Recensione I Cavalieri dello Zodiaco (Terza Parte)

Prosegue oggi la terza parte della nostra recensione dedicata ai cavalieri dello zodiaco. Nelle prime due parti (che trovate qui e poi anche qui) vi avevamo parlato sia del manga che delle due serie tv. Oggi proseguiremo la nostra recensione partendo proprio da dove ci eravamo fermati.

In patria Saint Seiya fu un grande successo forse l’unica serie a essere un concorrente serio per Dragon Ball, ma come spesso accade in Giappone per quasi tutte le serie finite vengono “dimenticate”. I Saints come spesso accadeva per altre produzione furono vendute per il mercato estero per lo più in Europa: Italia (che dai tempi di Goldrake ha sempre trasmesso molti anime), la Francia e la Spagna e poi in America Latina. I Saints diventano in occidente un vero Cult per ogni paese dove furono trasmessi e cosa più importante restano nei sogni d’intere generazioni d’appassionati. I motivi di questo successo forse sono paragonabili a quelli di Star Wars, anche se le due saghe sono molto diverse tra loro, entrambe prendono spunto da una sorta di mito collettivo comune a tutta l’umanità con temi come: la lotta tra il bene e il male, l’eroismo, la caduta e la redenzione, ecc.

I Saints che in occidente diventano cavalieri cioè c’è un richiamo all’epica medievale dei cavalieri di re Artù, e dei versi:

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto.
Orlando furioso di Ariosto.

A ogni modo le gesta di questi novelli eroi in armatura piacciono molto e in un modo che non riesce neanche a prodotti come Dragon Ball, (sfido qualunque serie nuova ad essere e a restare in modo così forte nel cuore dei suoi appassionati anche dopo più decenni), soprattutto in anni in cui non esisteva ne’ il dvd, ne’ internet, dove al massimo gli appassionati europei potevano registrare gli episodi su vhs giorno per giorno.

Da noi la serie ebbe una stranissima trasmissione non si sa per quale ragione i primi 52 episodi venerò comprati e trasmessi da Odeon TV/Junior TV mentre i restanti (compresi la saga di Asgard e Poseidone) da Italia 7. Ora forse è necessaria una spiegazione per chi non abbia vissuto o conosciuto quelli anni, esistevano delle piattaforme che vendevano i loro palinsesti di programmi tv a vari canali locali, dentro a questi palinsesti c’erano telefilm o film o anche programmi di vario genere, ma per lo più contenevano cartoni animati giapponesi, fu proprio grazie a questo sistema che serie come Dragon Ball, Saint Seiya, Ken il guerriero, l’uomo tigre o City Hunter sono state trasmesse e seguite diventando dei miti, per di più erano serie che subivano meno la censura rispetto ai titoli trasmessi dall’allora Fininvest.

La trasmissione divisa tra Odeon e Italia 7 portò non pochi problemi visto che servivano entrambe le parti per capire bene la serie e che Italia 7 la trasmetteva il ritorno dei cavalieri dello zodiaco molto più spesso rispetto a Odeon. Per ovviare a questo inconveniente gli appassionati cominciarono a scambiarsi le VHS.

La Granata Press (prima casa editrice di Manga in Italia) pubblico sul primo numero di Mangazine (1990), sua seconda rivista contenitore, un dossier sui Saints, lo stesso fece Yamato, rivista su anime e manga della Yamato Video, Japan Magazine una specie di fanzine pirata aveva un articolo su Saint Seiya in ogni numero.

La Granata pubblico il manga e questo fu uno dei primi manga acquistato direttamente dal Giappone, la sua versione era composta da 42 numeri, ogni numero corrispondeva a poco più della metà di un volume originale. L’adattamento riprendeva molto quello della serie TV per lo più dai nomi. La Granata importò anche i primi tre film (1992) usando lo stesso cast di doppiaggio della serie TV, il primo film la dea della discordia è stato il primo prodotto in VHS a essere venduto specificatamente ad appassionati di anime.

