Continua oggi con la seconda ed ultima parte (almeno per il momento) del nostro speciale dedicato all’evoluzione dei Mazinga nel corso di anime e manga. Nella precedente puntata eravamo arrivati ad analizzare la storia fino al terzo capitolo del manga, analizzando le differenze con la versione animata. Alla fine del terzo volume si farà la conoscenza di Stroheim Heinrich e sua figlia Lorelei, compagna di scuola di Shiro, Heinrich è un figurato è uno scienziato al pari del dottor Kabuto che di Hell, che
per dimostrare la sua superiorità costruirà un robot Donau alfa (Rain X1 nella serie tv ep 61 inedito in Italia). Donua per Heinrich non doveva essere un semplice mostro meccanico, ma un essere dotato di ragione e volontà umana, e per far questo si sarebbe fuso con Lorelei, che non è un essere umano, ma un robot, cioè la mente e l’anima di Donua. Lo scontro tra Mazinga e Douna vedrà il nostro eroe vincitore. La storia di Stroheim Heinricn è molto diversa da quella vista fin’ora nel manga, ci troviamo di fronte ad una storia molto gotica ed horror, e con Heinrich un personaggio dall’aspetto più inquietante di Ashura e che non è schierato ne’ con i buoni, ne’ con i cattivi.
La nazionalità tedesca di Heinrich ispirerà l’atro sottoposto di Hell: il conte Bloken, ex SS nazista trasformato da Hell in un cyborg, con la testa staccata dal corpo che volta al di sopra alla suo corpo decapitato, ma con indosso una perfetta divisa militare, l’aspetto di Bloken (testa a parte) ricorda il perfetto stereotipo dell’ufficiale tedesco con tanto di monocolo.
Donua servirà d’ispirazione ai cattivi nella serie del Grande Mazinga, dove vedremo a una vera fusione fra mostri meccanici e gli antichi abitati di Micene, mostri sempre giganteschi, ma senzienti, una vera evoluzione rispetto ai mostri meccanici di Hell che dovevano essere solo delle macchine da guerra. Come Donua i micenei hanno due facce, dove quella parlante e quella posta per lo più sul petto.
Bloken contro Mazinga non si fa scrupoli d’usare tattiche spietate come quella di rinchiudere in un mostro meccanico donne e bambini innocenti impedendo a Koji di poter agire. Bloken a differenza di Ashura è molto meno passionale e affronta il nemico in modo più razionale e tipicamente da soldato a un esercito privato diverso dalle maschere di ferro, le croci di ferro, che ricordano molto SS naziste.
Dopo l’arrivo di Bloken inizia tutto un susseguirsi di colpi di scena: Afrodite Ace che è stata distrutta viene sostituita da Venus Alfa, Mazinga riuscirà finalmente a volare grazie al Jet Scrander, e si vede la creazione di altri tre robot: Million Alfa (pilotato dalle gemelle Lolly e Laure) , Vayon beta (pilotato da Shun Azuma) e Dyon gamma (pilotato da Masao Koide); questi insieme al Robot protagonista e a Venus formeranno l’armata Mazinga. Affronteranno un’invasione di mostri meccanici da parte di Ashura e di Bloken dal mare e dal cielo. I tre nuovi robot cadranno rapidamente sotto i colpi dei mostri meccanici, ma Mazinga riuscirà in un sol colpo a distruggere la fortezza sottomarina Bood e la fortezza volante Ghoul uccidendo i due sottoposti di Hell che dovrà adesso combattere direttamente Mazinga e Koji.
A questo punto succede qualcosa d’incredibile a livello editoriale, Mazinga Z è uno dei manga più letti in Giappone e incredibilmente cambia rivista ed editore passando da Shonen Jump della Shueisha a Shonen Magazine della Kodansha, per chi non lo sapesse la Shueisha e la Kodansha sono i più grossi editori di manga in Giappone e sono come la DC e la Marvel negli Stati Uniti.
Quello che succede con Mazinga Z è qualcosa d’incredibile, uno dei più grande successo manga storia cambia editore, (tenete presente che all’epoca Mazinga vendeva già il doppio se non di più di Naruto oggi.), e come se l’Uomo Ragno personaggio simbolo della Marvel di punto in bianco passasse alla DC. Le ragioni di questo cambiamento non sono note, Nagai non le ha mai spiegate e neanche i due editori ne hanno mai parlato.
Fatto sta che il trasferimento ha delle conseguenze non da poco sulla nuova versione manga di Mazinga fatta da Nagai. (Bisogna ricordare che all’epoca esistevano molte versioni di questo fumetto, tutte diverse a secondo nel Target a cui si rivolgevano, c’era persino una versione per bambini dell’asilo, le più famose quella dello stesso Nagai e quella di Gosaku Ota, di cui parlerò più avanti). La Kodansha chiese a Nagai di fare le avventure di Mazinga molto più semplici e più in linea con la serie tv, cioè il plot di ogni singolo episodio manga era davvero simile a quello di molti episodio della serie tv. Arriva il nuovo mostro guerriero, Koji lo affronta con Mazinga, è in difficoltà, ma poi dopo un primo scontro riesce a trovare il modo di batterlo. Per Nagai questo stato di cose lo liberà dallo stress di creare una storia elaborata per il suo robottone per potersi dedicare a opere molto più elaborate: il finale apocalittico di Devilman e l’opera che più di tutte l’occuperà per veramente tanti anni: Violence Jack, l’unico titolo del maestro a non avere una trasposizione animata, perché troppo estrema, tranne tre OAV fatti molto tempo dopo.
