Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione americana realizzata nel 1997 ed il cui titolo è Men in Black.
Men in Black è un film basato sull’omonima serie a fumetti di Lowell Cunningham, Men in Black è stato promosso come una “commedia fanta-avventurosa” e ripropone in chiave comico-avventurosa l’ipotesi della reale esistenza dei “Men in Black”, spesso presenti nelle teorie del complotto sugli UFO, rappresentati come un’organizzazione segreta che all’oscuro di tutti, persino del Governo degli Stati Uniti, controlla l’afflusso di extraterrestri sul pianeta Terra.
La regia della pellicola è stata curata da Barry Sonnenfeld, un regista, direttore della fotografia e produttore cinematografico statunitense di origini ebraiche.
Il cast della pellicola è composto da: Tommy Lee Jones, Will Smith, Linda Fiorentino, Vincent D’Onofrio, Rip Torn, Tony Shalhoub, Siobhan Fallon, Mike Nussbaum, Jon Gries, Sergio Calderon, Carel Struycken, Fredric Lane, Richard Hamilton, Kent Faulcon, John Alexander, Patrick Breen, David Cross, Harsh Nayyar, Keith Campbell, Boris Leskin, Becky Ann Baker, Sean Whalen, Charles C. Stevenson Jr., Willie C. Carpenter, Ken Thorley, Michael Willis, Peter Linari, Fredric Lehne.
Un furgone di clandestini messicani è intento ad entrare negli Stati Uniti, subito fermato dalle guardie di frontiera. Contemporaneamente giungono sul posto due individui vestiti di nero, appartenenti a un’agenzia segreta, che bloccano e identificano uno dei clandestini che si rivela essere un alieno: nel tentativo di fuggire l’alieno viene “distrutto” da uno dei due agenti, l’agente K. Questi, vista l’inaffidabilità del collega, l’agente D, si trova costretto a cancellargli la memoria, lo “sparaflasha”, insieme alla memoria delle guardie di frontiera, con uno strumento chiamato “neuralizzatore”.
Contemporaneamente a Manhattan, l’agente di polizia James Edwards è impegnato a inseguire un sospetto, che si rivela in grado di fare cose straordinarie: oltre ad essere in grado di salire su una parete verticale, è anche in possesso di un’arma insolita. Una volta raggiunto in cima ad un tetto, il sospettato confessa ad Edward che la Terra sta per essere distrutta a causa del suo fallimento, poi lo osserva cadere di sotto.
Edwards riferisce tutta la vicenda al suo commissario, ma questi stenta a credergli. Solo la dott.ssa Laurel Weaver, che, lavorando all’obitorio ha potuto eseguire l’autopsia del corpo del sospetto, gli crede. Improvvisamente arriva l’agente K che “sparaflasha” sia la Weaver sia il superiore di Edwards. K rivela a James la verità sull’esistenza della creatura aliena e lo porta a visitare un banco dei pegni per vedere se James riconosce l’arma che la creatura ha usato. James è stranito, non ha mai visto un’arma simile in vita sua, comunque segue K fino alla piccola gioielleria di Jack Jeebs. Jack appare essere un uomo comune, ma con l’intervento di K che spara in piena faccia all’uomo, lo stralunato Edwards scopre la verità. James, una volta rassicurato da K, nota che, pochi istanti dopo, la testa di Jeebs ricresce, tornando identica a prima. James rimane stupefatto e quando Jeebs gli mostra il vero negozio tenuto segretamente nascosto, riesce così a riconoscere l’arma utilizzata dall’alieno.
K “sparaflasha” James cancellandogli il ricordo della loro ultima mezz’ora e lo porta a mangiare fuori. Qui, James riceve da K un biglietto nel quale i MiB lo invitano a reclutarsi. Nel frattempo, nel campo di un comune contadino, precipita un disco volante. Il contadino, con tanto di fucile puntato, si reca verso il cratere ma viene improvvisamente afferrato dall’essere alla guida del disco volante. L’essere svuota letteralmente Edgar, utilizzando poi la pelle dello sfortunato contadino come un vestito. Quando Edgar torna in casa non è più lo stesso: lo nota la moglie Beatrice, che lo vede muoversi a scatti e in totale schizofrenia. Edgar poi fugge da casa, portando con sé la navicella spaziale.
La mattina dopo, Edwards si reca all’indirizzo indicato da K. Qui in una base tecnologica segreta compie vari test: uno scritto e uno pratico. Al test pratico viene bloccato da Zed, che non vede di buon occhio il nuovo arrivato. K però convince Zed ad assumerlo. K quindi conduce James all’interno della “vera” base, e gli inizia a narrare la storia delle origini dei MIB: un piccolo alieno era giunto alla fine degli anni sessanta sulla Terra e i MIB gli avevano riservato la dovuta accoglienza. K rivela poi a Edwards che le navette della fiera, in apparenza finte, sono le navette che l’alieno aveva utilizzato negli anni sessanta per giungere sulla Terra.
