avere conclusione solo quando uno dei due ucciderà l’altro. Il Joker però si limita a fare un solitario a carte, il suo viso resta sempre nell’oscurità. Batman gli afferra una mano e la scopre sporca di cerone bianco. Il Joker è scappato di nuovo, e la caccia ricomincia. Il copione sembra essere una delle tante storie con Batman che deve impedire i piani assassini del Joker. Il Joker intanto sta “acquistando” un vecchio e fatiscente luna park, mentre parla con il proprietario ha un flashback del suo passato, la vita di un comico fallito con la moglie incinta.
“…basta una brutta giornata per ridurre alla follia l’uomo più assennato del pianeta.” Per il Joker chiunque può impazzire come lui solo dopo aver subito un’esperienza devastante. Dai flashback si apprende che per lui la “brutta giornata” è stata la morte assurda della moglie, questo insieme al famoso bagno nelle sostanze chimiche lo trasforma da comico fallito al Joker. Per provare la sua teoria rapisce il commissario Gordon, dopo aver sparato a sua figlia Barbara (ex Batgirl). Porta Gordon al Luna Park qui lo umilia, lo fa torturare da dei Freaks e durante un giro in un tunnel degli orrori gli mostra le foto di sua figlia nuda, ferita e forse violentata.
Gordon nella storia sembra rappresentare l’uomo sanno di mente, in mezzo a due folli appunto il Joker e Batman. Il Joker per provare la sua teoria non cattura e tortura Batman, perché il pagliaccio sa che il cavaliere oscuro è pazzo, proprio per aver subito una brutta giornata, (la morte dei genitori)
Batman arriva al luna park e i due iniziano a lottare, il Joker scappa dentro il tunnel degli orrori, il nostro eroe intanto libera Gordon che lo incita a catturare lo psicopatico, senza ucciderlo per provare che la legge e la società non si piegano alla follia. Mentre Batman lo insegue, il Joker gli parla spiegandogli che lui può anche essere folle, ma il mondo dove si scatenano guerre lo è ancora più di lui.
Alla fine Batman ferma il Joker, potrebbe ucciderlo ma non lo fa, l’eroe ricomincia lo stesso discorso fatto ad Arkham, il Joker gli racconta in risposta una barzelletta su due pazzi, e i due iniziano a ridere. Sono proprio folli quei due.
The Killing Joke è opera di Alan Moore, autore di Watchmen, V for vendetta e Brian Bolland disegnatore della bellissima miniserie Camelot 3000. Questo fumetto viene proprio dal desiderio di Bolland di lavorare su una storia di Batman, ma con protagonista assoluto il Joker.
The Killing Joke segna in molti modi la storia di Batman, intanto per la crudeltà narrata viene pubblica fuori dal comic code e con la scritta destinata a un pubblico maturo, ma nonostante questi limiti, diventa parte importante di Batman. Barbara Gordon resta invalida e sarà inserita nella continuty e inseguito diventerà Oracolo, gestendo la rete d’informazione telematica per la Bat family, ma anche per molti altri eroi DC.
È di soli alcuni giorni fa la notizia del ritrovamento di una pagina originale che mostra una versione molto più cruda, dove si vede in una vignetta Barbara Gordon senza vestiti
The Killing Joke è pure la principale fonte d’ispirazione per il personaggio del Joker interpretato da Heath Ledge nel film del cavaliere oscuro.
Di The Killing Joke ha avuto quattro edizioni nel nostro paese, la prima come allegato in albo separato al numero 76 Corto Maltese nel 1990. La Play Press ne produsse una versione simile l’unica cosa diversa era la scritta del titolo bianca anziché verde. Con Planeta uscì l’absolute edition in grande formato con una nuova colorazioni fatta dallo stesso Bolland che sostituisce quella un po’ troppo carica degli anni 80, questa edizione è arricchita con la prefazione del disegnatore Tim Sale, la postfazione di Bolland, la storia: un uomo innocente era stata presentata per l’iniziativa Batman Black e White disegnata e scritta da Bolland. Di recente il volume è stato ristampato dalla RW/lion.
A Cura di Alan Gray
