[Speciale] Devilman compie 40 anni (Seconda Parte)

La scorsa settimana abbiamo pubblicato la prima parte dello speciale dedicato ai 40 anni di Devilman. In quella sede abbiamo illustrato le origini del personaggio e cosa abbia spinto l’autore a creare il personaggio, alla grande impressione che gli fecero le illustrazioni di Dorè della Divina Commedia e di quanto queste influenzarono il suo lavoro. Oggi proseguiamo il cammino parlando del manga in se, di cosa rappresenta e dei messaggi che racchiude, ripartendo esattamente da dove ci eravamo fermati la settimana scorsa.

Non sappiamo se all’epoca della stesura di Devilman Nagai fece una ricerca sulle idee filosofiche e religiose occidentali. Devilman resta forse il suo capolavoro, la sua opera principale, il suo “manifesto” artistico. È  un opera complicata con moltissime chiavi di lettura, molto personale, da interpretare anche come uno sfogo contro la società giapponese che aveva etichettato, all’epoca, i manga del maestro come opere negative che forviavano le nuove generazioni.

Devilman è un opera anarchica, controtendenza e contro le convezioni della società moderna. Fa capire quanto la civiltà di cui noi andiamo tanto fieri non è altro che uno strato di vernice molto sottile che copre la belva assettata di sangue che si annida in tutti noi.

Che i demoni, i primi abitati di questo pianeta, non sono poi cosi diversi dagli esseri umani. E’ bellissimo vedere come nel corso degli episodi uomini e demoni si avvicinano tanto che la differenza fra loro diventa minima, anzi è provabile che durante lo svolgimento della storia le simpatie del lettore vado ai demoni che sembrano comportarsi in modo più coerente e più umano rispetto alla stessa umanità che Devilman cerca di difendere.

Akira Fudo/Devilman il protagonista, un tipico studente giapponese, che ha sacrificato la sua anima e il suo corpo nel diventare un ibrido, un uomo diavolo, un demone posseduto dal cuore umano; per avere il potere necessario a fermare il risveglio dei demoni che vogliono riprendersi quello che un tempo gli apparteneva: il dominio del pianeta, un tempo verde e splendido, ora inquinato dagli uomini che lo hanno reso un immondezzaio. Al suo fianco c’è ambiguo Ryo Asuka, il miglior amico di Akira, figlio del professor Asuka, il primo a scoprire la  minaccia dei diavoli e anche il primo a tentare l’esperimento di fusione per creare un devilman.

Come per il Mazinger Z, il potere viene offerto al protagonista sottoforma di eredità di famiglia.

Akira si fonderà, durante un Saba, con Amon, il massacratore degli inferi, uno fra i più potenti demoni. Da notare che mentre in Mao Dante Nagai per richiamare il re demone fa usare dai satanisti una messa nera qui per la fusione usa un saba una specie di festa pagana, con musica, alcool e sesso. Avvenuta la nascita del nuovo essere, questo inizia a fare a pezzi senza pietà i suoi ex-compagni, gode nel ucciderli “e un demone fra i suoi simili”. L’immagine di Devilman è molto evocativa, terrificante con due paia di corna, una bocca aperta a ghigno con denti aguzzi, la parte inferiore del corpo pelosa, una lunga coda simile a quella di un dinosauro e le classiche ali da pipistrello che però vengono fuori solo quando deve volare. Praticamente Devilman richiama il più classico aspetto demoniaco occidentale che viene fuori dalla cultura medievale, ma anche dai demoni di Dore o di William Blake.

Dopo la sua rinascita come Devilman. Akira è ospite dei Makimura, amici dei suoi genitori che si trovano sul Himalaya per compiere delle ricerche. In questa famiglia Akira stringerà amicizia con Miki, la figlia maggiore, del tutto ignara della trasformazione del ragazzo.  Lui, intanto,  comincia ad affrontare i diversi demoni venuti per ucciderlo. Qui Nagai si scatena a elaborare sempre esseri sempre più spaventosi, alcuni assomigliano ai diavoli della nostra tradizione e hanno forme più o meno antropomorfe, altri sembrano un accozzaglia di parti animali, umane e vegetali, altri ancora assomigliano a degli ammassi gelatinosi. Tra i più famosi e pittoreschi ci sono: Jinmen un demone simile a una tartaruga che sulla corazza tiene i volti delle sue vittime come trofei viventi della sua forza. Silen che sembra avere avuto una qualche relazione con Amon, il demone con cui si è fuso Akira. Lei sembra una rivisitazione del mito delle greche Arpie, mentre il nome Silen sembra rievocare la sempre greca sirena, che al origine del mito non era il classico essere metà donna metà pesce, ma invece con solo il volto e il seno di donna e tutto il resto di uccello. Poi il Re demone Zenon, luogo tenente di Satana in persona, ha tutte le caratteristiche del Lucifero dantesco/medievale e di Dore infatti ha tre volti sulla testa più uno sul petto, ali da pipistrello, zoccoli caprini ed è gigantesco.

