Attualmente i film di supereroi sono il filone d’oro delle Majior cinematografiche americane, naturalmente non si può sempre fare film su teste di serie tipo: Batman, Superman, Spiderman, Avengers. Allora perché non puntare su personaggi anche minori, ma dalle grandi potenzialità che vanno oltre l’eroe in calzamaglia?
Kevin Feige, il presidente dei Marvel Studios, apre così la possibilità a nuovi film sulle Meraviglie create da Stan Lee. Vengono annunciati i film sui Guardiani della Galassia, su Ant-man (uno degli Avengers fondatori del gruppo, ma considerato minore, diciamo piccolo, quasi microscopico), e al Mago supremo dell’universo Marvel cioè il Dottor Strange.
Il signore delle arti mistiche è da sempre una presenza costante dell’universo di Spiderman e co, anche se da molti anni non ha una sua testata regolare, e fa fugaci apparizioni come guest star insieme ad altri eroi e nei mega eventi più importanti.
Il Dottor Strange è l’ultimo baluardo contro le forze oscure della magia che cercano di entrare nella realtà, cioè cose contro cui uno Spiderman o un Iron Man non potrebbero fare molto.
Il personaggio nasce seguendo una delle tante mode degli anni 60, dove il mitico Stan Lee cercava di differenziare l’offerta dei suoi eroi così accanto ai suoi supereroi dotati di poteri spesso donati dalla scienza e nella fattispecie dall’atomo tanto di moda allora. Negli anni 60 l’energia atomica aveva smesso d’essere qualcosa di buono e di giusto come lo era nel decennio precedente, s’iniziarono a scoprire le conseguenze a lungo termine delle radiazioni, così spesso i personaggi di Sten Lee a causa di raggi cosmici o gamma o ragni radiativi o misteriose mutazioni genetiche somigliavano più a dei mostri che a degli eroi.
Accanto a questo il cinema iniziava a offrire molti generi diversi, mode interessanti, e anche la società si apriva nel vedere la realtà in modo alternativo. C’erano i film di Bruce Lee sulle arti marziali, lo yoga, la meditazione, la reincarnazione, i poteri dei cristalli erano cose che interessavano molte persone, mentre venivano riscoperti dai figli dei fiori il signore degli anelli e persino Conan il barbaro.
Perché allora non creare un personaggio magico, una specie di Merlino moderno, un mago ed ecco il Dottor Strange. Creato da Stan Lee con i disegni di Steve Ditko (il disegnatore originale dell’uomo ragno) nel 1963.
Stephen Vincent Strange è un neurochirurgo che dopo un incidente stradale perde la possibilità di continuare la professione medica, sente allora parlare di un eremita che vive sulle vette dell’Himalaya che potrebbe guarirlo si mette dunque alla sua ricerca e dopo averlo trovato subisce diverse prove che mettono alla prova il suo fisico e la sua mente e per superarle Strange decide di dedicarsi alle arti mistiche e dopo sette anni d’addestramento torna negli Stati Uniti e più precisamente 177A di Bleecker Street, Greenwich Village, New York, che si può dire il quartiere realmente più magico della Grande Mela. Prende il nome di Dottor Strange e insieme al suo aiutante Wong aiuta gli eroi contro quello che Tony Stark potrebbe definire in maniera scientifica: roba da matti.
Dopo essere apparso nella serie antologica Strange Tales 110 nel luglio 1963 (come è successo a molti altri eroi che prima d’avere una propria collana se ne testava la popolarità del personaggio o su antologici o come guest star su pagine d’eroi già affermati) ebbe una sua testate che durò solo 15 numeri dove ci disegnò il geniale e oggi compianto Gene Colan che poi diventerà l’autore di Dracula della Marvel (uno dei miei disegnatori preferiti in assoluto). Anche se la sua testata venne chiusa il personaggio di Strange continuò ad esistere come mago supremo del Marvel Universe, fu ripreso come leader e creatore dei Difensori, il gruppo d’eroi peggio assortito del globo terracqueo, che comprende i supertizi più eccentrici, di pessimo carattere, solitari, ma anche molto potenti cioè Strange stesso, Hulk, Namor e Silver Surfer.
L’ispirazione principale per il personaggio viene sicuramente da un altro eroe dei fumetti: Mandrake. Mandrake è un mago vestito come un prestigiatore, nato sulle pagine dei quotidiani statunitensi nel 1934 dalla mente di Lee Falk, (autore pure di Phantom l’uomo mascherato che fu il in parte l’ispiratore di Batman). Come il Dottor Strange, Mandrake è un mago molto potente in grado persino di richiamare spiriti dall’al di la, ed è accompagnato da Lothar, suo gigantesco servitore di colore che si scopre essere poi un principe nubiano, che svolge le stesse funzioni di Wong per Strange. Ma a differenza di Strange, Falk viste le crescenti polemiche dei gruppi religiosi fu costretto a retrocedere Mandrake da vero mago dotato di magia a semplice illusionista da spettacolo.
Come il film di Thor, quello del Dottor Strange strizzerà l’occhio al fantasy, o all’urban-fantasy cercando di accaparrarsi i fans oramai cresciuti della saga di Harry Potter. Il maestro delle arti mistiche sarà forse inserito nella cosiddetta fase tre cioè si troverà a far parte degli Avengers o anche solo nel medesimo universo Marvel cinematografico, dal punto di vista dei fumetti dopo anni come riserva degli Avengers, ha fatto parte dei New Avengers nell’epoca di Civil War, offrendo la propria casa come base dei ribelli anti-registrazione di Capitan America.
Da ricordare fuori dal media fumetto/comics: il pilot di una serie tv live del 1978 diretto da Philip DeGuere con Peter Hooten nel ruolo di Strange. Il film animato del 2007 Dottor Strange mago supremo e il fumetto Young Doctor Strange prodotto dalla nostra Panini a opera di Francesco Artibani alla storia e di Federico Nardo ai disegni, dove si racconta una versione più giovane ed alternativa del mago supremo Marvel.
Al momento non disponiamo di altri dettagli sul progetto ma, come di consueto, continueremo a seguire da vicino la vicenda e, non appena vi saranno altri sviluppi, non mancheremo di tenervi aggiornati, quindi continuate a seguirci.
A cura di Alan Gray
Non è mai stato uno dei miei personaggi preferiti (in effetti credo che non sia mai stato il personaggio preferito di nessuno) ma sospetto che le potenzialità cinematografiche siano enormi.