X-Men

¤ [Speciale Live Action] X-Men (2000)

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione americana realizzata nel 2000 ed il cui titolo è X-Men.


X-Men è un film del 2000 diretto da Bryan Singer. La pellicola prende ispirazione dall’omonima serie a fumetti edita dalla Marvel Comics, creata nel 1963 dallo scrittore Stan Lee e dal disegnatore Jack Kirby. Il film uscì nelle sale statunitensi il 14 luglio 2000, mentre nelle sale italiane il 27 ottobre dello stesso anno.

Il cast della pellicola è composto da: Hugh Jackman nei panni di Logan – Wolverine, Patrick Stewart che impersona il Professor Charles Xavier, Ian McKellen nel ruolo di Eric Lensherr – Magneto, Famke Janssen che interpreta Jean Grey, James Marsden nei panni di Scott Summers – Cyclops, Halle Berry che impersona Ororo Munroe – Storm, Anna Paquin nel ruolo di Marie D’Ancanto – Rogue, Tyler Mane nei panni di Sabretooth, Ray Park che impersona Toad, Rebecca Romijn-Stamos nei panni di Mistica, Bruce Davison che impersona Senator Kelly, Matthew Sharp nel ruolo di Henry Gyrich, Alex Burton che interpreta John Allerdyce – Pyro, Sumela Kay nei panni di Kitty Pride, Katrina Florece nel ruolo di Jubilee, Stan Lee che impersona il Venditore hot dog.

     

Polonia, 1944. In un campo di concentramento, durante la seconda guerra mondiale, un ragazzo di origini ebraiche di nome Erik Lehnsherr viene separato violentemente dai suoi familiari. Si tratta di un mutante, e la sua collera arriverà a contorcere il cancello di metallo che lo separa dalla madre, trascinata all’interno del campo. Erik, disperato, è trattenuto dai soldati nazisti.

Circa sessanta anni dopo, una ragazza di nome Marie conduce una vita serena e, nell’intimità della sua stanza, scambia il suo primo bacio con il suo ragazzo. Si scopre che è anch’essa una mutante, quando il ragazzo rimane quasi ucciso dopo aver toccato le sue labbra. Spaventata, decide di fuggire. A Washington, durante un congresso, il senatore Kelly cerca di far passare la legge sulla “Registrazione dei mutanti”, facendo notare quanto questi siano pericolosi per la civiltà potendo rimanere nascosti. Nonostante il parere contrario della dottoressa Jean Grey, la popolazione sembra supportarlo. Anche Erik Lehnsherr è presente al congresso e viene avvicinato dal professor Charles Xavier, che scopriamo essere un vecchio amico dell’ormai anziano Erik Lehnsherr che spiega a Xavier che prima o poi ci sarà una guerra tra mutanti ed esseri umani, ma lui, riuscito a sopravvivere agli orrori dei campi di concentramento, teme che possa accadere una situazione analoga. Intanto Marie arriva in Canada dove incontra in un bar l’ambiguo e solitario Logan, un mutante con capacità rigenerative e di far emergere degli artigli dalle proprie mani. I due fanno amicizia, ma vengono fermati da un energumeno di nome Sabretooth, che attacca Logan. L’arrivo di Tempesta e Ciclope mette in fuga il bestione e questi salvano sia Marie che Logan.

