Recensione Junk – Cronache dell’ultimo eroe

Kia Asamiya può essere chiamato “l’eroe dei due mondi”, è uno dei pochi autori di manga ad aver lavorato per qualche tempo con le più grandi case di fumetto USA, la Marvel e la DC. Per la Marvel ha fatto una mini serie di 5 numeri sugli X-men, mentre per la DC comics ha fatto una bellissima storia di Batman in 2 volumi, il suo eroe preferito. Dopo la trasferta americana decide di creare il “suo” supereroe ed ecco Junk, cronache dell’ultimo eroe.

In sintesi ecco la trama, Hiro è un ragazzo che non esce mai di casa per colpa di alcuni suoi compagni di classe che lo maltrattano e lo perseguitano. Un giorno navigando su Internet si imbatte in uno strano sito in cui si registra ad un concorso. Vinto il premio, gli viene spedito uno strano apparecchio chiamato Junk che, una volta indossato, si trasforma in una tuta nera che gli fornisce super poteri. In particolare Junk gli fornisce una forza sovrumana e l’accesso a tutte le informazioni (anche private) di Internet. Vestito di questa tuta si vendica subito delle angherie subite dai suoi compagni, ma attira l’attenzione dei media e della polizia. A causa dell’imminente esaurimento della batteria di Junk, Hiro è costretto a scappare verso casa, che per errore fa esplodere, uccidendo così i suoi genitori.

Si ritrova così solo, senza casa, ma con un sacco di soldi dell’assicurazione sulla vita dei genitori, così si trasferisce dapprima a casa della sua amica Ryoko per poi comprare un appartamento con i soldi dell’assicurazione. Ma c’è un altro Junk che gira per la città, dalle sembianze femminili che a differenza di lui usa propria tuta bianca per fare del bene. Per le reciproche divergenze di interessi i due si affrontano subito in una lotta senza esclusione di colpi, in cui il bianco dimostra di avere una padronanza migliore della tuta. Fan dell’idol Manami Hiiragi, Hiro decide di comprare i biglietti per il suo prossimo concerto, ma viene anche a sapere di un terrorista che ha deciso di trasformare in tragedia lo spettacolo. Arrivato al concerto Hiro comincia ad indagare e si imbatte nel Junk bianco. I due decidono di unire le forze per impedire l’attentato ma la carica della tuta del Junk bianco si esaurisce rivelando le sue sembianze, quelle di Manami Hiiragi, che intanto sta cantando sul palco. La ragazza dice di essere l’ombra di Manami. Rimasto da solo Hiro riesce in qualche modo a limitare i danni dell’attentato e fuggire da media e polizia. Intanto proprio la polizia, notando troppi collegamenti tra il ragazzo e il Junk nero, ingaggia un paparazzo per spiare Hiro, il quale scopre la sua relazione segreta con la madre di Ryoko, Kaoru Harumi. Non passa molto tempo che Ryoko, tornando a casa dopo essere uscita con le amiche viene rapita da un pazzo convinto che lei sia sua figlia, con l’intenzione di crescerla come tale. Hiro grazie alla tecnologia fornitagli dalla tuta riesce a trovare il nascondiglio e a salvare la ragazza. Intanto la notizia della relazione segreta della madre della ragazza rapita viene pubblicata in un giornale scandalistico; Hiro per vendicarsi fa esplodere la redazione di quel giornale, tuttavia non riesce a capire il motivo per cui la tuta non gli permetta di uccidere. La trama continua negli albi successivi, ed è comunque consigliata ad un pubblico maturo. Leggendo le prime pagine della storia è inevitabile porsi le domande: Che uso ne farà di questi poteri? Diventerà un demone o un dio?

È interessante notare come questa sia la stessa domanda posta dal nonno, il dottor Kabuto, al nipote Koji quando gli lascia in eredità il Mazinga Z, nel manga di Nagai, o in un certo senso il problema morale di molti eroi in costume tipo Superman o l’Uomo Ragno.

Forse la “novità” di questa storia sta nel punto di vista scelto da Asamiya per raccontarla davvero insolito per una storia di supereroi.

La vicenda è veramente oscura e piena di colpi di scena. Il protagonista è molto realistico nel suo modo d’usare i suoi “nuovi” poteri, ma può risultare a volte simpatico a volte odioso. Il manga suscita nel lettore la stessa domanda che viene fatta a Hiro: “Cosa farei io se avessi dei super poteri?”

Il tratto di Asamiya è dinamico ma al tempo stesso molto dettagliato, soprattutto negli sfondi e si presta bene alla narrazione e ai combattimenti. La tuta dell’eroe è essenziale e semplice, veramente bello è elmo, che rende Junk minaccioso e oscuro (com’è un nuovo Batman, o Ironman, Guyver). Sicuramente sarebbe un ottimo titolo da vedere in animazione e non è escluso che questo non possa accadere in un prossimo futuro. In Giappone il manga è arrivato al terzo volumetto, ma sicuramente la saga sarà molto lunga ed emozionante e molto importanti saranno i diversi personaggi che appariranno lungo il corso ti di tutta la storia.

Asamiya nelle sue opere ha sempre dato molto peso alla psicologia dei suoi protagonisti e all’intreccio delle loro relazioni umane e sicuramente notevoli saranno anche le immancabili citazioni Sci-Fi che da sempre sono presenti nelle storie di questo autore.

La serie è composta da soli 7 volumi arrivati anche in Italia ad opera della Panini Comics che li ha pubblicati a partire dal 2007 con cadenza irregolare, seguendo le uscite giapponesi.

A cura di Alan Gray

Tags:  ,

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>