Il primo eclatante flop dei fumetti digitali

il-primo-eclatante-flop-dei-fumetti-digitaliIn un periodo di estremo boom per il fumetto digitale, la notizia che stiamo per darvi potrà sembravi in controtendenza. La piattaforma digitale JManga.com, tra i principali distributori legali di fumetti giapponesi, lanciata nel 2011 con il supporto di 36 case editrici specializzate, chiuderà definitivamente i suoi battenti online alla fine del prossimo maggio. Eventuali crediti non ancora spesi dagli utenti verranno presto rimborsati con una serie di buoni regalo per acquisti su Amazon ma, ed è questa la cosa più grave, i contenuti acquistati dagli utenti andranno irrimediabilmente persi. Se a fallire fosse stata una casa editrice tradizionale i lettori avrebbero comunque mantenuto i fumetti acquistati. Questa situazione ha messo a nudo la vera debolezza del formato digitale, ma esaminiamo le cause scatenanti di un così eclatante flop commerciale.

La causa principale della chiusura risiederebbe nei prezzi ritenuti troppo alti dai lettori, ma a monte vi sarebbero anche delle problematiche insorte nel rilascio dell’applicazione su Android oltre che per il mancato sviluppo di una versione iOS, quindi i gestori di JManga.com hanno trovato preferibile la chiusura definitiva del sito, piuttosto che proseguire una gestione fallimentare.

Si tratta sicuramente di una decisione sofferta per la piattaforma statunitense, maturata dai gestori per essersi sentiti schiacciati dalle enormi difficoltà riscontrate nella distribuzione di contenuti protetti da rigidi meccanismi di Digital Rights Management (DRM). La cosa inevitabilmente ha innescato delle polemiche e se da un lato c’è chi ha subito sottolineato come gli stessi DRM risultino più che dannosi per i consumatori, penalizzando i siti della distribuzione legale piuttosto che proteggendoli dalla proliferazione di materiale pirata che comunque esce indenne da questa operazione, dall’altro lato c’è chi canta vittoria dicendo che i DRM hanno dimostrato d’essere più che validi come mezzi anti pirateria.

Se da un lato sono stati immediatamente bloccati i servizi di acquisto e scaricamento dei fumetti del Sol Levante, dall’altro lato emerge, in maniera indiscutibile, la vittoria del formato cartaceo che ha dimostrato, se ce ne fosse stato di bisogno, che non solo è prematuro il suo pensionamento, ma che forse è e sarà insostituibile. Che sia l’inizio del declino del formato digitale? Rispondere a questa domanda ci risulta impossibile, al momento l’unica cosa certa è che la piattaforma JManga.com sarà offline a partire dal prossimo 30 maggio e che tutti i contenuti legalmente acquistati sfumeranno dagli account degli utenti che giustamente si sentono derubati e beffati dalla situazione. Voi cosa ne pensate? Meglio il formato cartaceo o è preferibile dare fiducia e tempo al formato digitale? Fateci sapere come la pensate.

18 commenti su “Il primo eclatante flop dei fumetti digitali”

  1. Faccio presente che nella news scritta dal mio collega c’è scritto primo flop, non il fallimento di tutti i fumetti digitali.
    Personalmente preferisco la versione cartacea a un fumetto da leggere su un tablet o simili.
    Storicamente non tutte le innovazioni attecchiscono, molto dipende da come il pubblico reagisce. Secondo me il digitale può crescere accanto alla normale pubblicazione, ma mi auguro che non la sostituirla.
    Se un appassionato di fumetti a “paura” di riempirsi la casa di albi o li trova poco pratici allora scusatemi, ma ha sbagliato passione. ☺

    Il fumetto è per sua stessa natura un qualcosa di romantico e se vogliamo di retrò, se andate a guardare i comics degli anni 30 e li confrontate con quelli di oggi noterete che a parte lo stile, l’albo è rimasto presso che identico, il motivo è che il fumetto funziona in quel modo punto. Personalmente io vedo i fumetti digitali ne più ne meno di una moda passeggera che al massimo potrà conquistare qualche lettore di passaggio.
    Dicevo che c’è un lato romantico nel fumetto, sinceramente mi piace andare il mercoledì a comprarmi i fumetti in fumetteria incontrare degli amici scambiarsi opinioni, consigli e novità, il fumetto digitale mi toglierebbe questo piacere e lo toglierebbe a molti.
    E anche le fiere del fumetto non avrebbero più senso con il solo fumetto digitale.
    Poi ci si dimentica uno dei componenti più importanti di questa passione che è il collezionismo, i fumetti sono pure collezionismo che con il fumetto digitale si perderebbe, diventato solo un qualcosa di effimero.
    Poi oltre tutto il fumetto è una forma d’arte. Ora qualcuno potrebbe dire che queste mie idee sono oramai vecchiume, ma allora perchè la gente continua ad affollare i musei se potrebbe vedere l’opere sullo schermo di un computer?

