Il Monaco

¤ [Speciale Live Action] Il Monaco (2003)

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Americana realizzata nel 2003 ed il cui titolo è Il Monaco.


Il monaco (Bulletproof Monk) è un film del 2003 diretto da Paul Hunter, un regista statunitense. Come il suo contemporaneo Hype Williams, è divenuto famoso per i suoi videoclip ad alto budget, per celebri singoli di musica pop. Ha lavorato con importanti musicisti e ha diretto più di 100 video musicali, oltre che spot pubblicitari come quello Nike’s Freestyle, nominato agli Emmy Awards. Paul Hunter si è laureato al Cal State Northridge, in radio, TV e cinema. Il suo video Shame (2015) vince il premio Best of Fest dell’edizione 2016 del LA Shorts Fest.

Il cast della pellicola è composto da: Chow Yun-Fat, Karel Roden, Seann William Scott, Jaime King, Victoria Smurfit, Mako, Marcus Jean Pirae, Roger Yuan, K.C. Collins, Sean Bell.

Nel 1943 un misterioso monaco tibetano senza nome riceve dal suo maestro l’incarico di proteggere un’antica pergamena che lui stesso ha protetto per sessant’anni. Secondo la profezia, infatti, chi leggerà per intero e ad alta voce le scritture acquisirà poteri prodigiosi che garantiranno il dominio sul mondo. Poco dopo un gruppo di nazisti guidati dal sadico e violento colonnello Strucker penetra nel monastero per rubare la pergamena, uccidendo il maestro. Strucker riesce a sparare al monaco, che tuttavia cade da un dirupo e scompare nel nulla.

     

Sessant’anni dopo il monaco, per niente invecchiato nell’aspetto grazie al manufatto, riconosce in un giovane ragazzo scapestrato di nome Kar un degno erede del grande potere della pergamena. Decide quindi di prendere il ragazzo, che si arrangia con piccoli furti, sotto la sua ala e di insegnargli le tecniche di combattimento che lui stesso apprese anni prima grazie agli insegnamenti del suo maestro e i poteri donatigli dalla pergamena. Nel frattempo Strucker, ormai novantenne, continua con sua nipote Nina e i suoi sottoposti a dare la caccia al monaco, che tuttavia riesce a sfuggire a numerosi agguati tesigli dall’ex colonnello. Ai due presto si unisce anche Giada, la figlia di un gangster, che fugge ogni sera dal suo passato per cercare rispetto nella strada. Pian piano Kar riesce a carpire il senso degli insegnamenti filosofici del monaco, e a impadronirsi delle sue stesse abilità, benché non ancora in grado di controllarle.

Nel frattempo Nina risale all’abitazione di Kar, una mansarda all’interno di un cinema, uccidendo il gestore e datore di lavoro del ragazzo che, nonostante si abbattuto, decide di proseguire la missione insieme al monaco. Quest’ultimo viene infine catturato nel palazzo di Giada, e condotto al nascondiglio di Strucker; questi riesce a leggere parte della pergamena e a ritornare giovane come un tempo, ma scopre che il monaco ha imparato a memoria l’ultimo versetto, quello in grado di assicurare il dominio sul mondo.

Nella battaglia finale, Giada riesce a neutralizzare Nina mentre Kar e il monaco combattono con Strucker in un violento scontro alla fine del quale è proprio Kar ad avere la meglio sul nazista e ad ucciderlo. Fatto questo, è l’ora del passaggio di consegne tra il monaco e i due ragazzi, i quali avendo entrambi soddisfatto le tre profezie, diventano a tutti gli effetti i nuovi protettori della pergamena.

Divertente produzione di John Woo e Terence Chang, ispirata da un fumetto cross-over fra arti marziali e riflessioni filosofiche ed affidata all’esordiente Paul Hunter. La vicenda non è certo di portata epocale, e la morale che se ne può trarre, con questa miscela tra tradizione buddista e consumismo occidentale (ci piacerebbe sapere di quale stilista siano gli abiti “monacali” dei protagonisti), sembra essere di seconda mano, ma il pregio della produzione è il dichiarato intento di voler divertire lo spettatore. Il resto lo fanno un superbo Chow-Yun-Fat, eroe dei primi film di John Woo e Seann William Scott, finora noto per le interpretazioni, non proprio esaltanti, in American Pie e Final Destination, ed in questo caso funzionale al ruolo scelto per lui.

Come accennato pocanzi l’ispirazione per il film arriva da una striscia di fumetti della Flypaper Press della fine degli Anni’90, geneticamente modificata con un’infinità di citazioni, seduzioni e contaminazioni che ne hanno fatto un ibrido potenzialmente riproducibile.

Il tentativo di creare qualcosa di nuovo è riuscito solo in piccola parte, soffocato da una mole eccessiva di ingredienti che talvolta non legano tra loro; e non aiuta neppure il sorrisino ebete che Chow Yun-Fat si trascina per tutto il film e che lo rende inquietantemente simile a Jackie Chan.

Dopo un mediocre successo cinematografico, il film è stato distribuito solo per il mercato home-video e l’unica (almeno per il momento) uscita in Home Video è in DVD in singolo disco e senza contenuti extra. L’edizione in questione risulta ancora sul mercato e facilmente reperibile.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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