Da sempre i fumetti non solo una forma d’arte, ma sanno anche essere un ottimo mezzo per raccontare la storia, per fotografare ed illustrare uno spaccato della vita contemporanea o persino uno strumento di denuncia. In passato vi abbiamo parlato di diverse opere dedicate a personaggi storici (anche viventi) ed a fatti realmente accaduti e quest’oggi vi parleremo proprio di un fatto realmente accaduto descritto in maniera fedelissima da un manga, realizzato da chi ha visto e vissuto quella realtà.
La tragedia di Fukushima raccontata in un fumetto, un manga che descrive, in ogni minimo particolare, il disagio di chi vive a ridosso della centrale nucleare distrutta dal terremoto e dallo tsunami del 2011. L’autore è Kazuto Tatsuta, nome d’arte di un operaio che ha lavorato alla centrale che ha scelto l’anonimato per denunciare il dramma senza ripercussioni.”C’è una grande differenza tra quello che raccontano e quello che ho potuto vedere con i miei occhi – spiega Kazuto – non pretendo di detenere la verità assoluta però non penso di star facendo qualcosa di male nel raccontare ciò che ho visto, anche se è solo il mio punto vista personale”. Kazuto, dopo la tragedia, non ha esitato a indossare la tuta anti radiazioni per dare il suo contributo allo smantellamento della centrale. Ed è lì che presto vuole tornare. Per questo motivo ha deciso di usare uno pseudonimo per raccontare, da fumettista, la sua storia. “Non c’è bisogno di suspence o avventure – continua il disegnatore – ho solo descritto un luogo che è unico e affascinante. Storie ordinarie che sembrano straordinarie, anche se parlo solo della mia vita quotidiana, della mia esperienza come operaio, però penso che sia una storia interessante”.
Il manga, intitolato “Ichi-efi”, dapprima è stato stampato su di un settimanale con la tiratura di 300.000 copie e visto il successo riscontrato, consacrato anche da un premio vinto dal primo capitolo del manga come miglior storia, è stato successivamente stampato in volumetto con 150mila copie di tiratura andate letteralmente a ruba e Kazuto ha materiale a sufficienza per un secondo numero e lo stesso editore ha dichiarato di volerne fare una serie di successo. Anche se ora, la sua priorità, è tornare a fare l’operaio tra le rovine della centrale, infatti, aveva dovuto interrompere la sua attività d’operaio quando la sua esposizione alle radiazioni si è avvicinata al limite di legge annuale di 20 millisievert, ed è stato proprio durante questa pausa forzata che ha deciso di mettere giù nero su bianco quello che aveva subito.
Kazuto rischia il lavoro, infatti, la direzione della Tepco non permette ai propri dipendenti che si parli pubblicamente del loro lavoro, quindi se si venisse a sapere chi si cela dietro lo pseudonimo di Kazuto Tatsuta, di sicuro ci sarebbero delle conseguenze.
Tepco ha rifiutato direttamente ogni coinvolgimento nell’opera che non solo non approva, ma definisce come un libro come tanti. “È solo manga,” avrebbe detto il portavoce dell’azienda Koichiro Shiraki, che ha letto l’opera.
Al momento non sappiamo ancora dirvi se quest’opera travalicherà i confini giapponesi e se mai arriverà anche in Italia ma, come di consueto, continueremo a seguire molto da vicino gli annunci degli editori italiani e, non appena vi saranno altri ed ulteriori sviluppi, non mancheremo di tenervi aggiornati, quindi continuate a seguirci.
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