Come già detto nella lunga recensione dedicata a Saint Seiya (che trovate qui, qui ed anche qui), la serie anime finisce con lo scontro tra Athena e Nettuno, o se vogliamo con il quattro film contro Lucifero. Il manga invece continua con la saga di Hades. Hades è il dio dell’oltretomba e il nemico più potente di Athena, le due divinità si scontrano fin dall’era mitologica, dall’ultima guerra sacra sono passati 243 anni, dove gli unici sopravvissuti sono stati Shion d’ariete, gold Saint della prima casa diventato in seguito il gran sacerdote ucciso da Saga nella serie classica e Doko di Libra, il maestro di Shiryu.
Per i fans rimasero sempre un mistero le ragioni per cui la serie con un seguito scritto già esistente che costituisce la parte più bella del manga non venne mai realizzato, forse il motivo fu un calo dell’audience della serie o, come è stato detto più volte, per contrasti tra Kurumada e la Toei, dovuti all’introduzione della saga di Asgard.
Dopo più di un decennio in Giappone, Saint Seiya è solo uno dei tanti titoli vecchi che viene ricordato da alcuni appassionati, ma negli altri paesi dove la serie è stata trasmessa il discorso è completamente diverso, in Francia, Italia e Spagna i Saints sono rimasti un mito per un’intera generazione che non dimenticheranno mai le gesta dei loro eroi in armatura.
Nel 2002 in occasione della Fiera d’animazione di Lione tra i cui ospiti era presente la Toei Animation e il maestro Araki, venne presentato un fan trailer della saga di Hades. La Toei durante la manifestazione francese riuscì a verificare quanto ancora il pubblico occidentale amava quella serie degli anni 80, e da qui nacque l’idea di realizzare quell’ultima parte.
Invece di farne una serie TV si realizzò una serie di OAV divisa in tre parti, un po’ com’è divisa la guerra sacra: il santuario cioè l’attacco alle 12 case (13 Oav), l’inferno lo scontro si sposta nei domini di Hades (12 Oav), e Elisio (6 OAV), per un totale di 31 OAV. Oltre a una nuova serie anime, si pensa a far tornare anche i modellini targati Bandai, questa volta in una nuova versione ed ecco i Myth che riprendo i personaggi classici, ma anche dei nuovi. Le vendite vanno molto bene tanto da salvare la stessa Bandai dalla bancarotta; in poco più di un anno vengono venduti più di 3 milioni di pezzi, grazie soprattutto al web che permette la vendita a distanza tra l’estremo oriente e l’Europa.
Hades è il capitolo più affascinante dei Saints. La storia fin dall’inizio cambia molto, non abbiamo più solo la famosa avventura per salvare Saori, ma vediamo una nuova corsa attraverso le dodici case, ma questa volta sono i buoni a dover fermare la scalata. A essere i protagonisti non ci sono più i cinque Bronze Saint, ma tutti i Gold Saint, ma proprio tutti, perché Hades fa tornare in vita Saints d’oro morti durante la corsa di Seiya e company.
Saga di Gemini, Death Mask di Cancer, Shura di Capricorn, Camus di Acquarius e Aphrodite di Pisces, tornati in vita e con indosso delle versioni oscure delle loro armature d’oro attaccano il santuario. Hanno giurato fedeltà ad Hades con la promessa di tornare in vita, ma devono uccidere Saori superando le case dello zodiaco. Insieme con loro c’è anche Shion ex gran sacerdote che ha riavuto la gioventù e la versione oscura dell’armatura dell’Ariete. Questa nuova avventura si svolge interamente di notte, i Gold Saint risorti avranno tempo solo fino all’alba poi se avranno fallito torneranno negli inferi. I primi a tentare sono Death Mask e Aphrodite, insieme con Shion. Shion cerca di far obbedire Muu con la sua autorità, vuole addirittura che sia proprio il Saint dell’Ariete a uccidere Saori.
C’è un an-passe, Shion ha autorità su Muu, ma lui cerca in tutte le manieri d’impedire il passaggio agli altri due “traditori”, Seiya arriva per far riparare l’armatura da Muu, a pezzi dopo lo scontro contro Nettuno. Il Saint di Pegaso uccide facilmente i Gold risorti, ma si trova davanti il Saint della prima casa come nemico. Saori non vuole che i Bronze partecipino alla guerra sacra contro Hades.
Ma ecco arrivare altre tre figure incappucciate che si rivelano essere Saga, Shura e Camus. Questi riesco a passare attraverso la casa dell’ariete, intanto arriva anche Doko Saint di Libra e qui c’è una sorpresa grazie a una tecnica di concentrazione, si scopre che Doko è rimasto giovane e indossa nuovamente l’armatura della Bilancia. Doko riaccende i fuochi della meridiana e affronta Shion. Muu insegue Saga e gli altri, alla seconda casa dove trova Aldebaran del Toro morto in piedi nel tentativo di fermare gli invasori, ma forse non sono stati Saga e gli altri, ma degli Specter di Hades che di nascosto inseguano gli ex cavalieri d’oro.