Quando le porte dell’ascensore si aprono, l’ambiente che si presenta davanti a loro si rivela una sorta di “aeroporto intergalattico”. James rimane stupefatto dal monitor di controllo che regola le presenze aliene: secondo quel monitor infatti, sarebbero alieni con sembianze umane, persino la sua maestra, nonché diverse stelle del cinema, come ad esempio Sylvester Stallone.
James viene allora portato da Zed a indossare l’ultimo costume che indosserà. Gli vengono rimosse le impronte digitali, il suo nome viene cancellato e sostituito con un’unica lettera, la J di James. Intanto l’alieno con le fattezze di Edgar, in giro per la città ha un forte desiderio di riprodursi e lascia in vita solo gli scarafaggi, le forme dominanti del suo pianeta. Per nascondere la sua astronave ruba un furgone della Zap-Em uccidendo l’autista con lo stesso tubo delle disinfestazioni.
Ai protagonisti, J e K viene intanto affidato l’incarico di fermare un alieno che occupa un corpo umano, e che sta abbandonando la città senza permesso. J e K arrivano sul luogo; qui scoprono che il fuggitivo è addirittura quasi sul punto di divenire padre. J fa nascere suo figlio, ma K rimane colpito dal fatto che l’uomo stava per compiere un salto intergalattico con un neonato. Stranito, K capisce che c’è qualcosa che non va: questa fuga in massa degli alieni non è regolare.
K decide allora di rifornirsi presso la sua agenzia ufficiale, l’edicola. I titoli dei giornali di gossip – secondo K – sono la miglior fonte di notizie. Qui infatti i due leggono di una donna che ha rivelato di un alieno che ha usato suo marito come rivestimento corporeo. I due MIB si recano quindi da Beatrice, la moglie del defunto Edgar.
Narra a J e K dell’avvenuto; K, consapevole che la donna sa troppo, neuralizza Beatrice per farle scordare l’incontro con l’alieno-marito. I peggiori sospetti di K vengono poi confermati da un dispositivo – incluso nel neuralizzatore – che rivela ai due MIB il fatto che la creatura che cammina per New York, l’Edgar-abito, è una delle peggiori razze extraterrestri, una Piattola-aliena. K definisce le piattole aliene esseri estremamente aggressivi e pericolosi, dotate di una forza sovrumana spaventosa. E a renderle più pericolose è il fatto che esse soffrono di un assoluto complesso di inferiorità nei confronti di tutte le altre razze, rendendole particolarmente distruttive nei loro confronti. I due nel frattempo ritornano a Manhattan. Intanto Edgar decide di portare a compimento la sua missione, cioè uccidere un ricco gioielliere che porta con sé un bel gatto. Contemporaneamente il ricco gioielliere s’incontra in un ristorante con un suo amico – entrambi sono extraterrestri. Qui, vengono uccisi da un colpo della coda di Edgar, che, in cerca della “galassia”, prende un oggetto che il vecchio portava con sé, oggetto che conteneva soltanto regali per l’amico alieno, non certo ciò che “Edgar-alieno” stava cercando.
J e K vengono avvertiti di quello che è accaduto alla gioielleria e vi si recano, dove nel frattempo si imbattono in Edgar, ma non riescono a bloccarlo, anzi – per colpa di J – scatenano un putiferio tra gli autisti infuriati. Capiscono allora di essere sull’orlo di una guerra intergalattica; gli Arquilliani – la razza dei due uomini uccisi al ristorante – minacciano infatti di distruggere la Terra qualora i MIB non catturassero Edgar e il suo occupante, l’assassino di uno dei membri della loro casata reale.
Alla ricerca di indizi per fermare la guerra, J e K si recano all’obitorio dove hanno portato i due defunti alieni. Qui Laurel Weaver – la donna che per altro aveva già conosciuto J ma che è stata sparaflashata da K – intrattiene i due in una riluttante conversazione.
Presto l’arcano viene svelato : Rosenburg, il vecchio ucciso, altri non è che un piccolo e pacifico alieno che usava Rosenburg come maschera. Il piccolo occupante, che risiede nella testa di Rosenburg, dice a J che “la galassia è sulla cintura di Orione”. Stranito, J dice quello che ha sentito anche a K. I due neuralizzano nuovamente la donna, contro il parere di J. Quando tornano alla base, Zed appare più che contrariato dalla notizia che porta J. È infatti impossibile che una galassia stia in mezzo alla cintura di Orione, un insieme di tre stelle. Dovrebbe trattarsi di una mini-mini-mini galassia, cosa che non esiste.
K allora decide di andare da Frankie, un alieno che usa un cagnolino come corpo, per farsi dare qualche altra informazione. Ma Frankie non dice nulla di nuovo: solamente che gli umani vedono troppo in grande e non hanno idea di quanto piccola può essere una galassia.