Logan, che viene soprannominato Wolverine (termine inglese per il ghiottone, grosso parente della martora e della faina tipico delle foreste del nord), si risveglia alla X-Mansion, una scuola privata per giovani mutanti, dove incontra il Professor Xavier; questi gli spiega di essere anch’egli un mutante, un potente telepate, e che ha costruito una scuola per “giovani dotati” allo scopo di insegnare ai ragazzi ad usare al meglio i propri poteri (anche dal punto di vista etico), tra i quali Marie soprannominata Rogue. Wolverine fa la conoscenza del gruppo degli X-Men, mutanti odiati da quegli esseri umani che loro stessi difendono: Scott Summers alias Ciclope, il leader del gruppo, che può emettere potenti raggi dagli occhi; Ororo Munroe alias Tempesta, che può comandare gli agenti atmosferici; Jean Grey, fidanzata di Scott, telepate e dotata di enormi poteri telecinetici di cui lei stessa ignora le potenzialità. Xavier spiega a Logan che c’è anche un gruppo di mutanti malvagi, conosciuto come la Confraternita, e di cui fanno parte Erik Lehnsherr alias Magneto, suo ex amico, che può manipolare i metalli; Victor alias Sabretooth, potente bestione primordiale; Mortimer Toynbee alias Toad, un ranocchio umano; Raven Darkholme alias Mystica, una mutaforma. Secondo Xavier, Magneto vuole qualcosa da Wolverine e chiede al mutante di combattere al fianco degli X-Men promettendogli di rivelargli tutto sul suo passato, di cui Wolverine non ha più memoria.

Il senatore Kelly viene rapito e portato nel covo di Magneto, dove questi gli mostra un macchinario, da lui ideato, che è in grado di trasformare gli umani in mutanti. Gli X-Men scoprono che la macchina di Magneto trasforma gli umani in invertebrati che muoiono nel giro di poche ore. Wolverine ben presto scopre che in realtà Magneto vuole Rogue per sfruttare il suo potere (di assorbire l’energia vitale degli esseri umani e i poteri degli altri mutanti) e dare energia alla macchina, tramutando milioni di persone nel centro di New York, tra cui tutti i potenti della Terra riuniti ad un Summit. Con l’aiuto di Tempesta, Jean e Ciclope, Wolverine giunge a Liberty Island, dove riesce a fermare Magneto e i suoi alleati, e a salvare Rogue.

Wolverine parte per Alkali Lake, luogo dove crede di poter trovare indizi sul suo passato, Mystica finge di essere il Senatore Kelly, che in realtà è morto per mano della Confraternita, mentre il Professor Xavier va a far visita a Magneto nella sua prigione.

Il primo albo della prima collana degli X-Men dal titolo X-Men, divenuta poi Uncanny X-Men, è uscito nel settembre 1963, prodotto da una collaborazione fra Stan Lee (ai testi) e Jack Kirby (alle matite), team creativo che aveva già dato vita ai Fantastici Quattro e a Hulk. I protagonisti della storia erano cinque adolescenti portatori di una particolare mutazione (gene X) nel DNA che li dotava di straordinarie facoltà, come quella di leggere nel pensiero o di volare.
I creatori della serie hanno ripreso l’idea alla base della Doom Patrol, gruppo della concorrente DC Comics: Stan Lee riesce a rendere l’idea di base ancora più accattivante abbassando l’età media del gruppo, composto per lo più da adolescenti, e sostituendo ai poteri ottenuti tramite incredibili incidenti, dei poteri ereditari, dovuti ad anomalie genetiche, le mutazioni. Alla base di queste modifiche c’è l’idea che i mutanti siano come gli adolescenti: si trovano in un mondo che non li accetta mentre il loro corpo e il loro fisico sono soggetti a trasformazioni che non riescono a comprendere. Il tempo premiò la scelta di Lee: gli X-Men ebbero molto più successo della Doom Patrol.

In origine Stan Lee avrebbe voluto chiamare il fumetto “I Mutanti”, ma gli fu risposto: «Chi sa cosa sono i “mutanti”?» Allora venne scelto il titolo “X-Men”. La X del titolo sarà poi ripresa dai vari gruppi mutanti formatisi successivamente.

Il gruppo originario degli X-Men venne riunito dal dal professor Charles Xavier, un mutante telepate di straordinaria potenza chiamato Professor X, presso la sua tenuta al 1407 di Graymalkin Lane a Salem Center, città della Contea di Westchester, per essere addestrato nell’uso dei propri poteri.
Tale gruppo era formato da Scott “Slim” Summers alias Ciclope, Henry “Hank” McCoy alias Bestia, Warren Worthington III alias Angelo, Jean Grey alias Marvel Girl, Robert “Bobby” Drake alias Uomo Ghiaccio; a questi si aggiunsero poi Calvin Rankin alias Mimo, Lorna Dane alias Polaris e Alex Summers alias Havok.

