Non ci sono migliori parole se non quelle pronunciate da Tito Faraci per descrivere Decio Canzio:
“Se Sergio Bonelli era Tex Willer, Decio Canzio era Kit Carson”.
La Bonelli non è fatta solo di sceneggiatori e disegnatori, ma anche di capaci redattori, che coordinando il lavoro degli artisti della casa editrice riescono a definire una linea editoriale omogenea. Decio Canzio è stato per la Bonelli un vero è proprio punto di riferimento, uno dei redattori più affidabili e longevi, fino a diventare direttore generale, nel 2006, quando si ritira dall’attività, e lo stesso Sergio Bonelli a sostituirlo nel ruolo di direttore generale.
Nel 2008 Giorgio Albertini e Giampiero Casertano gli tributano un omaggio chiamando DECIO il protagonista di un breve e denso romanzo illustrato; a dimostrazione dell’affetto che il mondo del fumetto ha sempre avuto per questo silenzioso e prezioso collaboratore.
La carriera di Decio Canzio alla Bonelli lo vede esordire come sceneggiatore (sue sono infatti una trentina tra le più belle storie di Kit Teller). Canzio riuscì ad infondere al questo personaggio creato da Andrea Lavezzolo un taglio leggermente più maturo e avventuroso. In seguito divenne curatore editoriale della Collana America, Akim e Un uomo un’avventura, per cui scrive anche le storie L’uomo del Nilo e L’uomo del Messico, disegnate da una leggenda dell’illustrazione italiana: Sergio Toppi. Ma è stato anche autore di ben sedici storie per Zagor, si trovò anche a dover sostituire temporaneamente Claudio Nizzi alla scrittura delle storie di un mostro sacro come “Tex”. diventando, nel tempo, una colonna portante della casa editrice, supervisionando tutte le testate. E’ lui a tenere i contatti i con i collaboratori esterni, visionando personalmente le proposte di collaborazione degli aspiranti artisti, cercando loro di dare coraggio nell’intraprendere una strada difficile. Questa attività, lo porterà, nel 1985 a vincere il premio ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto Italiano) con questa bellissima motivazione:“per la lunga e coerente militanza come soggettista e come curatore di collane, e per la sua attività articolata in più direzioni, ciò che lo connota come un sagace, sensibile e autentico editor”.
Quella di ieri è una grave perdita per tutti, un pilastro del panorama fumettistico italiano ci ha lasciato con un vuoto incolmabile. Le sue avventure e le sue storie rimarranno per sempre nel cuore di tutti i fan. Addio Decio.

R.I.P.