Tante le mostre a margine della manifestazione di Etna Comics 2018, ma quella su Frankenstein ci ha particolarmente colpito vuoi per il materiale vuoi perché il tema trattato è ormai entrato nell’immaginario collettivo.
Marco Grasso, il curatore della mostra, con queste parole ha voluto presentare l’iniziativa: «Quest’anno ricorre il secondo centenario della prima pubblicazione del romanzo di Mary Shelley, che ha letteralmente influenzato ogni forma d’arte, a partire dal cinema, ma anche il fumetto, il teatro, e spesso anche la pubblicità. E quindi ho ritenuto opportuno omaggiarlo, poiché Frankenstein è stato un romanzo assolutamente precursore e inatteso per quel periodo… ».
Sono infatti passati duecento anni dalla pubblicazione del romanzo di Mary Shelley ma il mito di Frankenstein brilla ancora, molto si deve alla cinematografia, ma anche hai fumetti che hanno saputo perpetuare un mito.
Nell’immaginario collettivo Frankenstein viene ricordato per il suo aspetto caratteristico (faccia squadrata, bulloni che sporgono dal collo, cicatrice lungo la fronte…). Tali caratteristiche, però, provengono non dal romanzo di Mary Shelley, bensì dal film Frankenstein, del 1931 interpretato da Boris Karloff, film che ha sicuramente segnato l’immagine iconografica del personaggio.
Non male per un romanzo di duecento anni fa che è stato scritto per gioco, in una notte.
Nella gallery in basso alcune delle splendide tavole in mostra dove autori come Leo Ortolani, Eugenio Sicomoro, Corrado Roi, Paolo Nottura, Guido Crepax, Enrico Breccia, Ivo Milazzo, Massimo Rotundo…