Dall’altra parte uno dei rimpianti più forti del maestro Nagai è sempre stato di non aver potuto concludere come voleva il manga di Mazinga Z, che insieme a Devilman è la sua creatura più amata. Da quello che si legge nelle ultime pagine della versione Shueisha, il finale dell’opera sarebbe dovuta essere apocalittico, come Nagai ci ha mostrato in tante altre sue opere. Così Nagai fa finta di dimenticarsi del “finale” della precedente versione, Afrodite non viene distrutta, (succederà nell’anime, ma verrà sostituita da Diana A e non da Venus che sarà invece il Robot femminile nella serie del Grande Mazinga), l’armata Mazinga non è mai esistita, Bloken e Ashura sono vivi e vegeti.
La versione Kodansha si conclude con la quasi distruzione del Mazinga Z da parte dei mostri micenei, che sono molto più forti e veloci del nostro eroe, è l’arrivo del nuovo robot, il grande Mazinga pilotato da Tetsuya Tsurugi. Questo finale più o meno riprende il finale della serie tv, del manga di Ota e del lungo metraggio Mazinga Z contro il generale nero.
Dopo il Mazinga Z, arriva la serie Grande Mazinga e di seguito a questa Goldrake (serie che servì da noi come apri pista a tutti gli altri anime). Goldrake aveva tra i suoi personaggi regolari Koji, da noi chiamato Alcor. Insieme con le serie dei Mazinga, altri robottoni Nagaiani conquistarono i teleschermi giapponesi (e in seguito anche i nostri), i Getter Robot e Jeeg.
Dopo quasi un decennio di potere dei titani di Nagai, le cose iniziarono a cambiare, il genere robotico iniziò a diversificarsi, cercando nuove trame spesso fondendosi con altri generi come Danguard che prendeva a piene mani dalle storie sportive o Baldios che ricorda parecchio gli Shōjo manga per ragazze, o le parodie come Daitarn 3 o il Triger g7. Gli episodi delle serie non erano più autoconclusivi dove il robot protagonista affrontava il mostro di turno, ma l’episodio raccontava solo una parte di una storia più grande ed elaborata, poi la parola d’ordine iniziò ad essere realismo, ed ecco il successo di Gundam (anche se il vero fenomeno arrivò solo con i film cinematografici di montaggio della prima serie). Anche se la serie del Gundam RX-78, presentava ancora un robot protagonista, anche se un prototipo molto potente e soggetto alle leggi della fisica, il mobile suit bianco può finire l’energia e le munizioni, e combatte in una vera e propria guerra. L’ulteriore passo avanti ci fu con Macross che prendeva alcune idee del Gundam (qui i Robot sono davvero solo delle armi da guerra costruiti in serie come carri armati e aerei; combattendo in gran numero) e l’idea della Space opera di Matsumoto (in particolar modo Yamato, ma gli equipaggi sono multietnici e si vedono anche personaggi di colore), a far terminare l’evoluzione del genere ci sarà Patlabor dove il Robot diventa un mezzo per le costruzioni edili, simile alle automobili e persino per utilizzi bellici, in un futuro non troppo lontano dal nostro. Con Patlabor si chiude in un certo senso l’epoca d’oro dei robot giganti e a parte qualche piccola eccezione passeranno anni prima che una nuova serie di questo tipo abbia successo (nel 1996 Evangelion).
Negli anni Nagai più volte pensò di tornare al Mazinga Z creando molte versioni in vari manga. Mazin-saga che da al mito di Mazinga una visione quasi spirituale e mistica, che a livello artistico si ispira molto alle produzione del grande Hans Ruedi Giger (creatore di Alien), Z Mazinger dove la Z sta per Zeus, un’opera che vuole fondere la mitologia Greca ai Robot di Nagai, Mazinkaiser che vuole essere una sorta di seguito di Mazinga Z e del Grande Mazinga; ma una versione molto “strana” compare anche in Violence Jack.
In animazione si può citare God Mazinger inedito da noi, una versione più fantasy, dove Mazinga è un gigante di pietra, una via di mezzo tra i mazinga e i mostri dell’impero Yamatai di Jeeg.
Ma per molto tempo si penso di creare una nuova serie tv del primo robot di Go Nagai ed ecco che nel 2009 i tempi sono maturi ed arriva Mazinger Edition Z: The Impact! o anche Shin Mazinger (nuovo mazinger). Questa serie animata di 26 episodi riprende l’opera proprio dal prima manga di Nagai, ma non solo risponde ad alcuni punti un po’ oscuri per esempio: la madre di Koji e di Shiro e altre verità sulla famiglia Kabuto, ma riprende tutte le opere di Nagai su Mazinga e ne fonde alcuni elementi, tipo la mitologia Greca di Z Mazinger e scopriamo che il nonno Juzo s’ispirò a Zeus per la sua creatura.
La serie anche se affascinate risulta però un po’ appesantita da tutti questi riferimenti (in un episodio vediamo Mazinger trasformarsi nel demone Dante). Shin Mazinger termina la corsa con un cliffhanger che preannunciava l’arrivo sia dei Micenei e del Grande Mazinga, peccato che il pubblico abbandonò il programma e non si andò avanti.
Nagai da anni vuole riprendere questa sua opera, magari ristrutturandola, visto che questa saga è diventata praticamente qualcosa di simile a una mitologia antica, piena di eroi, demoni, dei. E pensare che tutto è nato per l’infernale traffico di Tokyo.
A Cura di Alan Gray
