From Hell

¤ [Speciale Live Action] La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell (2001)

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione americana realizzata nel 2001 ed il cui titolo è La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell.


La vera storia di Jack lo squartatore (From Hell) è un film del 2001 diretto dai fratelli Hughes, tratto dal romanzo grafico From Hell di Alan Moore ed Eddie Campbell dedicato al misterioso assassino seriale Jack lo squartatore, di cui tuttora non si conosce l’identità.

La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell è diretto dai registi Albert e Allen Hughes (Detroit, 1º aprile 1972), generalmente noti come i fratelli Hughes, o Hughes Brothers, sono due fratelli gemelli registi, sceneggiatori e produttori cinematografici statunitensi.

Il cast della pellicola è composto da: Johnny Depp, Heather Graham, Robbie Coltrane, Susan Lynch, Ian Holm, Sophia Myles, Jason Flemyng, Dominic Cooper, Ian Richardson, Katrin Cartlidge, Terence Harvey, Paul Rhys, Lesley Sharp, Estelle Skornik, Nicholas McGaughey, Annabelle Apsion, Joanna Page.

Londra, 1888: nel degradato quartiere di Whitechapel un gruppo di prostitute lotta per la sopravvivenza contro le angherie di un esoso e violento protettore, quando la loro vita viene rallegrata da un felice evento: la loro collega Ann Crook è infatti uscita dal giro e ha sposato un ricco pittore, Albert (che è sempre in giro per l’Europa a vendere i suoi quadri) e la loro unione è appena stata benedetta dalla nascita di una bambina. In previsione dell’arrivo di Albert dalla Francia quel pomeriggio, Ann chiede alle amiche di tenerle la piccola Alice per un pomeriggio ed esse accettano con gioia.

Tuttavia quando alla sera due delle prostitute vanno a riportare la neonata alla casa dei due coniugi assistono a una scena spaventosa: Albert e Ann sono sorpresi a letto insieme da un manipolo di misteriosi uomini dall’aria aristocratica, vengono presi di peso e violentemente caricati su una carrozza che è partita a tutta velocità per le strade della città. Non sapendo come accudire al meglio la piccola Alice, le ragazze l’affidano alle cure dei genitori di Ann, ma durante la notte una delle prostitute viene brutalmente assassinata in un vicolo buio.

Delle indagini si occupa l’ispettore Frederick Abberline, un sagace ed elegante poliziotto dalle straordinarie capacità premonitive, rifugiatosi nelle droghe e nell’alcool dopo la morte della moglie nel dare alla luce un bambino già morto. Lo affianca il sergente Godley, sempre impegnato nel tentativo di salvare l’amico dalla sua sindrome autodistruttiva. Insieme i due fanno una raccapricciante scoperta: dopo la morte alla prostituta sono state inflitte orrende mutilazioni genitali. Alla prima vittima se ne somma presto una seconda e avviene così la conoscenza tra i due agenti e Mary Jane Kelly, la prostituta dai capelli rossi, intervenuta al funerale dell’amica: con il tempo l’ispettore riesce a guadagnarsi la fiducia della ragazza e – dalla descrizione che lei gli fa degli uomini che ha visto rapire Ann e Albert – Abberline riconosce il capo della sezione speciale della polizia, Ben Kidney. Quella stessa notte l’ispettore Abberline si intrufola di soppiatto nella sede della sezione speciale con la complicità del sergente Godley e scopre in archivio dei documenti che riguardano Ann Crook e la piccola Alice. Da queste carte egli viene a sapere che la sfortunata Ann è stata ricoverata in un istituto per malattie mentali e insieme a Mary Kelly decide di andare a trovarla per farsi dire cosa le è successo.

Quando però i due si trovano davanti alla ragazza, tutte le loro speranze svaniscono: la povera Ann è infatti in stato semi-catatonico, per colpa di una lobotomia praticatale per curare una sua presunta schizofrenia paranoide. Interrogata dall’accorata Mary Kelly, la ragazza non può far altro che farfugliare frasi incoerenti dove afferma di essere una regina e che Albert è il suo principe. Colto da un sospetto, Abberline decide di portare Mary Kelly alla galleria e le mostra i quadri della famiglia reale, dove la ragazza riconosce con sua enorme sorpresa il fantomatico marito di Ann, Albert. Costui altri non è che il principe Edward Albert Victor, nipote della regina Vittoria e legittimo erede al trono d’Inghilterra in linea di successione dopo il padre.

Cominciando a capire l’entità del complotto che si cela dietro la figura di Jack lo squartatore, l’ispettore chiede consiglio a Sir William Gull, medico onorario della famiglia reale d’Inghilterra, della cui esperienza si era già avvalso per un consulto sulle mutilazioni della terza donna uccisa, che si facevano via via più brutali. Abberline confida al medico tutti i suoi sospetti e le sue deduzioni: il fatto che Edward, anglicano, avesse contratto un regolare matrimonio con la prostituta in una chiesa cattolica; il fatto che a quel matrimonio fossero presenti Mary Kelly e tutte le sue amiche, comprese le donne uccise; e il fatto che la bimba, Alice, è a tutti gli effetti la legittima erede al trono. Sir Gull non smentisce i suoi sospetti, ma gli rivela di come il principe Edward sia affetto da sifilide e da un tremito così violento alle mani da rendere impossibile un lavoro di precisione come quello che è stato operato sulle prostitute.

