[Speciale] Live Action Movie (parte 13)

Rieccoci nuovamente al nostro immancabile appuntamento settimanale con i Live Action tratti da anime e manga. Quest’oggi parleremo di un personaggio che ha ispirato più di un manga, quattro serie tv (anime), sei film (anime) ed ovviamente il film che recensiremo quest’oggi e tutti questi prodotti, live action compreso, sono arrivati anche in Italia.

Come avrete capito dalle immagini, stiamo parlando di City Hunter, il cui film in Live Action risale al 1993, girato tra Hong Kong, Stati Uniti d’America e Giappone. Il film, della durata di 105 minuti vanta la regia di Jing Wong ed è interpretato dal mitico Jackie Chan nel ruolo di Ryo Saeba, Joey Wong, Chingmy Yau, Richard Norton, Gary Daniels.

In questa pellicola troviamo un giovane Jackie Chan che interpreta il detective playboy Ryo Saeba nell’adattamento dal vivo delle sue avventure comiche dalla popolare serie di manga/anime giapponese. Quando viene chiesto a Ryo di fare da guardia del corpo alla figlia di un ricco proprietario di una ditta di autotrasporti, Shizuko, finisce col ritrovarsi su di una lussuosa nave da crociera tenuta in ostaggio da un gruppo di terroristi internazionali. Con l’aiuto della sua assistente smartellante, Kaori, deve salvare Shizuko, i ricchi passeggeri ed in più tutte le belle donne che riesce a raggiungere.

Il film è tratto dal celebre manga City Hunter di Tsukasa Hojo. City Hunter ha un cast di tutto rispetto, che include Joey Wong (A Chinese Ghost Story), e Chingmy Yau (Naked Killer), e con la partecipazione di Richard Norton (Mr. Nice guy) e Gary Daniels (Fist of the North Star, tanto per rimanere in tema di live action). In una scena di combattimento Jackie and Daniels sono trasformati in personaggi del videogame di Streetfighter 2!

Jackie Chan si affida a Wong Jing, il re dell’exploitation di Hong Kong, con l’intento di insistere sul suo lato comico e di ridare nuova linfa alla componente action, con tanto di coreografie di Ching Siu-tung. L’esito si rivela disastroso, benché non al botteghino, e porterà a notevoli dissapori tra il divo e il regista, ambedue insoddisfatti della collaborazione. Semplicistico e stereotipato (se non ai limiti del razzismo puro e semplice, specie quando ha a che fare con cattivissimi gweilo neri e caucasici), City Hunter si propone di fondere la rozzezza tipica della parodia di Jing – sempre al limite tra il politicamente scorretto e il greve tout court – con le esigenze dell’action movie e di una star come Chan, guarnendo il tutto con bellezze a iosa prese dallo star system di HK.

Sfilano così attrici anche capaci, come Chingmy Yau (Hold You Tight) o Joey Wong (Storia di fantasmi cinesi), ridotte al ruolo poco più che decorativo di donne del protagonista, autoironico womanizer incarnato da Jackie Chan. L’esagerazione fumettistica di scenografie e narrazione deriva certamente dalla volontà di trasporre lo spirito dell’omonimo manga originario (qui Jackie infatti veste gli insoliti panni di un giapponese), ma il meccanismo si inceppa in continuazione nel momento in cui le variabili in gioco aumentano e la bulimia di colpi di scena ha la meglio su Jing.

Tra gli estenuanti duelli, spesso intrisi di momenti slapstick (tipici di Jackie Chan), si segnalano l’omaggio al Bruce Lee de L’ultimo combattimento di Chen e la delirante sequenza ispirata dall’arcade game Street Fighter, immancabile nelle sale giochi di fine anni ’80, nel quale Jackie può gigioneggiare a piacimento da autentico clown.