A un certo punto la storia prende una svolta apocalittica, che comprenderà tutta l’umanità. I demoni si riversarono sulla terra, uccidendo, massacrando, distruggendo il genere umano. Devilman non sembra in grado di fermarli, ma nella loro conquista i demoni inizieranno loro malgrado a fondersi con gli esseri umani generando cosi dei nuovi Devilmen, che uniranno le forze a quelle di Akira, per opporsi ai nemici. Nel corso della guerra fra demoni e uomini questi persi nella loro paura inizieranno una nuova caccia alle streghe contro i loro simili. Verranno creati dei corpi speciali antidemone, con delle corazze e delle armi sofisticate. Bellissima e spaventosa è la base degli antidemoni, una torre moderna e tecnologica ma al tempo stesso con caratteristiche dei castelli medievali. Al suo interno, vengono fatti esperimenti terrificanti sui devilman e vengono torturate da una nuova inquisizione le persone sospettare d’essere dei demoni. Qui troveranno la morte i genitori di Miki, sotto gli occhi di Akira. Intanto la casa della ragazza viene attaccata da un gruppo di persone convinte che i figli dei Makimura siano dei demoni. Akira non arriverà in tempo a salvare l’amata, ma si renderà conto che ormai non ci sono più differenze fra i uomini e i demoni; e che non vale pena salvare l’umanità ormai corrotta.

Da qui in poi gli eventi prenderanno una accelerata impressionante, ci saranno colpi di scena a non finire, e si scoprirà le vera natura di Ryo, in seguito entrerà in gioco un nuovo potere d’origine sconosciuta. E compare Satana, il re dei demoni. Il Satana di Nagai a differenza di quello dantesco/medievale a mantenuto la sua forma angelica, o meglio di arcangelo, con sei paia di ali ma è anche un ermafrodita.

Da un punto di vista grafico Devilman risente, almeno al inizio, ancora del disegno caricaturale dei primissimi manga di Nagai (che era nato come disegnatore di fumetti umoristici). Devilman e Mao Dante erano fra i suoi primi esperimenti, in altri generi, in questo caso Horror. Il tratto di Nagai nel corso del opera migliore e diventa sempre più personale (e qui che nasce quel tratto tipico molto dark amato dai suoi fan) e funzionale alla storia. Ma non è il disegno la cosa più importante di questo fumetto ma è la storia e l’atmosfera a renderlo ancora, dopo più di 30 anni, un fumetto unico e affascinante.

Gli avvenimenti, i personaggi e le situazioni sconvolgono il lettore e non solo lui anche l’autore che nel introduzione a una versione italiana scrive: “….amo di tanto in tanto rileggere Devilman e ogni volta provo un certo turbamento in fondo al anima.” Non si può rimanere non sconvolti da questa terrificante storia, che ti trascina in un incubo, e che ti fa vedere un umanità imbastardita simili ai bambini del isola del Signore delle Mosche di William Golding (1954).

Il personaggio di Akira Fudo/Devilman sarà presente in altre opere del maestro, lo ritroveremo in una delle tante versione di Cutie Honey; come in Devillady dove il nostro Akira farà da giuda alla protagonista nei gironi infernali in  una sorta di nuova versione della Divina Commedia, la coppia troverà e affronterà nuovi e vecchi nemici come Jinmen e Silen, per poi incontrare nel fondo del inferno una vecchia conoscenza di Akira. Esistono anche delle storie brevi di Devilman fatte da Nagai, da noi furono pubblicati solo due episodi a colori sul secondo numero di Animania, nuova serie, edito da Dynamic. Il primo di questi racconti è un prequel che fa vedere i demoni uccidere e sbranare degli angeli e poi intervento di….

L’altro racconta invece il destino dei genitori di Akira e della loro sfortunata spedizione sulle montagne del Himalaya. In altre brevi avventure di vedranno Akira e Ryo intraprendere dei viaggi nel tempo e incontrare personaggi storici da Giovanna d’arco, a Maria Antonietta, a Hitler. Ma non sarà solo Nagai a disegnare Devilman di recente pubblicazione, anche da noi adesso, la bellissima serie di Amon Saga con disegni di Yu Kinutani e sceneggiatura dello stesso Nagai. Questa serie racconta la vita di Amon, il demone verrà posseduto da Akira Fudo, la sua personalità, i suoi rapporti sia con Satana che con Silen. Altri autori a disegnare uomo diavolo sono: Egawa e Tereda, che insieme a Nagai, faranno un volume antologico chiamato Neo Devilman, di provabile prossima pubblicazione italiana sempre per la D/visual. Da ricordare, c’è pure, una piccola intrusione di Devilman nel Manga di Ota di Mazinger Z, una sorta di versione a fumetto del celebre e primo film di Mazinger: Mazinger Z vs Devilman.