Lee e Kirby lavorarono sulla serie da loro creata per tre anni, introducendo personaggi come Magneto, Scarlet, Quicksilver e Toad, della Confraternita dei Mutanti Malvagi: i due lasciarono la serie nel 1966, sostituiti da Roy Thomas e Werner Roth, che lasciarono pochi anni dopo. Vari artisti, tra cui Jim Steranko e Barry Windsor-Smith, si alternarono ai disegni senza che ci fosse uno scrittore regolare, fin quando nel 1969 tornò ai testi Roy Thomas per i disegni Neal Adams. Con l’arrivo del nuovo team creativo regolare le vendite aumentarono, ma era troppo tardi: la Marvel aveva già deciso di chiudere la serie. La produzione di nuove storie terminò con il numero 66 del 1969 e la testata degli X-Men cominciò la ristampa delle vecchie storie, mentre i personaggi comparivano in altre serie, soprattutto l’Uomo Ghiaccio, la Bestia (che proprio in una di queste avventure comincia ad essere una bestia vera e propria, in seguito all’assunzione di un prodotto sperimentale) e il Prof X.

Nonostante non venissero prodotte da tempo nuove storie, la testata degli X-Men vendeva bene agli inizi degli anni 70. La Marvel decise di dare una nuova possibilità al gruppo di mutanti nel 1975, per mano degli autori Len Wein e Dave Cockrum, che produssero un numero speciale: Giant Size X-Men #1.
Per questo rilancio, i due autori decisero di approfondire la problematica della “differenza” – argomento portante della serie fin dagli esordi – sostituendo agli adolescenti un gruppo di mutanti adulti provenienti da parti diverse del mondo. Soprattutto questo secondo aspetto fu importante: erano stati introdotti personaggi di etnie diverse e con culture diverse.
I componenti di questo gruppo di X-Men “Tutti nuovi, tutti differenti” (come recitava lo strillo nella copertina del primo numero del nuovo corso) erano: Sean Cassidy alias Banshee, Piotr “Peter” Rasputin alias Colosso, Kurt Wagner alias Nightcrawler, Shiro Yoshida alias Sole Ardente, Ororo Munroe alias tempesta, John Proudstar alias Thunderbird e James Howlett, detto anche Logan, alias Wolverine.

Giant Size X-Men #1 racconta come il nuovo gruppo salva il vecchio gruppo, prigioniero sull’isola vivente di Krakoa. Al termine del numero i vecchi membri lasciano la scuola tranne Jean Grey e il fidanzato Ciclope, che diventa il leader del nuovo team.

Il numero speciale ebbe notevole successo, e col numero 94 la serie riprese a narrare le nuove avventure degli X-Men, per mano di Chris Claremont e Dave Cockrum, sostuito successivamente ai disegni da John Byrne. Il duo Claremont-Byrne crea alcuni degli archi narrativi più famosi della serie, come “La saga di Fenice Nera” e “Giorni di un futuro passato”, “Inferno”, e lo scrittore introduce nuovi membri nel team, tra cui Kitty Pride alias Sprite e Fenice, nuova identita` di Jean Grey.
Byrne, co-autore di molte storie, abbandona la serie nel 1981 desideroso di maggiore spazio nella creazione delle storie; Claremont rimarrà lo scrittore di Uncanny X-Men e di altre testate legate al mondo mutante come Excalibur e X-Factor fino al 1991, anno in cui abbandona la Marvel, lasciando il posto ad altri autori.

Negli anni 80 la serie vive il suo periodo d’oro. Claremont è apprezzato dai fan e dalla critica per il suo modo di scrivere, per il modo in cui approfondisce la psicologia dei personaggi e per gli elementi soapoperistici che introduce (parenti scomparsi e ritrovato, amori impossibili e sofferti, tradimenti e intrighi), affiancato da artisti del calibro di Paul Smith, John Romita Jr., Mark Silvestri e Jim Lee.
In questi anni Claremont mostra una formazione di X-Men tutta nuova: Tempesta, Anna Marie D’Ancanto alias Rogue, Wolverine, Colosso, Havok, Magneto, Longshot, Alison Blaire alias Dazzler, Elizabeth “Betsy” Braddock alias Psylocke, Forge, Remy LeBeau alias Gambit, Jubilation Lee alias Jubilee.