Nella casa di Gemini i Gold risorti trovano il labirinto di Gemini lo stesso trucco che Saga usò per impedire il passaggio dei Bronze Saint. L’inganno è orchestrato da Kanon, fratello gemello di Saga, ex Dragon Sea al servizio di Nettuno, adesso redento e pronto a schierarsi dalla parte di Athena. Kanon si trova nelle stanze di Athena, viene scoperto da Milo di Scorpio, il Gold dell’ottava casa si scontra con Kanon. Milo lo colpirà con il suo colpo segreto Scarlett Needle, che procura un intenso dolore del tutto simili alla punta di uno scorpione, questo per mettere alla prova Kanon. Alla fine però Milo accetta Kanon come nuovo Saint di Gemini e suo alleato.
Intanto Saga, Shura e Camus hanno raggiunto la casa del cancro qui si trovano davanti a delle visioni degli inferi che si rivelano essere fatte da Shaka Gold della Vergine.
E sarà proprio lo scontro tra i tre gold risorti e Shaka nella casa della Vergine a essere il cuore di questa prima parte della saga di Hades. Shaka muore, dimostrando davvero d’essere il più potente fra tutti i Saint.
Qui mi fermo perché non vogliamo rovinare la storia a chi non ha ancora letto il manga o visto gli OAV.
La Storia del Santuario negli OAV è uguale a quella del manga, come già detto qui i veri protagonisti diventano i Gold Saint, i Bronze verranno messi un po’ da parte, ma torneranno ad avere un ruolo centrale nella seconda parte: Inferno, dove però avranno diversi alleati tra cui Kanon, Doko e gli altri Gold, ma anche Orfeo un Silver Saint della Lira che riprende in tutto e per tutto il mito del vero Orfeo mitologico, anzi ci si può chiedere se non sia davvero lui. Orfeo riprende l’idea del Saint che combatte attraverso la musica già visto nel primo film, poi con Mime e Sorrento di Siren. Avremo anche un colpo di scena su chi sia Hades in realtà, visto che Hades s’impossessa del corpo di un uomo puro di cuore quando va sulla terra per combattere Athena, ma più che una reincarnazione, sembra l’opera di un parasita.
Kurumada nel creare Hades ha fatto un’intensa ricerca sulle fonti mitologiche, ma si è ispirato soprattutto attraverso la Divina Commedia di Dante. Per noi italiani l’opera dantesca è qualcosa più o meno famigliare, perché ci viene insegnata a scuola o grazie alla forte presenza della cultura cattolica nel nostro paese, ma per un giapponese è molto difficile capire quest’opera sia nei suoi molteplici significati che nella forma in versi che risulta molto difficile da tradurre.
Oltre a Kurumada, solo Go Nagai con il suo Devilman e altre sue opere legate a questo personaggio ha parlato dell’opera dantesca, ma Nagai scenderà nei particolari della Commedia in una sua opera solo nel 94 con la sua versione manga, mentre l’autore dei Saints lo farà con molti anni d’anticipo. Kurumada dividerà il regno dei Hades nello stesso modo in cui è diviso l’inferno di Dante, con le stesse punizioni in base ai peccati, con le stesse creature mostruose come Cerbero, Minose o Caronte. In più il mangaka dice che hai comandi di Hades ci sono ben centotto Specter, (108 è il numero totale delle costellazioni).
È interessante notare la personalità di Hades, un Dio che ha ben poco a che fare con la sua versione mitologica. Hades viene raffigurato con un’armatura dotata di varie paia di ali che sembra riprendere l’immagine di Lucifero/Ryo in Devilman. Il Dio non risiede negli inferi, ma oltre il muro del Pianto che divide i luoghi del tormento dall’Elisio, lì si trova il corpo originale del Dio insieme a Hypnos, Dio del sonno e Thanatos, Dio della morte.
Nessun mortale può raggiungere l’Elisio, perché nessun mortale è immune dalle colpe, questo perché Hades odia gli esseri umani tanto che vuole tenerli lontani e farli soffrire anche dopo morti.
Il messaggio che ne viene fuori è fortemente in contrasto con il Cristianesimo che predica la beatitudine per i giusti e le punizioni per i malvagi; nell’inferno di Hades nessun uomo è talmente giusto per meritarsi il paradiso, ad eccezione degli Dei e tutti finiscono all’inferno anche per peccati molto piccoli.
Piccolo appunto sulla trama, Hades si rifà direttamente al manga e non alla serie TV, ecco la presenza di alcune discordanze tra la storia della serie classica e questi nuovi capitoli. Per esempio: Hyoga ritrova con un occhio solo, perso durante lo scontro con l’ex-amico Isaac di Kraken, Shiryu è cieco dopo aver battuto Chrysaor no Krisna. Nella serie TV le ferite dei due Bronze non sono gravi, a differenza degli OAV di Hades, dove Hyoga ha una benda bianca sull’occhio. Anche il carattere di Seiya è diverso, in Hades è un po’ più comico e fa battute tipiche di certi eroi degli anime.
I disegni della saga di Hades sono molto altalenanti, nella serie del santuario si nota molta Computer Graphics, spesso di pessima qualità, per lo più per gli sfondi, mentre è sempre d’alto livello i disegni di Shingo Araki, che non sembra a suo agio con una storia che tende troppo al gotico e al dark. Araki è da sempre un Character abituato ad animazione dai colori brillanti e dalle ambientazioni solari.
Anche l’animazione non è sempre di buon livello, migliora nel centro della storia per poi calare moltissimo negli OAV dedicati all’Elisio, forse il problema è nell’animare i protagonisti con indosso delle vesti divine. Le musiche vengono dalla serie tv, per lo più dalla parte di Asgard, e anche se molto belle ed evocative sono forse fuori contesto rispetto alla storia che viene raccontata.
