Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione francese realizzata nel 1992 ed il cui titolo è Tartarughe Ninja 3.
La pellicola di Tartarughe Ninja 3 è il sequel di Tartarughe Ninja 2 – Il segreto di Ooze. (1991) che a sua volta era il seguito di Tartarughe ninja alla riscossa (1990). Anche questo lungometraggio è tratto dai personaggi creati da Kevin Eastman e Peter Laird.
La regia della pellicola è stata curata da Stuart Gillard, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico canadese, famoso per aver diretto film come Tartarughe Ninja III (1993), Come ho conquistato Marte (1997) e Creatura (1998). Egli ha inoltre scritto e diretto nel 1982 il Film romantico Paradise, suo debutto alla regia.
Il cast della pellicola è così composto: Mark Caso nei panni di Leonardo, Matt Hill che interpreta Raffaello, David Fraser che impersona Michelangelo, Jim Raposa nel ruolo di Donatello, Paige Turco nei panni di April O’Neal, James Murray che interpreta Splinter.
Michelangelo, Raffaello, Donatello e Leonardo – le quattro tartarughe ninja su cui nelle fogne di New York vigila il topone Splinter a causa di uno strano oggetto di antiquariato orientale – qualcosa fra lo scettro e il lanternone – acquistato dalla loro amica giornalista April O’Neil vengono coinvolti in incredibili eventi. April si dissolve nell’aria, mentre davanti ai loro occhi si materializza Kenshin principe giapponese del ‘600, figlio del bellicoso Norinaga signore di un feudo, che ha mosso una ingiusta guerra ad una vicina provincia, in ciò aiutato da un mercante inglese (il capitano Dirk Walker) e, poiché l’oggetto misterioso è scomparso (ora si trova nel feudo di Norinaga), le quattro tartarughe devono fare un viaggio arretrando nel tempo al XVII secolo per recarsi nelle terre del feudatario. Con loro si trova April, ritenuta strega o spia, mentre quattro sacerdoti per 60 ore resteranno a New Yok, scambiandosi con le quattro tartarughe e mentre lo stesso Kenshin – principe buono a differenza del padre – farà compagnia a Splinter. I quattro debbono riportare a casa la loro amica giornalista, a dispetto delle diavolerie dello scettro. Da qui ostacoli e peripezie, anche perché nel feudo c’è la principessa Mitsu (amata da Kensin), postasi a capo di ribelli in lotta contro Norinaga.
Con questo terzo film la saga cinematografica si scinde completamente dal fumetto, assumendo quasi per intero le caratteristiche allegre dei cartoni animati in voga in quel periodo. Nonostante questi cambiamenti e il buon successo commerciale, il film è stato negativamente accolto da critici e fan, al punto da comprometterne il futuro della saga cinematografica.
Apparso in Italia durante i primi anni Novanta grazie alla Granata Press, il fumetto di Eastman e Laird viene interrotto dopo pochi numeri per via delle scarse vendite. Oggi, grazie alla 001 Edizioni (coraggiosa casa editrice torinese, alla quale si deve anche la recente pubblicazione in volume dei leggendari fumetti horror e di fantascienza E.C. Comics, nonché l’arrivo nel nostro paese di alcuni manhua, fumetti cinesi realizzati da autori come Zhang Xiaoyu che, nel volume Il Volo, crea un adattamento di un racconto di Isaac Asimov), quelle storie tornano a essere pubblicate all’interno di una collana di sei volumi, che, fin dal primo numero, riserva numerose sorprese ai fan italiani delle Tartarughe. Le storie sono in bianco e nero, disegnate con un tratto molto grezzo e sporco, che ben si adatta agli ambienti degradati e metropolitani in cui si svolgono le violente vicende narrate dal fumetto. Per loro stessa ammissione, Eastman e Laird si rifanno ad alcune celebri storie disegnate da Frank Miller (in particolare la sua prima miniserie di Wolverine ambientata in Giappone, il suo lungo ciclo del supereroe Devil/Matt Murdock e la sua serie Ronin), ma anche ad altri celebri personaggi (Casey Jones costituisce una sorta di omaggio/parodia di Frank Castle/The Punisher, il vigilante creato dalla Marvel), famosi per le loro storie violente. Infatti, gli elementi principali che differenziano il fumetto di Eastman e Laird dalla serie animata, sono proprio la violenza e la presenza del sangue (il fumetto era rivolto ad adolescenti, non ai bambini).
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La pellicola arrivò anche in Italia sia al cinema che in tv con diversi passaggi televisivi, e successivamente è sbarcata anche nel mercato dell’Home Video italiano uscendo prima in formato VHS e, lo scorso anno, è uscita anche in formato DVD, supporto che attualmente risulta essere introvabile, il che è un vero peccato visto che la pellicola ha un certo seguito. Allo stato attuale non siamo in grado di dirvi se e quando la pellicola verrà proposta anche in versione Blu Ray.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!
