Lone Wolf and Cub

¤ Recensione Lone Wolf and Cub: White Heaven in Hell

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Giapponese realizzata nel 1974 ed il cui titolo è Lone Wolf and Cub: White Heaven in Hell o Shogun Assassin 5: Cold Road to Hell.


Come dicevamo pocanzi, Lone Wolf and Cub: White Heaven in Hell o Shogun Assassin 5: Cold Road to Hell è il sesto di una serie di sette film giapponesi di arti marziali basati sulla lunga serie di manga di Lone Wolf e Cub su Ogami Ittō, un assassino errante a noleggio che è accompagnato dal suo giovane figlio, Daigoro.

Il cast è composto da Tomisaburo Wakayama, Akihiro Tomikawa, Junko Hitomi, Gorô Mutsumi, Daigo Kusano, Jirô Miyaguchi, Renji Ishibashi, Teruo Ishiyama, Chie Kobayashi, Gakuya Morita, Kyôichi Satô, Kôji Fujiyama, Yoshiro Takee, Ryô Nishida, Tsutomu Harada, Masataka Wakao, Shôji Mori, Yasuno Sakai, Koji Kanda, Yukio Horikita, Tokio Oki, Matsujiro Konaka, Seiichi Yoshida, Satsuko Yamamura, Yoshihiro Maruo, Seji Katayama, Minoru Ôki, Isao Kimura, Masafumi Maeda, Kenji Ushio, Yukari Wakayama, Mayumi Yamabuki.

Sesta avventura per Itto Ogami (Tomisaburô Wakayama), il ronin che vagabonda per il Giappone feudale insieme al figlioletto infante Daigoro (Akihiro Tomikawa) che si trascina dietro su un minuscolo carretto.

     

In questo sesto capitolo cinematografico legato al manga di Kazuo Koike e Goseki Kojima ritroviamo lo spadaccino Ogami Ittō che si deve confrontare con il lato più oscuro del clan Yagyū, che pratica la magia nera.

Quando Il Lupo solitario e il Cucciolo uscì per la prima volta in Giappone nel 1970, ebbe subito un enorme successo (circa 8 milioni di copie vendute solo in Giappone) grazie all’epica storia di samurai narratavi, e alla cruda e scioccante descrizione della violenza implicita esistente al tempo dello shogunato Tokugawa.

Lone Wolf and Cub fu inizialmente lanciato in Nordamerica nel 1987, dalla First comics come una serie mensile di 64-128 pagine, con copertine firmate Frank Miller, e dopo realizzate da Bill Sienkiewicz e Matt Wagner. Le vendite furono inizialmente positive, però crollarono assieme alla compagnia. First comics chiuse i battenti nel 1991, senza completare la serie, pubblicando meno di un terzo di quello che doveva esserne il totale.

Tuttavia, nel 2000, la Dark Horse Comics iniziò a lanciare nuovamente la serie, completa, in formato più piccolo; completandola con il volume Nº28, nel 2002. La Dark Horse riutilizzò tutte le copertine di Miller della precedente edizione della First Comics, e anche altre realizzate da Sienkiewicz, e dette il compito a Wagner e Guy Davis affinché ne realizzassero di nuove. Mike Ploog, Ray Lago e Vince Locke, contribuirono anche loro alla creazione di nuove copertine, per le traduzioni inglesi della serie.

Nel 2002 una versione “reimmaginata” della saga, Lone Wolf 2100, è stata creata dallo scrittore Mike Kennedy e l’artista Francisco Ruiz Velasco, con la partecipazione indiretta di Kazuo Koike. Si tratta di una revisione post-apocalittica, con poche differenze l’originale. Per esempio, il figlioletto è femmina e gli scenari sono ambientati in tutto il mondo. La storia di Daisy Ogami, figlia di uno scienziato famoso, e Ittō, la guardia del corpo di suo padre e conseguente protettore, mentre cercano di fuggire dai loschi piani della corporazione Cygnat Owari, non è stata accolta tanto bene come invece il racconto originale.

Dark Horse annunciò alla New York Comic Con di aver acquistato i diritti di Shin Lone Wolf and Cub, il sequel di Lone Wolf and Cub realizzato da Kazuo Koike e Hideki Mori, nel quale il protagonista risulta essere il figlio di Itto, Daigoro.

Come il manga ha avuto una vita editoriale piuttosto travagliata, la stessa cosa è avvenuta per le trasposizioni in live action, infatti, in Italia sono pervenute soltanto le tre stagioni che compongono la serie tv e il settimo film che ha beneficiato di un’uscita cinematografica (anche se a macchia di leopardo) di alcuni rari passaggi televisivi (principalmente a notte fonda) ed un’ancora più rara edizione home video divenuta, quasi immediatamente, introvabile quindi, chi volesse (ri)scoprire quest’opera vedendo proprio la pellicola che ha lanciato tutto il franchise live action, dovrà necessariamente ripiegare al mercato estereo sperando in una qualche edizione sottotitolata in inglese.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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