    • Onestamente credo che sia un nemico dichiarato del progresso. Guarda che il digitale ha si i suoi difetti ma non lo vedo così negativo come lo descrivi. Ti posso dire che io ho si la mia bella app su iphone, compro e scarico i fumetti ma non è assolutamente vero che mi emargino dal mondo. Dopo averli letti parlo con i miei amici, commentiamo e ci consigliamo e sono rare le volte che lo facciamo via facebook, solitamente lo facciamo il sabato sera al pub. Sicuro di non essere tu quello da dover andare al museo per essere messo in esposizione come specie estinta e con la dicitura persona che non amava la tecnologia?

      • Scusa ragazzino, ma io leggevo fumetti sopratutto manga quando erano considerati morte sociale. E se tu puoi leggere i tuoi fumetti sull’iphone e anche merito mio.

        La tecnologia va usata con il cervello altrimenti non serve a niente, non tutto quello che è innovazione è buono.
        Io ho + di 1000 fumetti nelle mie librerie di cui + di 100 autografati dagli autori. Se incontri il tuo autore preferito ti fai autografare iphone?
        Se riprendo un mio fumetto mi ricordo persino quando l’ho comprato e ricordare l’emozione provata quando l’ho letto la prima volta e confrontare cosa pensavo all’epoca e cosa penso oggi. Tutto perchè nella mia fumettoteca ho fumetti acquistati + di 20 anni fa, fatti da autori di cui tu non conosci neanche esistenza.

        Vedi la differenza principale tra me e te e che per me il fumetto è una cosa seria x te probabilmente sarà una moda passeggerà che durerà si e no un paio di mesi e per un paio di titoli.
        E mentre tu sarai passato ad altro io continuerò a leggere sempre nuove storie e nuovi grandi autori, perchè per me il fumetto è arte, è l’arte come tale è da considerarsi eterna perchè è sempre valida, è sempre buona.
        Però non hai risposto alla mia domanda, perchè la gente s’ostina ad andare ai musei se potrebbe vedere tutte le opere esposte al computer?

        • Visto che vuoi una risposta te la do subito, sono pochi i musei messi online e quei pochi sono stravisitati utilizzando questo sistema perchè altrimenti le persone che lo visitano virtualmente non potrebbero, ad esempio io ho visitato il Museo Gregoriano Egizio proprio utilizzando questo sistema, museo che altrimenti mi sarebbe stato impossibile visitare. La tua domanda è DECISAMENTE fuori luogo, intanto perchè sono pochissimi i musei che dispongono questo servizio e poi perchè stiamo parlando di due cose completamente diverse tra loro…..sei sicuro di essere anzia….ehm…..maturo?

          • Come vedo non ci hai capito niente.
            Ragioni a compatimenti stagni. Io non parlavo di musei online, ma proprio delle opere d’arte. Per esempio a gennaio sono stato a Parigi e ho visitato il Louvre, ho visto molte delle sue opere come la Gioconda e nonostante sia il quadro più famoso al mondo c’era un casino di gente davanti alla teca, persone che avrebbero potuto vedere lo stesso dipinto attraverso lo schermo di un computer. Semplicemente una cosa è vedere un opera davanti a uno schermo, una cosa e vederla con i propri occhi. Lo stesso vale per i fumetti, la carta ti da sensazioni che lo schermo per quanto sofisticate non può darti.

            Riassumendo i fumetti virtuali hanno un mercato solo per una ragione, il costo semplicemente costano meno di quelli cartacei, tutto qui se il prezzo fosse uguale buona parte dei lettori sceglierebbe il vecchio formato.

  2. Articolo interessante ma parlare di flop mi sembra eccessivo. Si tratta solo di un editore che ha sbagliato politica dei prezzi e non certo di una crisi del settore, anzi personalmente uso il formato digitale e lo trovo decisamente più pratico di quello cartaceo visto che non ingombra, costa meno ed ho sempre tutto a portata di mano.

    • mi spiace ma non la penso come te…..questa storia ha messo perfettamente in evidenza la fragilità del mezzo……e poi scusa se fossi stato tu uno dei tanti acquirenti ad aver comprato i fumetti in questione e a scoprire che ad una determinata data avresti perso tutto, avresti fatto lo stesso discorso? Non di sarebbero girati gli zebedei? No grazie meglio la carta

    • Panico di massa? Gente che si strappa i capelli? Cani che si accoppiano con gatti? 🙂 Dai scherzi a parte, da noi questo non si verificherà mai perchè siamo numericamente diversi, perchè culturalmente sia diversi e comunque ancora non è detto che da noi il formato si affermi…..del resto rispetto agli altri paesi abbiamo sempre un ritardo medio di 5-10 anni quindi mi sembra prematuro chiedersi che succederà se il sistema digitale fallirà…..prima preoccupiamoci che si affermi 😉

