Nocedicocco il piccolo drago

¤ Recensione Nocedicocco il piccolo drago

Nocedicocco il piccolo drago è un film di genere animazione, family del 2014, diretto da Nina Wels, Hubert Weiland ed incentrato su un giovane drago che vuole dimostrare a tutti di essere abbastanza grande da prendersi delle responsabilità.


Basato sulla popolare serie di libri per bambini del tedesco Ingo Siegner, dedicata al draghetto sputafuoco più curioso che ci sia. Nocedicocco il piccolo drago è un cucciolo tardivo con problemi di volo. Le ali graciline che spuntano dalla schiena sono ancora troppo acerbe per decollare e Nocedicocco (Max von der Groeben) continua a rovinare e ruzzolare, tra le risate generali dei compagni. L’apprensiva mamma Mette e il previdente papà Magnus non gli permettono di uscire di casa senza elmetto protettivo e dettagliate indicazioni sulla sicurezza. Mentre nonno Georgie, paladino della tradizione draghesca, va fiero dello spirito intraprendente del nipote. Quando però il draghetto, incaricato di fare la guardia all’erba del fuoco, trascura il compito per salvare un vitellino in difficoltà, un terribile incendio divampa sull’isola e anche l’anziano nonno perde fiducia in lui. Per fortuna, Nocedicocco può contare sul conforto e la complicità dei suoi migliori amici: la porcospina Matilda (Carolin Kebekus) e il “mangia drago” Oscar (Dustin Semmelrogge). Matilda viene dalla giungla ed è per questo un’incredibile esperta di sopravvivenza. Nonostante segua sempre Nocedicocco nelle sue missioni esplorative, a differenza dell’amico sa fiutare i pericoli e consigliare il gruppo con prontezza e abilità. Oscar invece, allergico alla carne, è il solo vegetariano della sua famiglia. Gli intransigenti genitori disapprovano la dieta a base di graminacee come pure le amicizie del figlio, ma l’insaziabile braccio destro di Nocedicocco non sa resistere al richiamo dell’avventura, e della pappa. Insieme, i tre piccoli protagonisti si imbarcheranno in un viaggio “scoppiettante” , all’insegna della scoperta, del coraggio e dell’amicizia. Nocedicocco dimostrerà tutto il suo valore e forse questo basterà per spiccare  il volo…

Lo scrittore tedesco Ingo Siegner ha scritto una serie di racconti illustrati che, dopo il successo ottenuto in Germania, hanno raggiunto anche gli scaffali delle librerie italiane. Ora il simpatico draghetto arriva sul grande schermo in un film che si rivolge direttamente all’infanzia senza alcun ammiccamento, più o meno ‘astuto’, agli adulti.

I quali adulti vengono visti come una specie misteriosa da Nocedicocco e dai suoi amici: sono infatti quelli che danno regole e che hanno continuamente paura dei pericoli. Tranne il nonno (questo è il primo tema importante) il quale, forse perché il figlio e la nuora gli vogliono bene ma non lo ascoltano, si sente un po’ collocato nella stessa area del nipote e decide di scommettere su di lui. La narrazione procede sul binario dell’avventura che favorisce la solidarietà tra diversi (un draghetto sputafuoco, un draghetto mangione e una porcospina) e, al contempo, sottolinea che non tutte le regole sono irragionevoli e che non sempre la trasgressione delle stesse paga. Lo sperimenterà direttamente Nocedicocco che avrà però modo di crescere e di sfuggire alle brame carnivore di un temibile chef dei draghi mangioni. L’animazione è molto semplificata proprio per aderire alla visione dei più piccoli dei quali stimola continuamente l’attenzione introducendo nuovi personaggi o sviluppando la narrazione su piani paralleli.

In “Nocedicocco – Il piccolo drago” emergono le musiche, canzoni che evidenziano i messaggi veicolati e ne sottolineano l’importanza senza mai rendere la pellicola pesante. Ne sono presenti tre (circa una ogni 40 minuti), come a suddividere le varie parti del film d’animazione: una iniziale, una centrale – nel momento in cui la missione sembra essere conclusa e invece diventa più ardua da portare a termine – e una finale.
Possiamo dire che se da una parte il prodotto è un buon modo per far passare un pomeriggio ai propri piccoli, dall’altra potrebbe annoiare il pubblico adulto – i genitori – in quanto carico di scene banali (anche se qualche buona battuta è presente), ma che a volte assumono una valenza simbolica molto forte e sono imprevedibili (ogni tanto si vede qualche piccolo colpo di scena e non sai cosa aspettarti, ma raramente).
Sicuramente, però, i bambini lo troveranno molto divertente e, probabilmente, apprezzeranno le gesta eroiche dei tre compagni d’avventura, che susciteranno sul loro volto qualche sorriso e sane risate.

Scheda Film

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