Recensione DX ZAMBOT 3

Modello della linea  S.O.C. (soul of chogokin) uscito nel 2004, molto atteso dagli estimatori di questa fortunata serie Bandai ma ancor più dagli amanti dei robottoni anni 70’ . Si perchè lo Zambot 3 fa parte di quel filone di anime di successo del periodo d’oro dei robot (metà anni 70) che in Italia ha goduto di ottimo successo. Questo dovuto principalmente alla distribuzione sul nostro territorio da parte della Ceppiratti (importatrice di robot Giapponesi a quei tempi) del mastodontico giocattolo DX ZAMBOT 3 in contemporanea con la messa in onda da parte di emittenti privati della relativa serie.

Modello creato in origine dalla ditta Giapponese Clover  nel 77’ , che ebbe un riscontro positivo (dovuto alle dimensioni ed alla trasformazione del giocattolo) nonostante l’anime non ebbe un successo travolgente (dovuto principalmente alle tematiche trattate, più adulte e violente rispetto agli anime di quei tempi).

Iniziamo la recensione di questo modello.

Terzo componibile della serie S.O.C., dopo il gx-03 (Combattler v) ed il gx-13(Dancouga). Partendo dalla scatola, tra le più grandi mai create di questa serie (seconda solo al gx-13 Dancouga), si riscontra la solita cura per i particolari. Il tutto è composto da due blocchi di polistirolo, il primo di maggiori dimensioni contiene il robot, mentre il secondo è destinato agli accessori. Questa volta ci sono due libretti illustrativi, uno monocromatico per il montaggio l’altro a colori con degli artwork e foto plastiche del modello.

Passiamo ora alla singola descrizione dei mezzi che compongono lo zambot 3.

Il primo e’ lo ZAMBOT ACE/ZAM-BIRD,veicolo principale che ha due trasformazioni: robot ed astronave. Una volta agganciato è il cuore e la testa dello Zambot 3. Il modello presenta una buona fedeltà di riproduzione. Le articolazioni sono numerose e ben fatte, la colorazione è buona. Il robot è praticamente tutto di plastica, se si esclude il petto ed i femori. Gli accessori sono tanti e tutti di buona fattura. Ha due coppie di mani, pugno e mano aperta, la seconda per impugnare l’arma,ed un vasto assortimento di accessori per comporre il fucile, con tanto di cinturone rigido per contenere i caricatori. Lo Zamb Ace è l’unico dei tre ad avere una seconda trasformazione. La configurazione ad astronave (zambird) è molto semplice da ottenere, infatti basta ritrarre la testa all’interno del busto e gli avambracci, cambiare la pettorina con una più larga ed articolata. Nel dettaglio le cabine di pilotaggio sono in plastica trasparente ed apribili, dentro si vedono le piccolissime riproduzioni dei piloti.

Ora e’ il turno del secondo mezzo, lo ZAM-BULL che rappresenta il tipico modulo cingolato terrestre comune in molti anime “robotici” di quegli anni. Il modello presenta una buona quantità di metallo. I cingoli sono identici al Gx06 (Getter robot), e tutta la parte inferiore del modulo è di plastica. Le rifiniture sono un po’ approssimative e il distacco con gli elementi metallici è ben visibile. Le trivelle infine sono fisse ed anch’esse abbastanza grossolane. Unico accessorio è il cannone centrale con braccio articolato per l’alzata.

Il terzo ed ultimo veicolo che compone lo zambot 3 è lo ZAM-BASE. Anche questo ha un design tipico di altri robot componibili. Una volta trasformato va a creare le gambe dello zambot. Da segnalare solo che, tra i tre mezzi, è quello che risulta meno fedele all’originale, per ovvi motivi meccanico/pratici. Le finiture e la colorazione sono nella media del modello.

Lo Zambot 3 una volta assemblato raggiunge i 26cm di dimensioni, quindi è sicuramente un modello di un certo impatto visivo. Da segnalare le armi, molto ben fatte e possenti nonché combinabili per formare diverse varianti….come la lancia, con la staffa centrale completamente in metallo, oppure i due pugnali tipici dei samurai e la spada formata cambiando la lama di uno dei due pugnali con una lama di dimensioni maggiori.

Il prezzo (onesto) di questo modellino oscilla tra i 200 ed i 220 euro, pagarlo maggiormente significherebbe solo strapagarlo, purtroppo sono pochi i negozianti che applicano prezzi onesti e, senza la scusa del “è un pezzo d’importazione introvabile qui da noi”, che non cadono nella tentazione di lucrarci un po’. In conclusione reputo questo un ottimo modello, a differenza di una valutazione globale non proprio positiva da parte dei fans. Il problema risiede nelle articolazioni del bacino, molto limitate che consentono una mobilità del modello minime o quasi nulle, e questo ha creato un certo malcontento. Se posso dire la mia a riguardo, considerato che sono modelli creati per essere esposti ed ammirati e non per essere giocati, il problema non esiste, ed il mio personale giudizio è indubbiamente molto positivo. Davvero un bel modello!

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