Hellboy

¤ [Speciale Live Action] Hellboy (2004)

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Americana realizzata nel 2004 ed il cui titolo è Hellboy.


Hellboy è un film del 2004 diretto da Guillermo del Toro. È ispirato all’omonimo fumetto di Mike Mignola, una serie indipendente della Dark Horse Comics divenuta un cult.

Il cast della pellicola è composto da: Ron Perlman, John Hurt, Selma Blair, Rupert Evans, Karel Roden, Jeffrey Tambor, Doug Jones, Brian Steele, Ladislav Beran, Biddy Hodson, Corey Johnson, Kevin Trainor, Brian Caspe, James Babson, Stephen Fisher, Santiago Segura.

In un’isoletta della Scozia, nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, i servizi segreti nazisti stanno svolgendo un rito magico chiamato “Ragnarok”, condotto dal loro alleato russo, il malefico stregone Grigorij Efimovič Rasputin (misteriosamente sopravvissuto al suo assassinio), che con varie e misteriosi fonti di energia e macchinari apre un portale verso l’aldilà. Un plotone di Alleati li attacca nel mentre, facendo fallire il procedimento alla fine di una violenta lotta: Rasputin viene risucchiato nel portale mentre si richiude e i suoi due servitori, la sua bella amante Ilsa von Haupstein e il misterioso combattente meccanizzato Karl Ruprecht Kroenen, scompaiono misteriosamente. Il giovane professore Trevor “Broom” Bruttenholm è convinto che durante tutto il tempo nel quale il portale è rimasto aperto potrebbe essere uscito qualcosa. Infatti ritrova un misterioso cucciolo di una creatura rossa simile a un diavolo, e decide di prendersene cura, allevandolo come fosse suo figlio. Alla fine della missione, i soldati battezzano l’essere con il nome di “Hellboy”.

     

Nei nostri tempi, il giovane agente dell’FBI, John Myers, viene trasferito nel misterioso centro B.P.R.D, al cui interno molti vociferano che vengano nascoste creature paranormali e soggetti occulti. Infatti Myers incontra il prof. Broom presso l’uomo anfibio Abe Sapien, trovato in una cisterna d’acqua in un edificio abbandonato nel giorno in cui fu assassinato Abramo Lincoln, dal quale prende il nome. Il professore affida a Myers l’incarico di diventare il nuovo assistente personale di Hellboy, conosciuto al mondo solo come una nota creatura occulta del posto. Myers fa quindi la conoscenza del suo assistito: una rossa creatura umanoide, dalla gigantesca e granitica mano destra, immune alle fiamme e con un paio di corna tronche, le quali Hellboy lima continuamente per assomigliare il più possibile ad una persona.

Nel frattempo, sulle alte montagne della Moldavia, Ilsa e Kroenen, tramite il sanguinoso sacrificio della loro guida, fanno risorgere Rasputin, determinato a riprendere il suo fallito rito.

Il gruppo B.P.D.R. (i cui membri di spicco sono Abe, Hellboy e Myers) viene guidato al museo di New York a fermare una mostruosa creatura chiamata Sammael, che stava facendo strage dei guardiani; Hellboy riesce a uccidere il mostro dopo un inseguimento per le strade della città fino alle ferrovie metropolitane. Dopo la missione, Hellboy va a incontrare Liz Sherman, una piromante che era stata presa in custodia dal B.P.D.R. ancora piccola, ma che fu poi allontanata dal centro e ricoverata in un ospedale psichiatrico per i problemi che aveva a controllare i suoi poteri, della quale Hellboy è attratto. Intanto Abe, con i suoi poteri telepatici, ha scoperto come Rasputin è tornato e come, per un qualche oscuro motivo, ha creato Sammael con un reperto del museo rubato da Kroenen e Ilsa. Ogni volta che Sammael viene ucciso, è capace di risorgere partorendo molte uova.

