[Speciale Live Action] Little orphan Annie

speciale-live-action-little-orphan-annieRitorniamo dopo una strepitosa ed intensa settimana a parlarvi nuovamente di live action tratti da fumetti. Questa volta vi parleremo di un film del 1932 di produzione americana dal titolo Little orphan Annie. Il film prende ispirazione dai fumetti di Harold Gray che, dopo essere stato assistente di Sidney Smith per The Gumps, una delle tante famiglie dei fumetti, nel 1924 Harold Gray propone a un’agenzia una nuova serie incentrata sulle avventure di un bambino. Gli suggeriscono di mettere una sottana al piccolo, farne un’orfanella e chiamarla Little Orphan Annie. Gray è subito entusiasta dell’idea perché così la sua eroina “non avrebbe avuto parenti inutili o fastidiosi legami e sarebbe stata libera di andare dove voleva”.

La nuova serie ha subito un’ottima accoglienza, soprattutto grazie alle trame, che inizialmente dovevano parecchio alle classiche situazioni della letteratura popolare ottocentesca, mentre il disegno era piuttosto singolare. Infatti, forse per dare un ulteriore senso di angoscia alle vicende strappalacrime nelle quali la piccola orfanella era di volta in volta coinvolta, per lunghi anni i personaggi saranno caratterizzati dalla totale assenza delle pupille degli occhi.

Nel fumetto Annie è un’orfanella sui 10-12 anni presa in simpatia dal “papà” Oliver Warbucks, un tipico capitalista di ricchezza e influenza quasi illimitate. Con il suo braccio destro e servitore Punjab (un misterioso nativo dell’India che fa la sua apparizione nel 1935) e Asp (un generico asiatico dell’Est che compare nel 1937), Warbucks combatte gli intrighi internazionali e i complotti senza fine per rapire o nuocere ad Annie. La striscia esalta l’etica affaristica americana, sebbene gli uomini d’affari corrotti sono descritti come furfanti. I ricchi sono sempre buoni, mentre i cattivi sono sempre di estrazione sociale inferiore, secondo la morale conservatrice di quell’epoca. Warbucks più volte sembra morire per mano dei suoi nemici, lasciando Annie a difendersi da sola, fino a che non ricompare di nuovo. Una volta l’autore ha fatto morire Warbucks durante la protesta contro la nuova politica economica liberale, per poi riportarlo in vita alla morte del Presidente Franklin Delano Roosevelt.

Attivissima nella difesa dell’ordine e dell’ideologia borghese, Annie è un personaggio tutto sommato non molto simpatico, protagonista di un fumetto paternalistico e conservatore, spesso reazionario, ed è in genere coinvolta in storie assai complesse con buoni e cattivi tutti d’un pezzo.

Alla morte di Gray, avvenuta nel 1968, la serie è passata per diverse mani prima continuato da Philip Blaisdell fino al 1974, nel 1979 tocca a Leonard Starr, già autore di Mary Perkins, che lo proseguì ininterrottamente fino al 2000, successivamente fu proseguito da Jay Maeder e Andrew Pepoy, ed infine arrivò nelle mani di Ted Slampya che lo ha proseguito fino al 13 giugno 2010, data in cui la strip è stata interrotta, ma questa è un’altra storia, a noi preme di più parlare del film.

Come dicevamo in apertura il film è di produzione americana e dura 70 minuti circa. La regia è stata affidata a John S. Robertson che da attore del cinema muto, nell’era del sonoro si tramutò in un prolifico regista che diresse ben 57 film nel corso di tutta la sua carriera.

Il cast del film è anche ben calibrato sui personaggi ed infatti troviamo Mitzi Green nei panni di Annie, Buster Phelps in quelli di Mickey, May Robson che interpreta Mrs. Stewart, Matt Moore che si cala nei panni del Dr. Griffiths, Edgar Kennedy che interpreta Daddy Warbucks, Kate Drain Lawson nel ruolo di Mrs. Bergen e Sidney Bracey che impersona Butler.

La trama del film è abbastanza semplice e rispecchia in pieno quella del fumetto infatti ritroviamo Annie abbandonata a se stessa, mentre Kennedy, il suo tutore, è andato in giro per il mondo a far fortuna.

La pellicola in questione non è stata la sola a riprendere il personaggio dell’orfanella, infatti, ritroviamo la piccola Annie come protagonista di un lungo serial radiofonico, di una commedia musicale e di tre film: Little Orphan Annie, diretto nel 1932 da John Robertson e interpretato da Mitzi Green (di cui vi stiamo appunto parlando), Little Orphan Annie, diretto nel 1938 da Ben Holmes e interpretato da Ann Gillis, e Annie, diretto nel 1982 da John Huston e interpretato da una scatenata Aileen Quinn. Quest’ultimo film era tratto da un commedia musicale messa in scena a Broadway alla fine degli anni Settanta, ma di questi ultimi due film parleremo meglio in altrettante puntata del nostro speciale dedicato al mondo dei live action tratti dai fumetti e dall’animazione.

Il film (visto anche il periodo storico a cavallo tra due guerre mondiali) non è mai arrivato in Italia, quindi chiunque fosse interessato a vedersi questa pellicola potrà puntare solamente ed unicamente ad una delle tante edizioni estere reperibili in qualsiasi negozio online specializzato in questo tipo di prodotti.

Purtroppo il nostro spazio è finito quindi, per questa settimana, ci fermiamo qui e vi diamo appuntamento tra sette giorni per un’altra interessante puntata del nostro speciale dedicato al mondo dei live action tratti da fumetti o dall’animazione, quindi continuate a seguirci.

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