L'isola dei cani

¤ Recensione L’isola dei cani

L’isola dei cani (Isle of Dogs) è un film d’animazione in stop motion del 2018 scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Bryan Cranston, Koyu Rankin, Edward Norton, Bob Balaban, Bill Murray, Jeff Goldblum, Kunichi Nomura, Akira Takayama, Greta Gerwig, Frances McDormand, Jake Ryan, Akira Itō, Scarlett Johansson, Harvey Keitel, F. Murray Abraham, Liev Schreiber, Yōko Ono, Frank Wood, Tilda Swinton, Ken Watanabe, Mari Natsuki, Fisher Stevens, Nijiro Murakami, Kara Hayward, Roman Coppola, Anjelica Huston, Courtney B. Vance.

Il cast vocale italiano è composto da: Stefano De Sando, Luca Tesei, Massimo De Ambrosis, Mino Caprio, Angelo Nicotra, Sandro Acerbo, Veronica Puccio, Antonella Giannini, Giulio Bartolomei, Domitilla D’Amico, Ennio Coltorti, Michele Kalamera, Pino Insegno, Jun Ichikawa, Vladimiro Conti, Anna Cesareni, Gianluca Tusco, Roberto Fedele, Mariachiara Di Mitri, Alessandro Rossi.

Nel futuro 2038, un’epidemia di “influenza canina” colpisce tutti i cani del Giappone. Pur di evitare il rischio di permettere alla pestilenza di mutare e attaccare anche gli umani, Kobayashi, l’autoritario sindaco della città di Megasaki, firma un decreto che bandisce tutti i cani in quarantena su un’isola di rifiuti, nonostante il professor Watanabe, capo del Partito della Scienza, insista di essere vicino a creare un antidoto. Il primo cane ad essere pubblicamente trasferito sull’isola è Spots, appartenuto ad Atari Kobayashi, nipote adottivo orfano del sindaco.

     

Sei mesi più tardi, Atari ruba un piccolo aeroplano per raggiungere l’Isola dei Cani nella speranza di ritrovare Spots. Dopo essere precipitato, Atari incontra cinque cani capitanati dallo scontroso randagio Chief. I cani accettano di aiutare il ragazzo a trovare Spots, mentre Chief si oppone, rifiutando di stringere rapporti con gli umani. Atari e i cani trovano una gabbia per il trasferimento bloccata contenente lo scheletro di un cane; inizialmente credono che si tratti di Spots, salvo poi scoprire che sulla targhetta del cane morto c’è scritto “Sport”, quindi Spots può essere ancora vivo.

Kobayashi viene a sapere della fuga del nipote e invia un gruppo di uomini, assistiti da un cane-robot, per riportarlo indietro. Chief e i cani riescono a sconfiggere gli assalitori, impedendo il sequestro di Atari. Dopo essere stato incoraggiato dalla cagnetta Nutmeg, dalla quale è attratto, Chief acconsente ad aiutare Atari nella sua ricerca. I cani si consultano con Jupiter e Oracle, due cani anziani, che li inviano in un posto isolato dove potrebbero trovare Spots e li mettono in guardia riguardo a un famigerato gruppo di cani cannibali a cui potrebbero andare incontro.

Nel frattempo, il professor Watanabe riesce a mettere a punto l’antidoto contro l’influenza canina, ma gli sgherri di Kobayashi lo assassinano con un piatto di sushi avvelenato. La studentessa americana Tracy Walker sospetta che ci sia in ballo una cospirazione e si mette alla ricerca di prove per denunciare il sindaco per il maltrattamento dei cani. Dopo una lunga indagine, Tracy va a confrontarsi con Yōko Ono, l’ex assistente di Watanabe, la quale conferma la teoria sul complotto del sindaco contro i cani e le affida l’ultima fiala di antidoto.

