Il fumetto Tradito: Satanik

SatanikSiamo nell’anno della K (no non è un nuovo simbolo del calendario cinese, ma siamo a metà anni ’60 in Italia) in edicola imperversa DiaboliK e tutti i suoi epigoni (SadiK, Killing, CobraK, MasKar…) La premiata ditta Magnus & Bunker (al secolo Alberto Raviola e Luciano Secchi) hanno da poco dato vita a Kriminal (l’unico che negli anni successivi reggerà il confronto con Diabolik) e a distanza di qualche mese decidono di dar vita all’ennesimo personaggio “kapputo” si tratta di Satanik, colei che diventerà l’eroina dark del fumetto italiano, ma andiamo con ordine.

La scienziata Marny Bannister è tanto intelligente, colta e preparata, quanto il suo aspetto fisico lasci a desiderare, sgraziata nell’aspetto, ma soprattutto deturpata in viso da un’angioma; tutto questo condiziona la vita di Marny, infatti, è vittima di soprusi e angherie da parte di tutti, in primis i suoi famigliari. Il suo aspetto fisico non le consente di vivere una vita normale, di avere un uomo, di avere successo nella vita, nonostante cerchi di guadagnarsi il rispetto e la considerazione della gente studiando e lavorando sodo, si rende conto che per tutti è solo l’apparenza a contare.

Grazie alle proprie capacità intellettive ed allo studio di antichi testi alchemici di Masopust riesce a mettere a punto un siero che le fa diventare bellissima e seducente trasformandola in Satanik: la rossa del diavolo.

Nonostante adesso il suo aspetto fisico sia radicalmente cambiato non riesce a dimenticare tutti i soprusi subiti, anzi crescerà in lei un sentimento di odio che la farà diventare vendicativa e crudele. Priva di qualsiasi scrupolo, si vendicherà di tutti torti subiti, iniziando proprio dalla sua famiglia che gli aveva negato affetto e comprensione, continuando, poi, con chiunque si trovi sulla sua strada. Affamata di gloria, denaro e ricchezze, pur di raggiungere questi propositi realizzerà piani criminali con feroce intelligenza, utilizzando il suo fascino e la sua abilità di seduttrice come armi.

Le differenze con gli altri noir del periodo sono molteplici intanto avere una donna affascinante come protagonista consente agli autori una maggior dose di erotismo senza che questo comporti una minor presenza di omicidi e violenze.
Vediamo così la nostra eroina concedersi spesso, per ottenere ciò che più desidera o per puro diletto personale e molte volte presentarsi ai lettori quasi senza veli. Altra differenza è data dalle maggiori concessioni ai temi soprannaturali e horrorifici presenti nel fumetto di Satanik, ma totalmente assenti in Kriminal o Diabolik.  Poster Satanik

Editorialmente Satanik nasce nel 1964 la saga, (tra morte e resurrezione), si dipanerà per dieci anni fino al N 231 dal finale aperto: lasciando Satanik sola ed in balia del mare di fronte ad una probabile morte.

Nel 1965 nonostante l’ostracismo dell’opinione pubblica e le continue attenzioni da parte della censura, il successo di Satanik è inarrestabile tanto da diventare quattordicinale e nel 1967 il regista Pietro Vivarelli decide di farne un film, come abbiamo visto nell’articolo Il Fumetto Tradito. La parte della protagonista viene affidata alla bella, ma poco talentuosa, attrice polacca Magda Konopka .

fotobusta Satanik
In 85 minuti Vivarelli cerca di condensare la storia di Satanik con qualche ovvia licenza, il sogetto infatti non è basato su una singola storia, ma è una miscellanea di parecchi idee e soggetti utilizzati nella serie a fumetti:
Marny Bannister è una biologa con il volto deturpato, che si impossessa di un siero che la fa ringiovanire e la rende bellissima. Comincerà una vita avventurosa e criminale, seducendo un malavitoso. L’effetto del siero è però temporaneo e quel suo apparire a volte come una vecchia malforme altre come una bionda mozzafiato crea confusione anche tra gli investigatori che sono sulle sue tracce. Il suo amante la scopre mentre l’effetto del siero finisce e muore cadendo dalle scale. Satanik è costretta a fuggire braccata dall’ispettore Trent e alla fine troverà la morte precipitando in una scarpata con un auto che aveva rubato.

occhi Satanik

Il film è un prodotto a basso budget , molto deludente sotto tutti gli aspetti, non restituisce le caratteristiche innovative e trasgressive espresse dal fumetto di Magnus e Bunker.
Nella trasposizione cinematografica non resta assolutamente nulla di quel personaggio oscuro,ben delineato nel fumetto. L’assenza dell’ambiente familiare e la conseguente emarginazione di Marny Bannister è l’errore più grossolano che viene fatto nella trasposizione cinematografica. Mancano, quindi, i motivi che scatenano la vendetta, la malvagità di Satanik appare così fine a se stessa. Malvagità che comunque nel film è molto diluita. Assente totale anche l’horror che invece caratterizza il fumetto, che lo differenziava dagli altri noir di quel periodo. Queste gravi lacune unite alle differenze meno importanti come l’ambientazione spagnola anziché inglese, rendono il film che definire scialbo e superficiale è un quasi un complimento. I personaggi hanno nessuna consistenza e si muovono in un mondo finto, poco credibile. Un occasione sprecata, il nome Satanik non viene MAI pronunciato nell’intero arco del film indice di una sceneggiatura che definire approssimativa e raffazzonata è poco.

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2 comments to Il fumetto Tradito: Satanik

  • tanino  says:

    … e ora sono 3 saranno trash ma i fumetti da cui sono tratti sono delle icone del fumetto nazionale popolare

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