[Speciale] Live Action Movie (parte 15)

Siamo giunti, come di consueto, al nostro appuntamento domenicale con lo speciale dedicato ai Live Action tratti da Anime e Manga. Come avrete certamente notato, sono veramente pochi i film giunti anche in Italia. La maggior parte di essi è destinato all’anonimato ed all’oblio ed in certi casi è veramente un mistero come titoli ispirati ad anime e manga “Famosissimi” restino al di fuori della distribuzione Italiana. È il caso del film che vi presentiamo oggi.

Si tratta di un film del 1995 prodotto negli Stati Uniti d’America dal titolo Fist of the North Star, ma tutti quanti lo conosciamo col titolo di Hokuto no Ken. Il film della durata di 103 minuti vanta la regia di Tony Randel alternativamente chiamato Anthony Randel.

Questa settimana spenderemo un po’ di tempo in più per parlarvi di questa che è a tutti gli effetti una produzione Hollywoodiana in piena regola. Cominciamo dal regista che in realtà è anche uno sceneggiatore e montatore statunitense famoso per aver diretto film come Hellraiser II Prigionieri dell’inferno, Amityville, e Intrigo a Berlino tra i tanti e come sceneggiatore di film come Godzilla, Hellraiser III Inferno sulla terra ed ovviamente anche del film che vi presentiamo quest’oggi.

Se la regia vi sembra già di un livello superiore rispetto alle trasposizioni in Live Action che abbiamo presentato fino ad ora, aspettate di leggere i nomi degli attori che compongono il cast, vi sorprenderete a leggere dei noi a voi familiari, quindi senza ulteriori giri di parole eccovi il casta del film composto da: Gary Daniels (Kenshiro), Malcolm McDowell (Ryuken), Costas Mandylor (Shinn), Isako Washio (Julia), “Downtown” Julie Brown, Dante Basco, Nalona Herron, Melvin Van Peebles, Chris Penn, George Kee Cheung, Kevin Arbouet, Clint Howard, Tracey Walter, Rowena Guinness, Leon White, William L. Nagle, Andre Rosey Brown, Michael Charles Friedman, Paulo Tocha, Nils Allen Steward.

Vediamo come ci viene raccontata la storia in questo lungometraggio. Si comincia con la voce di Ryuken (il grande Malcolm McDowell) che racconta di come, dopo la guerra, la Croce del Sud prese il potere, instaurando un clima di terrore e morte. Ken il predestinato rifiutava il proprio compito, vagando solitario nel deserto. Quando un gruppo di bikers della Croce del Sud (comandati da Chris Penn) assale un paesello (in cui vivono Burt e Lynn) Ken capisce che è venuto il momento di combattere Shinn, liberare Julia e vendicare la morte di Ryuken.

Il film ripercorre i primi 10 capitoli del fumetto (la lotta tra Ken e Shinn per Julia), ma la storia è talmente semplificata da risultare stravolta, anche se ci sono elementi presi in maniera abbastanza fedele dal fumetto, la storia dei semi di riso, ad esempio, e il flashback su come Shinn abbia fatto le 7 cicatrici a Ken sono identici al fumetto.

Differenti dal manga originale risultano invece molti personaggi: Shinn è bruno invece che biondo, Lynn è cieca anzichè muta, Burt è ridotto ad un giapponese con i capelli ossigenati, Julia non è proprio attraente come ce la si aspettava e risulta completamente stravolto anche il finale, con il lieto ricongiungimento fra Ken e l’amata Julia “sul trono del mondo”, mentre chi conosce la saga originale, sa che le cose sono finite ben diversamente.

La raffigurazione del mondo di Hokuto è quello che sicuramente resta più impresso nella mente dello spettatore. Il colore predominante è il marrone sabbia, con un po’ di grigio qua e là. E questo non aiuta di certo, perché l’atmosfera generale risulta troppo triste, troppo apocalittica per poter essere paragonata a quella che ci ricordiamo. Certo, in effetti questa è una ambientazione apocalittica, in fondo la storia si svolge dopo una guerra mondiale che ha distrutto il mondo, ma se vi ricordate la voce fuori campo dell’inizio del cartone animato diceva “…Ma la razza umana era sopravvissuta”, e questo bastava a rendere meno oppressiva la situazione. Qui invece la voce di Ryuken ci avvisa che il Caos regna sovrano, ma questa non è la cosa peggiore: i malvagi (la Croce del Sud) comandano ed il salvatore del mondo si fa allegramente gli affari suoi, al maestro dei buoni il capo dei cattivi spara nella prima scena, e un temporale di piogge acide spaventa un gruppo di sfigati.

Effettivamente il manga risulta essere più “cupo” dell’anime, ma Ken, anche se all’inizio cercava di evitare il proprio destino, aveva uno spessore morale da cui quello del film è lontano anni luce. Quando si ambienta un film in una situazione del genere le scenografie rivestono sempre grande importanza, ma quelle create qui da Clark Hunter sono talmente finte da sembrare finte. La torre di Shinn sembra una versione dell’Empire State Building costruita da un malato di mente, e le poche cose che si vedono del villaggio di Paradise Valley sembrano proprio essere sagome bidimensionali.