Esiste anche una VHS del terzo film prodotta dalla Eden, una delle tante reincarnazioni della casa editrice della rivista Japan Magazine, questa versione pirata (i diritti erano stati acquistati dalla Granata) con un doppiaggio privo delle voci della serie TV indirettamente portò al fallimento della Granata.

La Dynamic Italia ristampò i film in VHS nella seconda metà degli anni 90, importando anche il quarto che era rimasto inedito dalla Granata, nel 2000 la stessa Dynamic ripresentò una nuova versione dei film sempre in VHS, nuovo cast di doppiaggio con voci più giovani e un adattamento simile a quello originale anche nei nomi dei protagonisti.

La serie, il manga e i modellini tornarono più o meno regolarmente, anche se spesso con pause molte lunghe, anche di anni. L’anime fu mandato in onda alle 13 da Italia 1 insieme con Dragon Ball e i Simpson. Finalmente furono trasmessi tutti gli episodi di seguito, ma ci furono inspiegabili tagli e le scene che mostravano del sangue furono decolorate in negativo. Il manga dopo la versione della Granata Press fu ristampato dalla Star Comics in due versioni entrambe con maggior rispetto dell’opera originale. I giocattoli sono da sempre collezionati e ricercati dai collezioni, spesso anche a prezzi molto alti.

Nel 2001 la yamato video fa uscire la serie in 22 vhs con il doppiaggio storico, purtroppo con una ignobile traduzione italiana di Pegasus Fantasy, che sarà presente anche nella seconda serie.

Nel 2004 esce sempre per Yamato Video, la versione in 20 DVD da poter conservare in due box di cartone ognuno per serie, il doppiaggio è quello storico, abbiamo finalmente le sigle originali, vengono ripristinate le poche parti censurate e un adattamento italiano ufficiale fedele alla versione originale mediante sottotitoli, in più sono state aggiunte le pubblicità che introducevano l’episodio successivo con la voce narrante di Ivo de Palma sempre nei panni di Seiya, sempre a proposito di Ivo de Palma ritroverete la sua voce anche nei contenuti speciali del BR di Percy Jackson il ladro di fulmini, film sulla mitologia greca (coincidenza?).

Inseguito uscirono anche i film in dvd, più di recente in un unico box.

Dopo l’uscita in videoteca la serie in dvd fu distribuita in edicola con una collana tutta sua e poi in allegato alla gazzetta dello sport.

Di recente è stata annunciata sempre per Yamato Video l’edizione in BR dei film.

I Saints arrivarono sia da noi, che in Francia, che in Spagna e poi con la versione spagnola approdarono nell’America Latina, ovunque riscossero un enorme successo di pubblico. Oltralpe i film furono trasmessi da France 1 l’equivalente della noi Rai 1, i Francesi hanno amato la serie, anche se il loro adattamento era persino più strano del nostro, per esempio per evitare problemi con alcuni personaggi in particolare i Gold Saints: Muu dell’ariete e Aphrodite dei Pesci furono trasformati in donne, lo stesso accadde anche nelle prime versioni del manga in francese solo dopo anni fu data alle stampe una versione corretta.

Al brusco e affrettato finale della serie tv e visto che il manga continuava per nello scontro contro Hades molti fans di tutto il mondo si domandarono se avrebbero mai visto quella parte del fumetto in animazione. Sembra che grazie all’autoproduzione di un trailer francese la Toei si convinse a tornare su quell’opera che in Giappone era oramai dimenticata, furono prodotti allora 31 OAV divisi in tre parti, e anche un nuovo film Saint Seiya: Tenkai-hen Josō ~ Overture che fa da seguito a Hades pilot per quella che dovrebbe essere la saga dei cieli cioè contro Zeus lo stesso padre di Athena, ma da molti è considerato apocrifo, l’animazione lascia molto a desiderare e la trama è fin troppo onirica.

