¤ Recensione Mazinga Z

Mazinger Z è un manga di genere mecha realizzato da Gō Nagai e pubblicato dal 1972 al 1974. Negli stessi anni fu trasmesso su Fuji Television un adattamento anime in 92 episodi prodotto dalla Toei Dōga, intitolato in italiano Mazinga Z (nome usato nel doppiaggio anche per il robot protagonista), che a sua volta generò un altro manga disegnato da Gosaku Ōta e pubblicato in contemporanea alla trasmissione.

Opera seminale nel suo genere, Mazinger Z generò svariati sequel e spin-off, a partire da Il Grande Mazinger e UFO Robot Goldrake. Nel 2001 la rivista Animage elesse Mazinga Z come l’undicesimo miglior anime di tutti i tempi.

Il cast vocale originale è composto da: Hiroya Ishimaru, Kazuko Sawada, Tomoko Matsushima, Minori Matsushima, Nako Egawa, Hiroshi Ohtake, Jouji Yanami, Kousei Tomita, Hidekatsu Shibata, Haruko Kitahama, Junpei Takiguchi, Kousei Tomita, Isamu Tanonaka.

Il cast vocale italiano del primo doppiaggio è composto da: Claudio Sorrentino, Fabrizio Manfredi, Liliana Sorrentino, Gil Baroni, Aldo Massasso, Lino Troisi, Antonio Colonnello, Laura Gianoli, Dante Biagioni, Massimo Rossi, Vittorio Guerrieri, Giancarlo Padoan, Massimo Dapporto.

Il cast vocale italiano del primo doppiaggio è composto da: Riccardo Scarafoni, Tito Marteddu, Valentina Mari, Gianluca Tusco, Ambrogio Colombo, Norman Mozzato, Claudio De Davide, Cinzia Leone, Stefano Alessandroni, Davide Lepore, Marco Baroni.

   

L’anziano scienziato Juzo Kabuto costruisce un enorme robot che alla sua morte viene ereditato dal nipote Koji Kabuto, il cui compito è quello di sventare i piani del malvagio dottor Hell, uno scienziato tedesco che nel 1962 aveva partecipato con Kabuto e altri colleghi a una spedizione archeologica nell’isola greca di Bardos alla scoperta dei resti della civiltà micenea. Ritrovato un esercito di mostri meccanici costruiti dai Micenei (Mikenes), il dottor Hell svela le sue reali intenzioni uccidendo tutti tranne Kabuto, riuscito a fuggire, ed impossessandosi di quella tecnologia con lo scopo di far tornare sulla terra i discendenti dell’antico popolo greco, costretti per secoli a rifugiarsi nelle viscere della Terra e, insieme a essi, dominare il mondo.

Kabuto, tornato in patria, dirige il centro ricerche per l’Energia “fotoatomica” che poi lascia al prof. Yumi appena scoperta una lega metallica molto resistente, la Super Lega Z (estratta dal metallo immaginario Japanium) da utilizzare per costruire il robot Mazinga Z; nell’Istituto viene creata Afrodite A, un robot meno potente dalle fattezze femminili costruito dal prof. Yumi e pilotato da Sayaka Yumi, figlia del direttore dell’istituto; successivamente si unisce a questi il Boss Robot, guidato da Boss, Nuke e Mucha, tre compagni di scuola di Koji.

Il dr. Hell affida le missioni di guerra dapprima al barone Ashura – il cui corpo è diviso in una metà maschile e una femminile – e successivamente al conte Blocken – la cui testa è collegata a un corpo meccanico – un ufficiale nazista entrato in coma dopo un incidente e risvegliato dallo scienziato nel corso dei suoi esperimenti durante la seconda guerra mondiale.

Localizzato finalmente il regno sotterraneo dei Micenei, il dr. Hell, a seguito delle ripetute sconfitte, decide di chiedere aiuto al loro ambasciatore, il granduca Gorgon, che invierà il visconte Pigman. Nel corso degli scontri viene distrutta Afrodite A, sostituita quindi da Diana A. Nel corso degli scontri, Ashura e Pigman cadranno in battaglia, mentre Blocken e il dr. Hell periranno durante lo scontro finale; Gorgon, che non aveva preso parte all’ultima lotta, ordina – per conto del Generale Nero – un attacco in massa da parte della grande armata di mostri guerrieri micenei: Mazinga Z subisce gravissimi danni e a salvarlo dalla fine interviene un nuovo robot, il Grande Mazinga, che era stato segretamente costruito da Kenzo Kabuto., figlio di Juzo Kabuto e padre di Koji.