Spinto dal volere della Marvel di produrre nuove serie di quasi sicuro successo con protagonisti personaggi mutanti, nel corso degli anni Claremont crea due nuove testate: New Mutants nel 1983, che riprende la tematica dei primi numeri degli X-Men, coinvolgendo un team tutto nuovo di adolescenti alle prese con i loro nuovi poteri e Excalibur con Alan Davis alle matite nel 1988, serie ambientata in Inghilterra che coinvolge una squadra formata da alcuni membri degli X-Men e da mutanti inglesi; prende poi le redini di X-Factor, un team formato dai primi cinque X-Men che si adoperava per reinserire mutanti problematici all’interno della società.
Al termine degli anni ’80 il rilancio degli X-Men si era rivelata una operazione perfettamente riuscita: il fumetto ora era un blockbuster sempre in cima alle classifiche di vendita.

Nel 1991 Claremont lascia in occasione del lancio della nuova testata X-Men, di cui scrive i primi tre numeri. Per lanciare la nuova testata ne vengono chiuse altre, come X-Factor, per farne rientrare i membri tra gli X-Men e giustificare quindi la divisione in due squadre distinte che sarebbero state protagoniste delle due serie:
– la “squadra oro” di Uncanny X-Men composta da: Tempesta, a capo della squadra, Colosso, Uomo Ghiaccio, Jean Grey, Alfiere
– la “squadra blu” di X-Men composta da: Ciclope, a capo della squadra, Beast, Psylocke, Rogue, Gambit, Wolverine, mentre il Professor X, Jubilee, Banshee e Forge sarebbero rimasti alla base a gestire le operazioni.

Gli X-Men continuarono ad incrementare le loro vendite, ed ogni mese venivano lanciate nuova miniserie e maxiserie legate all’universo mutante, tutte spesso destinate ad avere poca fortuna (come le serie in singolo di Alfiere e Cable); vennero inoltre creati molti nuovi personaggi, che vennero quasi tutti presto dimenticati (Cecilia Reyes, Joseph, Marrow, Maggot), ad eccezione di qualcuno che invece ebbe successo, come Gambit e Jubilee.
Molti crossover continuarono ad essere prodotti, spesso nel periodo estivo, come la maxisaga “L’era di Apocalisse”, “Onslaught” e “Operazione: Zero Tolerance”.

Dopo il successo dei primi anni 90, l’alternanza frenetica di nuovi autori e la mancanza della maestria con cui Claremont gestiva tutte le trame e le saghe, portò il pubblico ad disaffezionarsi ai mutanti. Era necessario operare un nuovo rilancio sulle testate mutanti, che la Marvel sperava di compiera aiutata da Claremont, appena tornato.

L’evento “Revolution” avrebbe dovuto coinvolgere quasi tutte le testate mutanti: Claremont riprese i suoi personaggi e li divise in due squadre distinte, inserendo due nuovi personaggi: Tessa e Neal Sharra. Suo volere era quello di spiegare con calma un gap narrativo di circa sei mesi creato apposta nella continuity dei mutanti, ma dovette modificare i suoi piani perché gli fu imposto di riunire i due team, in modo da rendere accessibile la serie a chi avesse voluto avvicinarvisi dopo aver visto il film X-Men, uscito proprio nel 2000.

Poco dopo l’operazione Revolution, l’editore capo Bob Harras venne sostituito da Joe Quesada, che aveva altri progetti per l’universo-X: vennero chiuse molte serie e ne vennero lanciate altre, tra cui Weapon X, Exiles e una nuova serie dedicata a X-Force, che poi sarebbe diventata X-Statix. Claremont scelse di abbandonare le vecchie serie e di lavorare su una nuova testata dal titolo X-Treme X-Men, disegnato per i primi 24 numeri da Salvador Larroca e poi da Igor Kordey; Uncanny X-Men fu affidata a Joe Casey, mentre X-Men a Grant Morrison per i disegni di Frank Quitely, diventando New X-Men.