      • ritardo medio di 5-10 anni? Ok è evidente che sei un giovincello e che non hai più di 18 anni quindi non sai che la tua affermazione non è del tutto corretta. Devi sapere che per ciò che riguarda acquisto ed importazione di animazione giapponese, il nostro paese è stato tra i primi in europa e del mondo sia per aver iniziato nei primi anni 70 (quando il resto del mondo non sapeva nemmeno cosa indicasse la frase animazione giapponese), sia per quantità, ed anche se oggi il fenomeno oggi ha cambiato tendenza (colpa delle emittenti e della loro politica di programmazione) restiamo comunque un mercato interessante. Lo so che ora mi dirai che stiamo parlando di fumetti e non di animazione, ma ancora una volta devo stopparti, perché lo zoccolo duro dei lettori italiani non è poi così giovane ed ha iniziato proprio con gli anime (parola utilizzata per indicare animazione giapponese, te lo dico perché potresti non saperlo) per poi spostarsi sui fumetti e già nei primi anni 90 avevamo un discreto mercato del fumetto, quindi ancora una volta devo dire che la tua affermazione è proprio fuori luogo. Se poi il formato digitale prenderà piede o meno questo è tutto un altro discorso 🙂

  3. Ecco perchè non comprerò mai fumetti digitali non solo li pago, ma rischio anche di perdere tutto quello che ho comprato, come dire cornuto e bastonato. NO GRAZIE preferisco la carta, sarà antiecologica, più costosa e più ingombrante, ma mi fa dormire sonni tranquilli.

  4. Devo quotare Blaster, credo che il flop sia nato proprio dal fatto che l’editore non vendeva diritti di opere proprie ma di opere di terzi quindi inevitabilmente ha alzato i prezzi ed altrettanto inevitabilmente è arrivato il disastro economico. Questo tipo di situazione non Colpirà MAI Marvel e DC che si autodistribuiscono che non devono comprare i diritti da terzi e che possono permettersi di fare un prezzo più basso

    • mai dire mai, infatti mai avrei pensato che la dvisual sparisse ma è sparita, mai e poi mai avrei pensato che la Jpop e la GP si potessero fondere eppure si sono fuse, quindi mai dire che un editore come Marvel o DC non avrà mai problemi, sarebbe come portare sfiga.

  5. Non voglio dire che i fumetti in versione digitale siano sbagliati, ma di sicuro è sbagliata la politica utilizzata da quasi TUTTI i distributori, sia che si tratti di editori che distribuiscano in conto terzi, sia se si tratta di editori che scelgono la strada dell’auto distribuzione. In Giappone, paese che trovo anni luce più avanti del resto del mondo, più di un editore optano per la distribuzione multipla, ovvero, hai comprato la versione cartacea? Bene allora ti regaliamo la versione digitale ed è questa secondo me la sola forma di distribuzione per il fumetto digitale. Ma forse sbaglio

  6. Sia il fumetto digitale che quello tradizionale hanno pregi e difetti, ad esempio nei fumetti in versione cartacea spesso e volentieri stampano le tavole a colori in bianco e nero motivandolo come scelta obbligata per tenere basso il costo degli albi, quando lo motivano, perchè altri non dicono nulla partendo dal presupposto che magari non ce ne accorgiamo nemmeno. Altro difetto potrebbe essere quello di volumi troppo sottili o del formato sbagliato se già queste cose ci (o dovre dire MI) fanno andare il sangue agli occhi cosa bisogna dire di un fumetto che troviamo su di un display (che potenzialmente fa male agli occhi) che è legato al consumo di una batteria, che si appoggia ad un sistema meccanico che (come tale) è soggetto a guasti (chi si è ritrovato con un hd rotto sa di cosa parlo), quindi alla fine si tratta solo di soppesare pregi e difetti e di scegliere quello che ha meno difetti e più pregi e per me il formato cartaceo vince e non di poco.

    • Bèh con il formato digitale andresti ad azzerare alcuni dei difetti del cartaceo, potresti avere volumi più corposi e tavole a colori, tanto per fare un esempio, quindi perchè essere così negativi e rifiutare il nuovo mezzo a priori?

  7. Mi fa piacere vedere tanto interesse, ma vi prego di non andare fuori tema. la domanda era e resta: Meglio il formato cartaceo o è preferibile dare fiducia e tempo al formato digitale?

  8. Non per alimentare la polemica, ma credo che i fumetti digitali pur rimanendo una moda passeggera come qualcuno ha detto, abbiano comunque dei pregi….che purtroppo in Italia tardano a vedersi…..mi riferisco al fatto che gli editori possono importare e pubblicare anche storie che altrimenti (per scarso interesse, per costi troppo elevati dei diritti e via dicendo) non verrebbero mai presentate al pubblico. Questo mi sembra un utilizzo intelligente del mezzo ed è proprio questo il punto….il fumetto digitale è un mezzo e come tutti i mezzi può essere utilizzato bene o male, ma questo dipende dall’intelligenza di chi lo usa e non mi riferisco solo ai lettori…..ma questa è solo la mia personalissima opinione.

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