Un personaggio come Devilman non poteva restare relegato al solo mondo della carta stampata o degli anime ed infatti nel 2004 il personaggio fa una incursione nel mondo della celluloide. Proprio in quell’anno uscì nelle sale un film live-action diretto da Hiroyuki Nasu con l’utilizzo della computer grafica (Debiruman, ossia Devilman). Esso rappresenta la seconda uscita cinematografica del personaggio e vorrebbe riproporre, con alcune varianti e citazioni nagaiane, la storia del manga, ma i tempi limitati ed i ritmi incalzanti di un film live-action pur creando un film di notevole fattura, non hanno fatto sì che il risultato fosse sufficiente brillante da permettere l’esportazione della pellicola negli stessi paesi dove il manga ha venduto e continua a vendere (Italia compresa) anche a distanza di anni.

Devilman è senza dubbio la più importante opera di Nagai, che ancora oggi viene ristampata in Giappone e che ispira nuove storie per esempio Evangelion, Berseker e Bastard.

Noi abbiamo avuto ben tre edizioni di questa opera per tre case editrici differenti: la prima è stata quella della Granata Press, prima casa editrice a portare i manga in Italia. L’edizione è dei primi anni 90 è venne pubblicata sulla collana Z star in 14 volumi in formato 16×28 cm con lettura occidentale. Dopo qualche anno ci fu l’edizione di lusso della Dynamic (1996) in tre grossi volumi, copertine nere, carta patinata, rilegatura molto resistente, lettura alla occidentale, introduzione scritta dal autore e sua biografia scritta da Federico Colpi. Nel secondo volume c’era una storia inedita, senza dialoghi. La terza edizione, la più recente, è quella della D/visual in cinque volumi,   la prima in formato originale 13×18 cm, la prima a essere pubblicata in versione non-ribaltata con lettura giapponese, questa edizione ha delle splendide copertine olografiche, stampata e rilegata benissimo.

In ultima analisi Devilman è il fascino del male, del lato oscuro. Capolavoro di un vero mito, le cui opere si spingono sempre oltre i limiti. Ma per sempre Devilman resterà qualcosa di unico, qualcosa che parla al demone insito in ognuno di noi. Sotto sotto siamo tutti Devilman.

A cura di Alan Gray

8 comments to [Speciale] Devilman compie 40 anni (Seconda Parte)

  • Devilman  says:

    io anche sopra sopra mi sento un pò devilman 🙂

    Scherzi a parte ottimo articolo ho aspettato di leggere la seconda parte prima di esprimermi, devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito, tenuto conto che in Italia questo quarantennale è stato COLPEVOLMENTE dimenticato da tutti.

    Aggiungo che è stata una fortuna che il film live non sia giunto in Italia avrebbe fatto più danno che bene a mio avviso.

  • keiji  says:

    caspita che recensione……magari scrivessero tutti cosi…….

  • Jamal  says:

    ho dovuto aspettare una settimana per leggere la seconda parte di queste recensione, ma ne è valsa la pena. Faccio i miei complimenti ad Alan Gray 🙂

  • Kryon  says:

    Non avevo mai sentito parlare ne di nagai ne di devilman, ma ora andrò di corsa a recuperare gli albi.

  • Ketty  says:

    ma si tratta di un fumetto satanico?

    • kabutokoji  says:

      ma quale satanico!!! Scherzi vero? Questo é uno dei pochi manga/autori filosofici in circolazione. Ma hai letto bene la recensione? Ok come avrete capito dal mio nik dono un nagaiano convinto, ma non parlo da fan sfegatato. Leggi il manga, non fermarti allo stile delle vignette o ai dialoghi in se…..leggi tra le righe e non potrai non notare la ricerca del significato dell’eterna lotta tra bene e male e del ruolo dell’uomo in questa lotta. Si potrebbe dire che nagai fosse in cerca (e forse lo cerca ancora) del senso della vita e qui mi fermo perché non avendo letto il manga potresti non capire il senso delle mie parole 🙂

  • percasoposso  says:

    Finalmente qualcuno che ne parla degnamente. Possibile che tutti gli altri si siano dimenticati di questo quarantennale?

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