I team delle tre testate erano così suddivisi:
X-Treme X-Men: Tempesta, leader della squadra, Psylocke, Bestia, Sage, Thunderbird III, Rogue, Alfiere, Gambit, Shadowcat, Lifeguard e Slipstream;
New X-Men: Ciclope, Jean Grey, Wolverine, Emma Frost, Bestia, Xorn;
Uncanny X-Men: Nightcrawler, Fenomeno, Stacy X, Northstar, Jean-Paul Baubier, Husk, Paige Guthrie.

Una delle novità maggiori di questo periodo fu l’abbandono dei costumi tradizionali in favore di uniformi in kevlar, quasi militaresche, simili a quelle indossate nel film X-Men. La trasformazione fu proposta da Morrison, per fare un tono più realistico alle serie e segnare una rottura col passato.

Nel 2004 Grant Morrison lascia la Marvel per passare alla DC Comics dopo aver scritto due saghe catastrofiche in cui Magneto ritorna, distrugge la scuola e uccide Jean Grey, per poi essere ucciso da Wolverine. Quesada ne approfitta, decidendo che è il momento di un nuovo rilancio per le serie dell’universo mutante, che non vendono quanto dovrebbero.

Nasce così “X-Men ReLoad”, che corrisponde, come era stato per “Revolution”, ad un cambio team creativi sulle varie testate: X-Treme X-Men chiude e Claremont torna su Uncanny X-Men affiancato da Alan Davis, Chuck Austen passa insieme a Larroca su New X-Men, che torna ad essere X-Men; poco tempo dopo nasce la nuova testata Astonishing X-Men, sceneggiata dal famoso produttore e regista televisivo Joss Whedon e disegnata da John Cassaday, per mantenere tre serie mutanti dopo la chiusura di X-Treme X-Men; sulla testata di Wolverine arrivano Mark Millar e John Romita Jr..

Con questo nuovo rilancio gli X-Men tornano ai vecchi costumi, in alcuni casi ridisegnati per l’occasione come quello di Tempesta, Alfiere e Rachel Summers. Gli X-Men sono così suddivisi:
– il team di X-Men: Havok, leader della squadra, Gambit, Rogue, Polaris, Uomo Ghiaccio, Polaris, Fenomeno, Wolverine;
– il team di Uncanny X-Men: Tempesta, leader della squadra, Sage, Alfiere, Rachel Grey, Nightcrawler, Cannonball, Wolverine;
– il team di Astonishing X-Men, quasi tutti anche insegnanti: Ciclope, leader della squadra e preside della scuola, Emma Frost, Shadowcat, Colosso, Bestia, Wolverine.

A differenza di ciò che era stato nel corso degli anni ’90, le tre serie sono totalmente indipendenti l’una dall’altra, e spesso questo porta a palesi incongruenze e contraddizioni tra le varie testate. Il ReLoad fornisce l’occasione per lanciare anche nuove serie, come New X-Men: Academy X, Dostrict X, Excalibur; e` del 2005 la maxisaga House of M scritta da Brian Bendis che coinvolge Scarlet, Quiksilver e Magneto, e racconta di come la strega crei un mondo in cui la specie mutante domina sui umani, sotto la guida della famiglia reale di Magneto; la saga si conclude con la rottura dell’illusione, e la frase «Basta mutanti» pronunciata dalla donna, che porta direttamente al nuovo, ulteriore, rilancio dell’universo mutante.

Per volere di Scarlet, che ha il potere di alterare le probabilità, quasi tutta la popolazione mutante perde il gene X nel corredo genetico, col risultato che al mondo rimangono soltanto 198 mutanti (numero che aumenta poi nel corso dei mesi quando vari personaggi riacquisiscono in vari modi i loro poteri). Uno dei personaggi più importanti a perdere l’uso dei suoi poteri è proprio il Professor Xavier, che scompare dopo l’M Day.

