Recensione Sul Fondo del cielo (Manga)

Sul fondo di un vaso di pesci rossi si trova sempre acqua stagnante intorbidata da residui di cibo, escrementi, fanghiglia. Forse anche il nostro mondo turbina di delitti e tragedie perché si trova allo stesso modo sommerso sul fondo del cielo. Ma quale essere umano, nell’arco della vita, non ricerca la serenità dell’aria pura, anche solo per un istante?

Pubblicati a cadenza mensile sulla rivista «Play Comic» tra il 1968 e il 1970, i racconti della raccolta Sul fondo del cielo risentono molto del clima politico di quel periodo. Il razzismo, l’arrivismo, le ossessioni meritocratiche, gli spiriti di fazione e di vendetta, i forsennati sentimenti che si accompagnano alla discriminazione sociale, «ogni sorta di sacro terrore e oscure allucinazioni» prodotti da idee moraliste che inducono sensi di colpa, sono i fenomeni sociali che Tezuka incontra in una serie di scenari sui quali pesano le ombre del passato, l’invadenza della spettacolarizzazione mediatica, le minacce tecnologiche e nucleari sulla biosfera e sull’esistenza umana.

Tuttavia, il risultato d’insieme non è un cupo incubo declamatorio e moraleggiante: i personaggi – tutti in qualche modo non inermi, ma impreparati alle singolari vie di fuga verso cui sono mossi – rivelano in fondo sentimenti puliti e semplici, e le loro storie sono attraversate da una carica d’ironia che irride ogni pretesa onnipotenza delle persone e degli immani apparati sociali che li opprimono.

Qua e là, Osamu Tezuka si autoritrae tra i personaggi, nei panni di un goffo e meditabondo visitatore, meravigliato e sconcertato dal suo tempo, spinto da un desiderio inesausto di ritrarlo.

Quando si parla di raccolte brevi, solitamente, si storce il naso e le si guarda con diffidenza. In questo cosa la corposa raccolta di storie brevi di Tezuka si dimostra decisamente al di sopra delle aspettative rivelandosi un piccolo gioiello del fumetto giapponese. Tezuka ci delizia con racconti che spaziano tra un’ampia tipologia di generi e che spesso amano toccare argomenti all’avanguardia per gli anni in cui sono stati scritti: dalla discriminazione sociale a tematiche ambientaliste, tutti argomenti che, ad oltre quarant’anni di distanza dalla loro prima pubblicazione, risultano essere ancora attualissimi. Alcune di queste tematiche sono state esplorate più a fondo in altre opere più lunghe, tuttavia per esempio fa un certo effetto la storia di apertura, ambientata ad Harlem e che vede come protagonista uno xenofobo uomo bianco che sente battere nel suo petto proprio il cuore di un ragazzo di colore, che aveva disprezzato e maltrattato, ma che ora gli permette di vivere. O ancora c’è qualche tocco di fantascienza, come il racconto da cui è presa l’immagine della copertina, con due ragazzi che sopravvivono all’olocausto che ha reso invivibile il pianeta Terra. Non mancano racconti più d’azione, altri che lambiscono il genere horror, il western, alcuni che si rifanno a qualche leggenda metropolitana, o che riservano inaspettati colpi di scena nel finale.

Si tratta quindi di una raccolta che vede un Tezuka in forma smagliante che affronta con estrema semplicità e libertà una serie molto ampia di argomenti. I racconti sono tutti molto brevi e puntano soprattutto sull’incisività: si limitano ad offrire spunti, senza allungarsi in approfondimenti. Come conseguenza forse potreste trovare alcuni finali un po’ troppo repentini, tanto che potrebbero lasciarvi con il desiderio di poter leggere qualche pagina in più. Non vi è nemmeno molto spazio per i lieto fine, visto che al momento non ricordo alcun racconto che termina con il classico “e vissero tutti felici e contenti”.

Un volume unico nel suo genere, che approfondisce ulteriormente la conoscenza dei fans del Dio dei manga presentandone le sfumature artistiche già conosciute in pubblicazioni passate, ma che non annoieranno mai.

Il pubblico giapponese ha decretato il successo di quest’opera, (Kuuki no soko) ed’è stata osannata come un capolavoro storico del manga. Tezuka aveva il dono di dedicarsi, oltre alla narrativa commerciale, anche a quella sperimentale, e in queste pagine emerge l’estro dell’autore nel rappresentare il secondo filone.
I personaggi che incontrerete sfogliando questo volume risentono molto delle mode e del clima politico dell’epoca, il lettore potrebbe trovarsi spaesato nel leggere di matrimoni combinati o nepotismo legalizzato, come anche la marcata presenza di discriminazioni sociali, razzismo e ignoranza, l’invadenza della spettacolarizzazione mediatica, cose che soffocano i sentimenti puri e semplici. Situazioni e tematiche che facevano tutte parte del tessuto sociale dell’epoca.

Vittime e carnefici vivono le loro storie con la giusta dose di autoironia e spunti di riflessione. Come dicevamo pocanzi, risultano temi attualissimi ancora oggi ed è proprio questa la vera forza di questo autore che, grazie alle sue opere, è riuscito a trascendere il tempo riuscendo, a differenza dei protagonisti del suo manga “la Fenice” a conquistarsi una sorta di immortalità, quella letteraria, che ha ben meritato.

Consigliamo la lettura di questo volume, senza remora alcuna, a tutti i fan del Mangaka per riscoprirlo nuovamente in una veste magari inedita e lo consigliamo anche a chi non ha mai letto una sua opera e, persino, a chi non ha mai letto un manga in vita sua. Questo perché non solo è un opera di Osamu Tezuka che, lo ricordiamo, è amato osannato e meritatamente chiamato il Dio dei Manga, ma è anche leggere e una perla del fumetto, una vera e propria opera letteraria illustrata che il maestro Tezuka ha regalato all’umanità e che la Hazard Edizioni ci ha portato in Italia con un volume che coniuga un ottimo rapporto prezzo qualità.

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