Nonostante nel nostro paese ci sono sempre stati grandi fans di Saint Seiya i 31 OAV di Hades furono adattati è trasmessi molto tardi, l’adattamento e il doppiaggio fu affidato a Ivo de Palma, la voce storica di Seiya. La serie fu trasmessa in modo veramente assurdo, la mattina verso le otto e senza una programmazione fissa e non fu neanche completata, mancando gli ultimi sei episodi dell’elisio forse solo per questione di diritti, furono poi mandati al cinema in occasione della festa del cinema di Roma di alcuni anni fa.

Adattamento e doppiaggio Italiano

L’adattamento Italiano dei Saints fu sempre qualcosa che ha fatto discutere gli appassionati sia quelli della serie che quelli d’animazione giapponese più in generale. Chiunque abbia visto anche solo un episodio della serie avrà notato che presenta toni epici quasi da poema eroico come l’Iliade o l’Odissea d’Omero, l’Orlando furioso di Ariosto, nella serie si possono sentire citazioni dalla Divina Commedia di Dante o ai versi di Foscolo. Naturalmente la versione originale è priva di questi riferimenti, come anche la scelta delle voci è più infantile dopo tutto i Bronze Saints hanno tra i 14 e i 16 anni di età. Gli appassionati si sono sempre divisi tra coloro che amano questo adattamento che in parte li riporta indietro nel tempo e che decretò il successo della serie e chi invece vorrebbe un adattamento più simile all’originale.

Il nostro particolare adattamento di Saint Seiya è dovuto al direttore del doppiaggio Enrico Carabelli (voce anche del Maestro di Shiryu e di molte altre voci della serie). Carabelli era un grande amante della poesia e capì le potenzialità di questa bellissima serie.

Mentre la scelta di dare al Saints il nome del suo “segno” fu in parte una imposizione della giochi preziosi.

Carabelli non diede solo delle frasi epiche, ma introdusse anche dei riferimenti molto interessanti.

Per fare alcuni esempi: Thule il nome della casata di Lady Isabel, Thule è un isola immaginaria non lontana dalle coste della Gran Bretagna luogo d’origine del Principe Valiant nel fumetto di Hal Foster, ispirato alle storie di re Artù e i suoi cavalieri.

Nuova Luxor che dovrebbe essere Tokyo, Luxor si trova in Egitto ed è il luogo dove sorgono i monumenti fatti costruire da Ramses II e anche vicino alla valle dei Re.

Sul doppiaggio possiamo dire che la scelta delle voci fu fantastica e particolarmente ispirata, alcuni doppiatori hanno interpretato più personaggi per esempio Toni Fuochi oltre ad essere indimenticabile voce di Ikki (Phoenix) ha dato la voce a Thor.

Ivo de Palma splendida voce di Seiya, tipica voce da eroe coraggioso negli anime doppierà Robin Hood.

Marco Balzarotti doppiatore di Shiryu, ma anche voce in animazione di Batman sia nelle serie degli anni 90 che poi in quasi tutti i prodotti del cavaliere oscuro in animazione e nei videogiochi di Arkham.

Sequel, prequel, Spin-off e riferimenti.

Visto il ritorno d’interresse nei confronti di questa serie, dopo la saga di Hades in animazione, ve ne furono molte altre che entrarono più o meno nella saga dei Saints.

Come prequel manga ci sono: Lost Canvas di Shiori Teshirogi che tratta della guerra sacra tra Athena e Hades precedente a quella combattuta dai nostri eroi, come unione tra passato e futuro ci sono i Gold Saints di Ariete Sion che diventerà Gran Sacerdote e Doko Gold Saint di Libra. Anche se Lost Canvas diventerà una serie di OAV non è un prequel ufficiale di Saint Seiya, il motivo è che Kurumada stesso inizierà a lavorare a Next Dimension una sorta di sequel, ma anche prequel, dove i quattro Bronze Saint (escluso Seiya) e Saori torneranno indietro nel tempo per distruggere la spada di Hades. Nexy Dimension realizzato a colori procede in Giappone a un ritmo molto lento.