Quanto detto sopra non deve spaventare chi non ha mai visto la pellicola o chi si accosta per la prima volta al manga, infatti, City Hunter è un manga esilarante che fa letteralmente morire dalle risate trasformato in un film, pieno dell’azione con un Jackie Chan capace di soddisfare sia i fan dell’anime che quelli di Chan, ma che forse potrebbe far storcere il muso ai puristi del manga che non ammettono contaminazioni, ma per il resto si tratta di una pellicola che è e resta un film “ispirato” ma non fedele al manga originario e come tale va visto.

Tornando un attimo al manga, City Hunter è un popolare manga giapponese degli anni ottanta e novanta, scritto e disegnato da Tsukasa Hōjō, poi divenuto anche un anime di notevole successo anche al di fuori del Giappone.

La storia racconta le avventure di Ryo Saeba e Kaori Makimura, che insieme formano City Hunter, un gruppo indipendente, che agisce nell’ombra e che può essere assoldato come guardia del corpo e investigatore privato. Il fumetto non segue una trama precisa ma sono una serie di casi uno dopo l’altro che scoprono piano piano il passato e le relazioni tra i personaggi.

Il manga è un misto di azione, avventura e humour ed ha avuto un notevole successo in Giappone, Stati Uniti, Francia ed ovviamente anche in Italia.

Il successo ha convinto Hōjō a produrre uno spin-off: Angel Heart, in cui, pur comparendo quasi tutti i protagonisti di City Hunter, l’ambientazione diventa un universo parallelo in cui alcuni eventi si sono svolti differentemente.

Come accennavamo in apertura, il manga è stato pubblicato in Italia con ben due distinte edizioni, la prima ad opera della Star Comics sulla testata Starlight dal gennaio 1996 al marzo 1999, per un totale di 39 numeri ed i primi volumi erano di dimensioni minori dei corrispettivi giapponesi.

La seconda fu invece pubblicata a partire dal 7 ottobre 2010, edita dalla Panini Comics all’interno della collana PlanetManga. L’edizione si differenzia da quella precedente della Starlight perché alcune pagine (solitamente le prime di ogni episodio) sono presentate a colori che sfumano poi verso i toni del rosso e infine all’originaria scala di grigi, e per non irrilevanti differenze di traduzione: ad esempio per le immancabili erezioni di Ryo è stato scelto di mantenere l’originale “mokkori” (che nella lingua giapponese per tale situazione ha una valenza assai buffa), mentre la Starlight lo traduceva con buon effetto ilare in “driz”. Nell’edizione Panini, anche le onomatopee e i suoni ambientali non sono stati tradotti, per cui gli spari, il fruscio del vento, i rumori di strada ecc. nelle vignette si riducono a dei meri ideogrammi che i lettori italiani non conoscitori dell’idioma nipponico difficilmente possono comprendere.

Ritornando al film, dicevamo in apertura che è arrivato in Italia grazie alla Dall’angelo Pictures che si è occupata dei adattamento, doppiaggio e della relativa distribuzione in Home Video (purtroppo da noi, come quasi tutti i Live Action tratti da anime e manga, ha saltato il passaggio in tv) ed è ancora attualmente reperibile tramite Amazon Italia.

Anche per oggi si è esaurito il tempo e lo spazio a nostra disposizione quindi ci fermiamo qui dandovi appuntamento alla prossima settimana per una nuova puntata del nostro speciale sui Live Action Tratti da Anime e Manga, ma prima di congedarci da voi vi diamo un’ultima chicca su City Hunter, infatti, quello di cui vi abbiamo parlato oggi non è il solo live action ispirato da questo manga. Proprio quest’anno la Corea ha messo in produzione un telefilm in live action che, questa volta fedelmente, seguirà le avventure di Ryo Saeba e Company e trattandosi di un personaggio così famoso la serie sarà esportata anche in Francia e Stati Uniti quindi anche per l’Italia potrebbero esserci buone speranze di vederla, ma di questo parleremo a suo tempo, quindi continuate a seguirci se volete rimanere aggiornati.

Stay Tuned!!!


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