Molte serie vengono chiuse, altre rilanciate, come la nuova X-Factor di Peter David e New Excalibur di Chris Claremont, e vengono lanciate alcune miniserie come “Generation M”, “X-Men: The 198”, “X-Men: Deadly Genesis”, che rivela che Xavier aveva assemblato un altro team per salvare i suoi allievi prima di quello presentato in Giant Size X-Men #1; questa squadra però aveva fallito la missione e tutti i membri erano morti. La rivelazione è fatta da Vulcan, il terzo fratello Summers che riprende vita grazie all’energia liberata dai mutanti che hanno perso i loro poteri nell’M Day.

Durante la saga “Civil War” nel 2006 gli X-Men si dichiarano neutrali, anche se segretamente, sono schierati contro la registrazione.

In seguito agli eventi narrati in “Civil War” e “Genesi Letale” gli X-Men si divideranno in queste squadre:
– gruppo dell’istituto o “immagine”: Ciclope, Emma Frost, Bestia, Kitty Pryde, Colosso, Wolverine;
– gruppo in missione per fermare Vulcan: Havok, Charles Xavier, Polaris, Marvel Girl, Warpath, Nightcrawler;
– gruppo di X-Men guidati da Rogue: Sabretooth, Mystica, Lady Mastermind, Cannonball, Uomo Ghiaccio, Cable.

Dopo House of M molti mutanti della scuola hanno perso i loro poteri ed Emma Frost ha selezionato un gruppo di studenti mutanti per addestrarli come nuovi X-Men.
La squadra è composta da: X-23, Surge, Satiro, Dust, Rockslide, Elixir, Mercury, Prodigy, Anole, Pixie.

In Italia, fino al 1989, le serie degli X-Men furono pubblicate in appendice ad altre collane, come per esempio L’Uomo Ragno (Star Comics).

Successivamente, la Play Press decise di pubblicare una testata personale di Wolverine (con, in appendice, le avventure di Excalibur) e, pochi mesi dopo (nel 1990), la Star Comics iniziò a pubblicare la testata Gli Incredibili X-Men dedicata esclusivamente al gruppo mutante.

Con la nascita, nel 1994 di Marvel Italia, le due testate cominciarono ad essere pubblicate sotto la nuova etichetta. Nel 1995 nasce poi X-Men Deluxe, contenitore delle varie serie speciali pubblicate in America.
La Panini Comics dedica ad oggi 3 testate regolari agli X-Men:
Gli Incredibili X-Men, che pubblica le storie delle testate Uncanny X-Men e X-Men, e alcune volte delle miniserie su membri del gruppo in appendice o storie tratte da X-Men Unlimited;
Wolverine, che pubblica le due serie personali di Wolverine, di Mystica e di Nightcrawler, di New Excalibur e varie miniserie, come Son of M;
X-Men Deluxe, che pubblica varie serie e miniserie tra cui Astonishing X-Men, Exiles, X-Factor, “New X-Men”, “Phoenix End Song – L’Ultimo Canto Di Fenice”, “X-Men: Deadly Genesis” a cui si affiancano molte iniziative speciali, come volumi e serie limitate.

A queste collane si affianca nel 2001 Ultimate X-Men, la versione Ultimate dei mutanti. Come tutte le serie Ultimate anche questa è ambientata in una dimensione parallela, in cui i personaggi sono versioni più giovani dei personaggi classici, da cui in alcune occasioni differiscono per alcune caratteristiche sia fisiche che caratteriali.

Come tutti sapranno, la pellicola è arrivata anche in Italia e gli ottimi risultati conseguiti al botteghino hanno sicuramente facilitato l’uscita in Home Video con ben due edizioni in DVD una del 2001 che presentava l’edizione cinematografica della pellicola ed una seconda edizione, a distanza di poco tempo che presentava un’edizione estesa della pellicola con un disco in più per contenere i ricchi contenuti Extra. Nel 2011 è arrivata anche l’edizione Blu Ray tutt’ora disponibile e facilmente reperibile nei vari shop online presenti in rete.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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