Ken è essenzialmente un combattente di arti marziali, nonostante la scuola di Hokuto sia un po’ diversa dal normale Karatè, quindi le scene di lotta sarebbero dovute essere abbastanza importanti, nell’economia del film. Invece i combattimenti sono pochi e pure brutti. Una di quelle cose che in un film sono ridicole è il modo in cui Ken combatte. Se il film fosse stato meno serioso avremmo potuto accettare di vedere un uomo che si ritrova la mascella notevolmente fuori posto dopo un calcio, o la testa che gli si gonfia a dismisura, fino ad esplodere, ma in questo film sembrano fuori posto.

La cosa peggiore, poi, è il “Sacro Colpo dei Cento Pugni Devastanti di Hokuto”. Sia chiaro, nessuno qui dice il nome delle tecniche, e nessuno nomina i mitici “Tsubo”, ma il colpo è quello. Ora: immaginatevi un tizio alto un paio di metri ed un altro, più piccolo di almeno 20 centimetri, che gli sfiora il petto con dei leggeri buffetti, poi, d’un tratto si volta e se ne va e la testa del gigante e splode. Roba da cartone animato.

Appunto. Se ci aggiungiamo il fatto che tutta la scena è stata ripresa come peggio non si potesse potete ben capire che il risultato sia disgustoso. Persino il momento in cui Ken si volta e pronuncia la sua mitica frase, “Sei già morto!”, non riesce a suscitare particolari emozioni. Il combattimento finale tra Kenshiro e Shinn, poi, rivaleggia in bruttezza con uno qualunque de “Il ragazzo dal kimono d’oro”. E pensare che con una solida storia, un personaggio interessante ed una buona realizzazione tecnica anche David Carradine era sembrato essere un maestro d’arti marziali nel bel telefilm “Kung-Fu”, qualche annetto fa.

Ma ci sarà pure qualcosa di buono in questo film, no? In effetti devo dire che la prima scena non è male, più per quello che si sente che per quello che si vede, però. Il tema musicale dei titoli di testa, composto da Christopher L. Stone, non è niente male, ma sembra qualcosa di già sentito, forse assomiglia a quello di “Speed”. Comunque vediamo un villaggio desolato e spazzato dal vento, mentre la voce di Ryuken ci aiuta ad entrare benissimo nell’atmosfera post-atomica: “Tutti gli avvisi erano sensati. Tutte le predizioni si sono avverate. Il Caos regna! Ma questa non è la cosa peggiore. Ciò che una volta era l’insegna di una onorabile scuola d’arti marziali, la Croce del Sud, è ora il temuto simbolo di un nuovo sovrano. L’Orsa Maggiore [North Star, in inglese], simbolo dell’unica altra scuola sopravvissuta, è l’unica speranza della libertà. Oh Kenshiro, figlio mio, capisco la tua rabbia, conosco il tuo conflitto interiore. Come puoi vagare nel deserto quando il mondo attende che tu combatta l’oppres sore? Come puoi fuggire il tuo destino?”. Poi ci viene mostrato il momento della morte di Ryuken, da parte di Shinn. “Non insultarmi, Shinn. Fammi almeno vedere il tuo viso” – “Immagino che la mia missione ti sia altrettanto chiara che la mia identità, vecchio” – “Si, ma io sono il Simbolo dell’Orsa Maggiore e tu sei un Maestro della Croce del Sud…” – “Io sono il Maestro della Croce del Sud!” – “Orsa Maggiore e Croce del Sud non devono mai combattere. Questo è l’insegnamento” – “Questo non è un combattimento, è un’esecuzione!”.
E poi Ryuken torna a narrarci la situazione: “Nel giro di un anno la Croce del Sud era diventata la forza più potente del nuovo mondo, rinforzata da un esercito irregolare, i Crossmen. Dall’alto del suo trono Lord Shinn osserva la città, sognando il suo impero. 200 Miglia più a Nord gli abitanti di Paradise Valley scavano le rovine di un mondo distrutto alla ricerca di cibo e tentando di proteggere il loro bene più prezioso: l’acqua”.
Forse come introduzione è un po’ troppo lunga (più di 10 minuti), ma è sicuramente la cosa migliore di tutto il film. In definitiva dobbiamo dire che l’unico e vero difetto di questa pellicola è quello di voler condensare in soli 103 minuti troppi elementi narrativi, troppi personaggi, troppi eventi e questo è decisamente troppo poco per il mito di Ken che per sua natura e sua struttura avrebbe richiesto, a nostro avviso, almeno una trilogia cinematografica e questo di sicuro avrebbe forse contribuito ad alzare anche il livello qualitativo degli scenari e delle scenografie.

Lo spazio a nostra disposizione si è esaurito qui ed anzi questa settimana lo abbiamo dovuto raddoppiare, del resto parlando di Ken il Guerriero è impossibile non fare una tesi di laurea, ma anche se dobbiamo fermarci qui, lo facciamo regalandovi un’ultima chicca. Questo NON è l’unico live action di Ken il guerriero, ma di questo parleremo a suo tempo.

Per il momento ci limitiamo a dirvi che il nostro appuntamento con i live action tratti da anime e manga è per domenica prossima con un altro interessantissimo titolo, quindi se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!


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