Trovandosi nell’impossibilità di proteggere le ragazze da un assassino che non sa ancora identificare, Abberline ordina a Mary Kelly di nascondersi per qualche giorno assieme alle uniche due amiche superstiti. Le tre donne si chiudono allora in una stanzetta assieme ad Ada (un’altra prostituta francese dai capelli bruni), che una delle donne, Liz, ha adescato perché le faccia compagnia. Tuttavia un litigio fra le due amanti spinge Liz a fuggire dalla stanzetta in preda all’ira e per strada è fin troppo facile per Jack lo squartatore attirarla in un cantuccio e ucciderla. La stessa fine attende la penultima superstite, uscita per cercarla, lasciando così sola Mary Kelly e l’innocente Ada.

Jack arriva comunque a scoprire il loro nascondiglio e a commettere l’ultimo, il più atroce e spaventoso dei suoi delitti, equivocando però l’identità della ragazza che (almeno nella finzione cinematografica) si scopre essere in realtà la povera Ada. Mary Kelly riesce a salvarsi, portando via con sé la piccola Alice. Abberline scopre infine la terrificante verità: Jack lo squartatore non è altri che lo stesso Sir William Gull, al quale la lealtà alla Corona e l’appartenenza alla Massoneria hanno preso la mano, portandolo a scendere una strada verso l’inferno, verso la psicopatia e la follia. Gull, nel drammatico confronto finale, suggerisce all’ispettore una acquiescenza della regina Vittoria stessa nei confronti degli omicidi, ma al poliziotto viene impedito di rivelare la verità: poco dopo gli sgherri dei servizi segreti inglesi avrebbero infatti in consegna Gull per rinchiuderlo in un manicomio criminale, non prima di avergli praticato una lobotomia per mano del suo più stretto allievo nonché genero, anche lui massone e complice. Nel finale si vede uno stordito Abberline immaginare la vita di Mary e della piccola Alice in attesa di un suo arrivo che non sarebbe mai arrivato: difatti Abberline sarebbe rimasto a Londra per proteggere le due donne. Se fosse partito, verrebbe seguito e porterebbe i complici nascosti di Jack a concludere il suo lavoro. Abberline muore con un’overdose di oppio nella fumeria; una volta scoperto il cadavere, il sergente Godley gli posiziona le due monete che teneva in mano sugli occhi per il viaggio nell’aldilà.

All’insegna del colore rosso e quindi del sangue, è un cupo e inquietante thriller dai terrificanti risvolti horror, tratto dai fumetti di Alan Moore e Alan Campbell (Melodramma in 16 parti) e sceneggiato da Rafael Yglesias e Terry Hayes. Sorretto da un tono lugubre e vampiresco, descrive nel corso dei suoi 137 minuti la perversità della psiche umana, dai tratti angosciosi e claustrofobici, sempre più in balìa della necessità e del caso. Efferato nella rappresentazione scenica e affilato come la lama di un rasoio, ha come tela di fondo una Londra gotica e purpurea che mette spavento. Nonostante qualche breve passaggio manieristico, la fotografia di Peter Deming, la scenografia di Martin Childs e i costumi di Kym Barrett contribuiscono alla riuscita creazione di un’atmosfera sinuosamente mostruosa, delirante e lucida al tempo stesso, capace di far sussultare lo spettatore ad ogni rumore. L’interpretazione di Depp, nei panni di un investigatore perspicace e dal fiuto infallibile, offre un conciso ritratto di un perdente che ha avuto la sua vittoria, almeno una volta; il mondo che lo circonda è spietato, così come l’ideologia che lo permea, dettagliatamente descritta con le sue sconfortanti differenze di classi sociali e i suoi contraddittori sistemi di gerarchia. Ai fratelli Hughes il merito di aver superbamente creato un microcosmo scenico incredibilmente attuale e moderno, con una rievocazione d’epoca d’antologia. È il raro caso di un film fantastico a forte valenza critica e sociale.

La pellicola è arrivata anche in Italia riscuotendo un discreto consenso sia di pubblico che di critica ed i ripetuti passaggi televisivi lo hanno confermato, garantendone una triplice uscita in home video. La prima è avvenuta nel 2001 in DVD, le altre due sono avvenute nel 2006 la prima nuovamente in DVD (con un’edizione più curata rispetto alla precedente) e la terza ed ultima (per il momento in attesa dell’edizione in 4K) in Blu Ray che ripropone la pellicola in alta definizione ed arricchita da molti contenuti extra che vanno ad impreziosire l’edizione.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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