Durante il cammino, Chief e Atari si separano dagli altri. Atari pulisce Chief, rivelando che egli ha il pelo bianco con macchie nere e un aspetto quasi identico a Spots, in quanto entrambi esemplari di una razza canina molto rara. Chief si ricorda che, prima di diventare randagio, faceva parte di una cucciolata dove tutte le femmine furono soppresse. Atari e Chief si riuniscono agli altri proprio nel momento in cui vanno incontro al gruppo di cani cannibali. Tuttavia, si scopre che non sono selvaggi, ma solo etichettati come cannibali perché una volta furono costretti a sopravvivere nutrendosi, a malincuore, del loro capobranco, quando morì di fame. I cani cannibali, infatti, hanno liberato e accolto Spots, che finalmente raggiunge Atari e rivela di essere il fratello di Chief. Spots spiega di essersi accoppiato e si accorda con Chief per prendere il suo posto come compagno di Atari.

Dopo essere sfuggiti a un altro attacco da parte degli uomini di Kobayashi e di un esercito di cani-robot, Atari e i cani vengono a sapere da un gufo che il sindaco sta pianificando lo sterminio di massa di tutti i cani sull’isola per favorire la propria rielezione imminente. Atari costruisce un’imbarcazione con la quale ritorna a Megasaki, portando con sé Spots, il gruppo di Chief e una grande quantità di cani dell’isola per raggiungere il sindaco e fermarlo in tempo. Durante la cerimonia per dare pubblicamente il via allo sterminio dell’Isola dei Cani, Tracy e il suo gruppo salgono sul palco e presentano le prove della cospirazione di Kobayashi e l’impedimento della cura. Atari e i cani giungono anch’essi alla cerimonia e Tracy somministra l’antidoto a Chief, rivelando a tutti che funziona.

Tuttavia, il maggiore Domo, il braccio destro del sindaco, vuole ugualmente sterminare i cani e si appresta a premere il pulsante per mettere in atto lo sterminio. Kobayashi e Atari si scontrano con Domo, che riesce a premere il pulsante, ma l’arma biologica messa a punto per i cani viene liberata contro gli addetti allo sterminio, grazie all’intervento di un amico hacker di Tracy. Nello scontro, però, Atari e Spots rimangono gravemente feriti. Per rimediare alle sue azioni, Kobayashi dona il proprio rene ad Atari e accetta di essere messo agli arresti con Domo e i suoi alleati. Atari diventa il nuovo sindaco di Megasaki e permette ai cani di essere reintegrati nella società.

Tracy si fidanza con Atari, mentre Chief con Nutmeg, che lavora insieme a lui come guardia di Atari. A Spots viene eretta una statua in suo onore, ma si scopre che è stato curato dalle ferite e vive di nascosto con la sua compagna e i loro cuccioli in un santuario sotto la residenza di Kobayashi.

Wes Anderson, film dopo film, sta affinando una caratteristica del tutto peculiare che lo colloca ormai, a buon diritto, tra i Maestri del cinema contemporaneo.

È praticamente uno dei pochissimi registi, ma sicuramente quello con gli esiti più produttivi di senso, in grado di saturare le inquadrature con una miriade di elementi senza però perdersi in un barocchismo o in un compiacimento fini a se stessi. Salvo poi, nell’inquadratura successiva, svuotare lo schermo per affidarlo a un singolo elemento in un ampio spazio. Nel suo cinema la messa in scena conta infinitamente di più della storia che però comunque non si limita a fare da tappeto narrativo per le immagini. Come in questo caso, dove si racconta di non di un ‘muro’ ma di qualcosa di analogo: un’isola dove poter allontanare gli indesiderabili.Partendo da un pretesto reale (l’influenza canina) ma fingendo che non sia possibile alcun rimedio in proposito e che quindi l’unica soluzione per ‘proteggersi’ sia il respingimento.

Il contestualizzare tutto ciò in ambito nipponico non significa voler evitare un attacco diretto alla politica del proprio Paese da parte di Anderson. Così come è disceso negli abissi marini con Steve Zissou o ha viaggiato nel Darjeeling con i fratelli Whitman per poi addentarsi nei corridoi e nelle stanze del Grand Budapest Hotel, ora vuole nuovamente sperimentare facendosi accompagnare dal piccolo Atari.

Scheda Film

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>