¤ Recensione Shin Jeeg Robot d’acciaio

Shin Jeeg Robot d’acciaio è una serie di anime robotica di 13 episodi realizzata da Gō Nagai e andata in onda per la prima volta in Giappone nel 2007. Costituisce il sequel del manga di Go Nagai Jeeg robot d’acciaio (pubblicato in Italia da d/visual), il quale narra una storia divergente da quella della serie animata degli anni ’70.


    

Il cast vocale originale della serie è composto da: Daisuke Ono, Susumu Chiba, Kana Ueda, Mako Hyoudou, Youji Ueda, Akemi Okamura, Yoko Soumi, Akiko Kimura, Nobuyuki Kobushi, Yuuichi Ishigami, Mitsuo Chida, Kazusa Murai, Junichi Suwabe, Akiko Kimura, Natsuki Mori, Daisuke Matsuoka, Akiko Kimura.

Il cast vocale italiano è composto da: Massimo Triggiani, Guido Di Naccio, Loretta Di Pisa, Emanuela Rossi, Renato Cortesi, Mattea Serpelloni, Valentina Mari, Irene Di Valmo, Gianluca Tusco, Edoardo Siravo, Emilio Cappuccio, Daniela Cavallini, Danilo Di Martino, Ginevra Sgamuffa, Roberta De Roberto, Diego Reggente, Irene Di Valmo, Vanina Marini, Pierluigi Astore, Giorgio Bassanelli Bisbal, Sergio Lucchetti, Edoardo Leone Meconi, Claudia Mazza, Gerry Gherardi.

La storia di Shin Jeeg si svolge temporalmente 50 anni dopo gli eventi della serie del 1975. Il nuovo protagonista è Kenji Kusanagi, un giovane studente liceale destinato a diventare il pilota del nuovo Jeeg per combattere contro gli Haniwa Genjin del Grande Regno Yamatai guidato dalla malvagia regina Himika (risvegliatisi dopo un lungo sonno). Kenji non è l’unico personaggio nuovo della serie. All’interno dei 13 episodi fanno la loro comparsa nuovi protagonisti come Kyo e Tsubaki, mentre molti personaggi della prima serie riappaiono in alcuni casi con ruoli di primo piano (Himika e i suoi perfidi ministri: Ikima, Amaso e Mimashi) in alcuni casi di supporto ai protagonisti (Hiroshi, Miwa, il professor Shiba e Mayumi) in altri casi come semplici fugaci comparse (il professor Dairi e l’equipaggio del Mechadon).

Nel corso della storia, nonostante sia passato mezzo secolo dagli ultimi avvenimenti, non mancano gli interventi di alcuni vecchi personaggi, ma il gradevole senso di nostalgia che essi provvedono a soddisfare, viene brutalmente devastato da scelte narrative decisamente opinabili, che fanno sfociare il tutto in una serie che, come alcuni grandi classici, prova a dare una morale importante alla propria trama ma fallisce miseramente provandoci.

   

Anche la trama non é sicuramente paragonabile a quella di Jeeg robot d’acciaio, anche perchè molto più breve (solo 13 episodi); così come le animazioni, a tutto vantaggio, però, di Shin Jeeg, com’é ovvio: particolarmente ben fatti e suggestivi i mecha in virtual graphic, che si distinguono dal resto.

Nel complesso si tratta di un lavoro medio, il classico “senza infamia e senza lode”, che si ricorda più che altro per la visione dei personaggi storici invecchiati (a parte Hiroshi), mentre i nemici, come in altre recenti produzioni, hanno subito qualche ritocco nel chara-design che li ha resi più mostruosi e dall’aspetto più minaccioso delle versioni originali, specialmente Amaso, più simile ad un viscido rettile. Anche lo stesso Shin Jeeg, pur conservando come sempre i tratti “somatici” fondamentali del suo antesignano, ha un mecha più complesso e “spigoloso”, che non tutti avranno gradito.

Nel plot c’é ancora di mezzo, naturalmente, una campana di bronzo, anzi due, ma più meritevoli sono la riunione di Shin Jeeg col vecchio Jeeg di Hiroshi negli episodi finali (altra rievocazione del passato di Nagai…ricorda niente “Il Grande Mazinga”?) e soprattutto il dolce e malinconico incontro di Hiroshi e Miva, lei invecchiata, lui rimasto giovane, che le prende la mano credendo per un attimo di rivedere la Miva giovane, e quando si rende conto della realtà, lei la ritira ma lui la trattiene: senz’altro il momento più alto e più poetico della serie.

L’edizione Home Video è disponibile sia in DVD che in Blu Ray e quest’ultima è composta da due dischi presenti nella confezioni che sono riposti in una normale custodia da Blu-Ray, inserita in un package di cartone di piacevole fattura. Il case dei dischi ha due copertine full art, se non per quanto riguarda la costina, ed è possibile quindi girare a piacimento la cover e decidere cosa mostrare. All’interno è anche presente un artbook ben realizzato, di circa 60 pagine.

Passando invece a cosa troviamo dentro ai dischi, i contenuti speciali non sono niente di eccezionale, per quanto gradevoli. Ci sono le sigle, originali e disponibili in versione textless, così da poter essere ammirate al meglio. C’è poi una sorta di backstage del doppiaggio italiano, e delle gallerie contenenti diverse illustrazioni e bozzetti preparatori. Ultima feature, ma decisamente non per importanza, è la mancanza di censure in questa edizione Blu-Ray, che propongono quindi Shin Jeeg in versione completa ed originale.

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