Episodio G, anche questo è un prequel narra di avvenimenti che precedono di sei anni la corsa attraverso le 12 case, qui viene descritta la guerra tra i Golde Saints e i Titani di Crono, il protagonista è un giovane Aiolia del Leone, ma si vedranno quasi tutti i Gold Saints della serie classica.

Saint Seiya – Saintia Shô è uno spin-off della serie, racconta le imprese di un gruppo di giovani guerriere (che al interno dei Saints non hanno mai avuto molto spazio). L’opera si colloca nel manga tra il santuario e Poseidone, quando i Bronze Saint sono ancora in coma dopo la battaglia.

Saint Seiya Omega è una nuova serie anime, e si può dire che racconta la nuova generazione di Saints dopo quella di Seiya e Shiryu, e spesso compaiono vecchi personaggi ora cresciuti per esempio Kiki il fratello di Mu dell’Ariete ha ereditato l’armatura d’oro, e abbiamo Ryuhou figlio di Shiryu, ma il protagonista è Kouga nuova Saint di Pegasus, mentre Seiya è il Gold Saint del Sagittario. La prima serie è quasi imbarazzate, le armature sono delle tutte e le storie da ragazzini, c’è un leggero miglioramento nella seconda serie dove negli ultimi episodi vedremo il ritorno di tutti i vecchi Bronze, ma già a Novembre inizierà la terza serie.

Che i Saints abbiano influenzato anche opere successive non c’è dubbio, già all’epoca della sua prima messa in onda in risposta al suo successo, la Sunrise creò i Samurai Trooper (i cinque samurai) anche qui abbiamo cinque ragazzi protetti d’armature questa volta ispirate alle armature degli antiche guerrieri giapponesi, alle loro armi e i loro poteri derivano dagli elementi: fuoco, acqua, terra, aria e luce. Altra serie questa volta della Tatsunoko Production di poco successiva a Saint Seiya è Tenkoo Senki Shurato (Shurato la leggenda delle sfere celesti) inedita da noi, ispirata dalla mitologia indiana.

Anche la famosa serie di Sailor Moon sembra debitrice in parte da Saint Seiya, in particolare l’ultima serie Sailor Star, dove le Sailor Star sembrano ispirate dai tre Bronze più potenti Seiya, Shiryu e Hyoga (il Leader si chiama Seiya) e la nemica Sailor Galaxia indossa una specie d’armatura dorata.

Mentre in occidente il regista francese Louis Leterrier ha dichiarato che ha tratto ispirazione da Saint Seiya le armature che vengono indossate dalle divinità nel suo film Scontro tra titani. Leterrier aveva vista la serie quando era ragazzo negli anni 90. I manifesti giapponesi del film sono stati realizzati da Kurumada stesso.

Licia Troisi “regina” del fantasy made in Italy ha dichiarato più volte, anche nelle pagine della suo sito ufficiale d’essere stata influenzata in giovane età dalla visione dei Saint Seiya.

Sul perché questa serie nata per vendere giocatoli, sia diventa un successo in ogni paese dove è arrivata e per così tanto tempo resta un mistero, forse perché i suoi temi sono universali ed eterni, forse perché i bambini come gli adolescenti, come anche gli adulti hanno bisogno di eroi, eroi che si stagliano tra il cielo e la terra, tra il bene e il male, eroi che credono in cose come giustizia, amicizia, lealtà anche fra nemici, non sono poi le tematiche che per secoli si sono trovate nelle mitologie e nei racconti epici di tutte le popolazioni e culture del mondo. Una serie trasmessa da noi da TV locali, che si dimostra più longeva nei cuori dei suoi fans di tutte le serie anime o film di questi ultimi anni. Credo che la risposta sia solo una, che poi è la stessa della ragione del successo di una saga come Staw Wars o il Signore degli Anelli e che si può ritrovare anche i caratteri cuneiformi dell’epopea di Gilgamesh. Il mito non muore mai, il mito è eterno, perché il mito alla fine parla di noi, degli uomini di ogni tempo.

A Cura di Alan Gray

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