Per il nostro consueto appuntamento settimanale con lo speciale dedicato ai Live Action tratti da anime e manga, vi parleremo di MPD Psycho, una miniserie televisiva in sei episodi del 2000, diretta dal grande Takashi Miike e con Naoki Hosaka / Kazuhiko Amamiya – Yôsuke Kobayashi – Shinji Nishizono, Tomoko Nakajima / Machi Isono, Ren Osugi / Tooru Sasayama, Sadaharu Shiota / Masaki Manabe, Yoshinari Anan / Kikuo Toguchi, Rieko Miura / Chizuko Honda – Chizuko Kobayashi, Lily / Yôko Yamamoto, Nae Yuuki / Tomoyo Tanabe, Tomonori Masuda / Tatsuya Ueno, Fujiko / Mami Sasayama – Tooru’s wife.
La miniserie è tratta dall’omonimo manga (Tajuu jinkaku tantei saiko – Amamiya Kazuhiko no kikan.) scritto da Eiji Ootsuka e disegnato da Shōu Tajima nel 1997 dal ed è stata trasmessa dall’emittente televisiva satellitare WOWOW, quindi presentata nel 2003 al Cormayeur Film Festival. In Italia è stata trasmessa dal canale satellitare Zone Fantasy ed è stata distribuita in DVD dalla Dolmen. Una delle particolarità di questa miniserie consiste nell’essere stata realizzata interamente in digitale, cosa decisamente innovativa per l’epoca.
Nella miniserie troviamo il detective Yousuke Kobayashi, attivo nella squadra omicidi di una non precisata metropoli giapponese, è sulle tracce di un pericoloso serial killer, Shinji Nishizono. Il folle, mutila orrendamente la fidanzata di Kobayashi e, tenendola in vita tramite tubi e insuline, la spedisce per posta in un pacco al poliziotto che, alla vista dell’orrendo torso umano che è diventata la donna amata, impazzisce e uccide Nishizono. L’evento lo porta a essere imprigionato, ma gli causa una ancor più strana trasformazione. Nella mente di Kobayashi compare la personalità della sua vittima, l’assassino Shinji Nishizono e quella di un’altra figura fino ad allora sconosciuta: Kazuhiko Amamiya, che si rivela essere un infallibile criminal profiler. Dopo alcuni anni, in città sembra essere scoppiata un’assurda follia omicida e una serie di serial killer infesta le strade, tanto che la polizia chiede l’aiuto di Yousuke Kobayashi, o meglio della sua personalità in quanto Kazuhiko Amamiya. L’indagine su diversi casi porterà alla luce la presenza di diverse persone, tra vittime e carnefici, con un codice a barre impiantato in un occhio e al misterioso collegamento con un movimento terroristico che negli anni 70 fu capitanato dalla rockstar Lucy Monostone, ormai defunto. Gli ingranaggi di un disegno più grande si celano dietro una serie di vicende dense di mistero e perversione.
Episodio 1 – “Memoria del peccato e fiori fluttuanti”:
Katsuhiko Amamiya uccide Shinjii Nishizono, l’uomo che assassinò la sua donna, e ritorna ad essere Yosuke Kobayashi. Ma i suoi giorni tranquilli, lavorando in un negozio di fiori con la nuova moglie, finiscono quando Machi Izono ritorna e una serie di omicidi cominciano ad avvenire in città. L’incubo che pensava fosse finito ritorna quando Shinji Nishizono, che si riteneva fosse morto, torna ad uccidere.
Episodio 2 – “Come Costruire il Mondo”:
Dopo essere rientrato in polizia, Katsuhiko Amamiya dà la caccia a Shinji Nishizono, che pare aver rapito sua moglie, Chizuko. La serie di omicidi di donne incinte è straordianriamente simile a quella di 5 anni prima e Katsuhiko Amamiya ricorda che si tratta del modus operandi di Tomoyo Tanabe. Ma c’è un circolo vizioso che dimostra che dentro di sè conosce la vera natura di questi omicidi.
Episodio 3 – “La vita ha sempre una struttura a doppia elica”:
Ci sono state diverse sparatorie nei licei. Katsuhiko Amamiya e il suo gruppo realizzano che c’è un’incredibile incidenza di portatori del codice a barre tra gli adolescenti. Dopo aver scoperto che dietro il fenomeno c’è un progetto nazionale chiamato “P-Net Plan”, Amamiya si infiltra in una scuola come insegnante part-time. Lì incontra la docente che fa il lavaggio del cervello agli studenti.
Episodio 4 – “Formiche Schiacciate”:
Hisashi Shimazu è un ragazzo che scrive dei numeri su dei pezzi di cadavere e organizza un’agonizzante partita a bingo. Il suo comportamento è causato dal codice a barre che scatena i suoi più bassi desideri. Dopo essere diventato un suo alter ego speciale, cerca di scappare dalla città ma deve vedersela col suo vero io.
Episodio 5 – “L’incoronazione maledetta del re”:
I corpi dei portatori di codice a barre cominciano a prendere fuoco uno dopo l’altro. Katsuhiko Amamiya e gli altri decidono di confinare Nishizono in un’area ristretta dell’ospedale, ma c’è l’intenzione di creare una trappola. Cosa vede Amamiya nell’ospedale dove si trova sua moglie circondata dalle fiamme? E un’altra personalità, Lolita C, si manifesta…
Episodio 6 – “La divisione tra esseri umani e anime che ascendono al cielo”:
Il vero colpevole scompare da Katsuhiko Amamiya. Ma Amamiya parte al suo inseguimento come spinto da una forza irresistibile, lasciando Toru Sasayama. Quando tutto sembra non essere mai successo a causa del piano di insabbiamento del governo, Sasayama scopre dove ci sarà il prossimo disastro e capisce che se l’era di Showa finisce, finiranno anche i disastri. E’ rimasta solo la figura di Manabe per far ritornare la memoria e scoprire la verità.
La miniserie parte dalla trama originale del manga, ma se ne discosta subito, preferendo una narrazione autoconcludente, dato che il manga è tuttora in prosecuzione. Ne deriva che il triplice ruolo di Kobayashi/Amamiya/Nishizono è interpretato dal medesimo attore Naoki Osaka, e che la trama, a differenza del manga, segua principalmente la sua storia.
Il manga viene citato in una sequenza del primo episodio, in cui Sasayama legge l’opera di Ootsuka, lamentandosi della continua violenza presente nei manga e quindi gettandolo in un cestino per rifiuti.
Takashi Miike ha inserito nella miniserie soluzioni registiche insolite per un prodotto televisivo: inserti di anime, una pioggia elettronica verde creata digitalmente, scenografie surreali e claustrofobiche che fanno si che la miniserie sia di un livello decisamente superiore rispetto a tutti gli altri prodotti dello stesso genere.
Il taglio registico cinematografico, la bellezza della storia originale, un cast di livello superiore per una miniserie rendono questo prodotto molto interessate e visto che stiamo parlando anche di uno dei pochi Live Action ad essere stati distribuiti anche in Italia, l’averlo è senza dubbio un passaggio obbligato per ogni appassionato che si rispetti, per non parlare che potrebbe diventare anche un pezzo da collezione vista la scarsa distribuzione che hanno titoli di questo tipo.
Purtroppo anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, prima di congedarci da voi, vogliamo darvi appuntamento alla prossima settimana per un’altra puntata del nostro speciale dedicato ai Live Action Tratti da Anime e Manga, quindi continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!