Edgar capisce il trucco del vecchio Rosenburg, l’Arquilliano, per cui si reca da Laurel per prendere il gatto. Ma Laurel si oppone. All’improvviso arriva J, che non si aspetta la presenza di Edgar, che nel frattempo fugge con il portachiavi del gatto: era questa la soluzione. Il gatto – chiamato Orione – portava al collo un portachiavi che conteneva la galassia.
J e K capiscono allora che Edgar li sta beffando e prima che possa fuggire, tentano di raggiungerlo: i MIB stanno infatti usando le astronavi inutilizzate dagli anni sessanta come esca per Edgar, dato che sono le uniche navi in grado di partire dalla Terra. J e K raggiungono Edgar e ingaggiano con quest’ultimo in battaglia.
L’alieno si toglie la maschera e combatte contro J e K. Ma presto il gigantesco scarafaggio ingoia l’arma di K e quella di J. K, che ha in mente un piano, si lascia mangiare dal mostro, che lo ingerisce nel suo gigantesco stomaco gelatinoso. Ma J, usando l’astuzia e uccidendo tanti scarafaggi (la razza di Edgar), fa andare su tutte le furie Edgar. K, da dentro il corpo, spara a Edgar, che esplode in mille pezzi. Quando i due sembrano aver debellato la minaccia, la testa di Edgar si alza pronta a mangiarli, ma Laurel la fa esplodere definitivamente.
K è stanco del lavoro e vuole ritornare a condurre una vita normale con sua moglie. Laurel vuole invece entrare nei MIB. Così K ordina a J di farsi neuralizzare al momento in cui è stato assunto. J esegue gli ordini di K e Laurel diviene l’agente L. L e J, in giro per le edicole in cerca di missioni, proseguono il loro lavoro. Intanto, due bambini alieni giocano con delle biglie in casa loro, biglie infinitamente grandi eppure piccole, biglie che riescono a contenere un’intera galassia, la nostra galassia.
Le riprese hanno avuto inizio nel marzo del ’96 e Sonnenfeld, noto per la sua precisione, ha esemplarmente curato ogni aspetto della pellicola, circondandosi di valenti professionisti: findamentale è stato a tal proposito il contributo dello scenografo Bo Welch, già ideatore della stupenda Gotham City di Batman Il Ritorno. per MIB, Welch ha ideato un look “anni 60” che trova il suo apice espressivo nel disegno del quartier generale degli Uomini in Nero, una struttura metallica dalla geometria piuttosto elaborata e complessa, ricca di parti in vetro e con un arredamento dalla forme più inconsuete. L’interno del set è stato ricostruito nei teatri di posa più grandi del mondo, quelli della Sony Pictures a Los Angeles.
Già collaboratore di Sonnenfeld nei suoi film precedenti, il veterano Don Peterman si è occupato della fotografia del film, un aspetto basilare per un prodotto di questo genere.
Danny Elfman (musiche di Batman) si è invece preoccupato della colonna sonora della pellicola, in cui tuttavia non mancano orecchiabili canzoni rap, due delle quali sono cantate dallo stesso Will Smith.
E veniamo ora al piatto forte dell’aspetto visivo di MIB, ovvero gli eccezionali effetti di trucco riguardanti i multiformi alieni, opera del pluripremiato Rick Baker, celeberrimo autore di special make-up per Un lupo mannaro americano a Londra, Bigfoot e i suoi amici, Ed Wood e Il Professore Matto.
Le creature che Baker e la sua équipe (la Cinovation) hanno realizzato per MIB vanno dal semplice make-up protesico applicato sul corpo degli attori alle tute modellate da far indossare a comparse e mimi; dai semplici burattini meccanici agli animatronici veri e propri. Spesso e volentieri infatti l’aberrata anatomia degli alieni nulla ha a che spartire con quella umana: in questo caso è necessario intervenire con sofisticatissimi personaggi artificiali, veri e propri robot ricoperti da una pelle sintetica realizzata in lattice schiumato, poliuretano espanso e altri materiali segreti conosciuti solo agli addetti ai lavori. Uno degli esseri ideati dalla Cinovation compare già nella scena di apertura del film: si tratta di Mickey, una grossa creatura anfibia che si cela in un corpo umano. La preparazione della sequenza, che prevede l’intervento di un attore all’interno della tuta/costume in lattice espanso e vinile termoformato, ha impegnato Baker e la sua squadra per diversi mesi.
Talvolta però nemmeno queste creazioni, per quanto perfezionate, riescono a venire incontro alla necessità di movimenti più verosimili: interviene a questo punto la Industrial Light and Magic, la factory creata da George Lucas nella metà degli anni ’70 con le più avanzate tecniche di CGI.”
Sarebbe quasi superfluo dire che la pellicola è arrivata anche in Italia riscuotendo un discreto successo al botteghino, questo le ha garantito diverse edizione in Home Video, partendo dalla storica VHS per arrivare ai più contemporanei formati in DVD e Blu Ray, tutt’ora molto facili da reperire.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!
