Un piccolo capolavoro Disney: PAPERMAN

papermanLa Disney ha voluto condividere con tutto il suo pubblico un piccolo capolavoro: Paperman.

Un giovane uomo solitario, il cui destino prende una piega inaspettata quando un incontro casuale con una bella donna, alla banchina della metropolitana , cambierà irrimediabilmente la sua vita, complice un foglio di carta che per il vento sbatte sul viso di lei, Un’occhiata, un sorriso, due labbra di rossetto impresse su una pratica del lavoro di lui. Poi lei sparisce in un vagone. Convinto di aver incontrato e allo stesso tempo perduto la donna dei suoi sogni, come succede nelle migliori commedie romantiche, il giovanotto ottiene una seconda possibilità, quando seduto alla scrivania del suo ufficio, volta lo sguardo verso una delle finestre e intravede la fanciulla all’interno del grattacielo sull’altro lato della strada. Con a disposizione solo una pila di fogli sulla sua scrivania, egli cercherà in tutti i modi di attirare le attenzioni della ragazza. E quando sembra che tutto sia perduto, eccolo lì il destino pronto a dargli una mano per far trionfare l’amore, come nelle migliori tradizioni.

Una storia, semplice, senza dialoghi di due sconosciuti che si incontrano, pochi minuti di puro romanticismo, un mix perfetto tra la favola in stile Disney e la commedia romantica, con le musiche composte per l’occasione, da Christophe Beck, le quali emozionano fortemente lo spettatore. Il corto è costruito in modo apparentemente semplice, animato in un superbo bianco e nero, con la piccola eccezione di alcune macchie di rossetto rosso intenso. A suo modo è un precursore, dove le tecniche di animazione più avanzate si fondono con lo stile della vecchia scuola dove tutta l’animazione veniva fatta a mano.

Opera prima dell’esordiente John Kahrs, in corsa agli Accademy Awards, come uno dei cinque migliori cortometraggi di animazione.

Come dicevamo prima in questo piccolo gioiello d’animazione c’è un sapiente uso sia di innovative tecniche digitali usando Meander, un nuovissimo software, che permette di disegnare sopra le immagini renderizzate al computer, sia della animazione in senso classico, i personaggi e gli sfondi sono stati realizzati con tecnica digitale e quindi su quelle forme sono stati inseriti a strati i disegni a mano, infondendo così alle immagini un look 3-D impossibile da realizzare con le tecniche d’animazione tradizionali della vecchia scuola; grazie a questa tecnica, Paperman guadagna quell’atmosfera retrò che lo rende un corto davvero indimenticabile. Questa un intervista dove il regista spiega l’utilizzo delle varie tecniche usate per la realizzazione di Paperman

Paperman, agli Oscar, dovrà vedersela con avversari molto agguerriti come Maggie Simpson in The Longest Daycare di David Silverman, (ne avevamo parlato qui) o Guacamole di PES un vero habitué di premi in campo di animazione, un premio però Paperman l’ha già vinto grazie alla diffusione integrale sul canale della Disney la condivisione sui social network è stata altissima, tanto da diventare uno dei filmati per il quale gli utenti di Facebook hanno fatto più share.

Last Update: Nonostante la concorrenza Paperman ha vinto l’Oscar, infatti l’Academy ha premiato il regista John Kahrs e lo splendido “Paperman” come miglior cortometraggio animato, ne parliamo più diffusamente qui, con un video della premiazione.

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