Benché Mazinga Z si collochi cronologicamente prima de Il Grande Mazinger e UFO Robot Goldrake, la serie fu trasmessa per la prima volta in Italia su Rai 1 (all’epoca Rete 1) dal 21 gennaio 1980, quando le due successive erano già state trasmesse. In tale occasione furono trasmessi solo 51 episodi sui 92 totali; nello specifico, la serie fu trasmessa fino all’episodio 56 ma saltando gli episodi 4, 5, 14, 28 e 38. Inoltre, in ogni episodio furono tagliate diverse scene senza motivo apparente. Oltre a singoli tagli di alcuni secondi all’interno della puntata, vennero completamente tolte le scene iniziali in cui generalmente gli antagonisti discutono o iniziano a porre in esecuzione il loro piano (tra cui tutte le apparizioni del dottor Hell a partire dall’episodio 48). Questi tagli ridussero la durata media di ogni episodio a circa 19 minuti anziché i normali 22. Nel doppiaggio italiano, realizzato dalla D.E.F.I.S. con un cast completamente diverso da quello delle altre serie, Koji Kabuto fu ribattezzato Ryo come già accaduto nel film di montaggio Mazinga contro gli UFO Robot, il dottor Hell fu chiamato Inferno e tutti i nomi dei colpi dei robot furono tradotti. Gli stessi episodi vennero replicati sempre su Rai 1 e, dalla metà degli anni ottanta, su varie televisioni locali.

A partire dal 26 giugno 2015 la serie rimasterizzata è stata pubblicata in 23 DVD realizzati dalla Yamato Video e allegati a La Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, che includono audio italiano e giapponese con sottotitoli fedeli (anche per le scene precedentemente tagliate). Per l’occasione la CDR, sotto la direzione di Giorgio Bassanelli Bisbal, ha doppiato gli episodi fino ad allora inediti, con un cast totalmente nuovo e mantenendo un adattamento coerente con quello degli altri episodi. Questa edizione è stata poi trasmessa dal 16 settembre 2015 sulla rete a pagamento Man-ga, completando quindi la trasmissione televisiva della serie il 21 gennaio 2016 a 36 anni esatti da quella del primo episodio.

Dal punto di vista tecnico si nota un importante evoluzione in questa serie di ben novantadue episodi (quasi tre anni di trasmissione in Giappone). I primi episodi sono pessimi, con disegni orrendi e animazioni ridicole, segnate da un uso eccessivo del riciclo delle scene. Intorno al trentesimo episodio si nota un miglioramento progressivo, fino a raggiungere via via un livello più che accettabile.

Il target della serie è quello dei bambini di otto anni, l’età del piccolo Shiro, che guarderà al protagonista della serie come a un esempio da imitare. Rio/Koji è un bravo ragazzo in cui spiccano il senso del dovere, l’amicizia e la forza d’animo. Molto interessante il personaggio dal forte istinto di responsabilità del professor Yumi, che verrà delineato meglio nel prosieguo della serie. Anche la bella Sayaka avrà qualche episodio a lei dedicato. Devo poi dire che sono molto divertenti i siparietti comici che vedono protagonista il ciccione Boss. I cattivi sono suggestivi e ben caratterizzati.

La colonna sonora è ottima, ben improntata su riff solenni di ottoni che ben simboleggiano il grido di battaglia di Mazinga, come le memorabili sigle che continueranno a riecheggiare nella testa dello spettatore anche dopo la fine della battaglia tra gli eroi e i mostri meccanici.

Purtroppo l’adattamento italiano è molto sgangherato, supportato però da un buon doppiaggio, soprattutto quello dei personaggi principali.

In conclusione, “Mazinga Z” è una delle opere più importanti e meglio riuscite dell’animazione giapponese. Uno di quei must che per storia e influenza va assolutamente visto almeno una volta nella vita. Se si è abituati troppo a un’animazione che non contempla lo schema “mostro della settimana”, consiglio di visionare una puntata al giorno e di fare di tanto in tanto qualche piccola pausa, per non rendere la cosa pesante. Alla fine, ne sarà valsa la pena.

Fa un po’ sorridere pensare che un’opera così importante sia stata partorita in seguito a un ingorgo stradale, in cui l’autore Go Nagai pensava a cosa sarebbe successo se dalla sua auto fossero usciti degli arti, che gli avrebbero permesso di scavalcare le altre auto.

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