Il gruppo ritorna a New York e mentre Abe scopre delle uova di Sammael nelle fogne, Hellboy si scontra prima con Kroenen e poi con un Sammael adulto, sconfiggendolo nella stazione metropolitana dopo un duro scontro. Kroenen, invece, simula una morte apparente grazie al suo corpo artificiale per essere portato nel centro B.P.R.D. Liz, dopo aver incendiato involontariamente il manicomio dove si trovava (per colpa di un maleficio di Rasputin), decide di ritornare nel centro per farsi sorvegliare meglio e inizia ad uscire con Myers, origliati entrambi dal gelosissimo Hellboy. Intanto Broom esegue un’autopsia dell’assurdo corpo di Kroenen, ormai più meccanico che di carne, finché trova tra i suoi vestiti un misterioso biglietto, ma mentre lo analizza fa la sua comparsa Rasputin, che spiega di voler attirare Hellboy in trappola per poter finalmente concludere il suo rito (che consiste nel portare l’apocalisse in questo mondo, risvegliando gli infernali Ogdru Jahad, liberandoli grazie a potere di Hellboy). Nel frattempo Kroenen si sveglia, si auto-riassembla e uccide il professore, per poi andarsene con Rasputin. Il giorno dopo, tutto il centro compreso Hellboy celebra il suo funerale.

Guidati dal biglietto trovato dal professore, il gruppo tenta di fermare lo stregone (tranne Abe, rimasto ferito dai Sammael dopo la sua missione nelle fogne) recandosi nell’innevata Mosca, all’interno del Mausoleo di Rasputin, pieno di trappole e insidie. Dopo aver superato molte peripezie, Hellboy si trova faccia a faccia con l’assassino di suo padre, ingaggiando con lui un’aspra lotta. Grazie all’aiuto di Tom Manning (il burbero capo ufficiale della spedizione), Hellboy uccide infine Kroenen, vendicando così suo padre, mentre Myers e Liz, grazie ai poteri di quest’ultima, eliminando tutti i Sammael rimasti e le loro uova. Tuttavia, Rasputin e Ilsa riescono a rapirli e li conducono nella sala dove si celebrerà il rito.

Rasputin riesce a prendere il controllo di Hellboy, usando Liz come ostaggio, e questi utilizza la sua mano destra come chiave per aprire il portale che i Ogdru Jahad potranno attraversare, facendo diventare il cielo rosso sangue; ma proprio quando il rito sta per finire, Myers riesce a far tornare in sé Hellboy, che si ribella, interrompendo il rituale degli Ogdru Jahad, e trafiggendo mortalmente Rasputin, per poi mettere al sicuro i suoi amici. Dal corpo dello stregone, però, fuoriesce un gigantesco Behemoth tentacolare (residuo di tutti i rituali di magia nera compiuti), che uccide Rasputin ed Ilsa, scatenando la sua furia. Hellboy ha un ultimo duello con il mostro e, dopo avergli amputato alcuni tentacoli con una spada di pietra staccata da una statua, lo fa esplodere con la cintura di granate di Myers.

Il film termina con Hellboy e Liz, avvolti tra le fiamme generate dalla stessa, che si baciano osservati dal pensieroso Myers.

Del Toro torna ad attingere dal magico mondo dei comics ancora una volta. Magico in senso stretto, perché “Hellboy” è una serie che ha molti elementi esoterici, oltre a quelli orrorifici, avventurosi e polizieschi. La saga creata da Mike Mignola e pubblicata dalla Dark Horse, ruota infatti attorno al B.P.R.D. (Bureau for Paranormal Research e Defense), centro per la Difesa e la Ricerca del Paranormale diretto dal professor Broom, che accoglie una schiera di personaggi (mostri?) piuttosto bizzarri che passano le giornate difendendo il pianeta dalla sempiterna congiura del Male contro il Bene. Hellboy, demone catapultato nella nostra dimensione dai nazisti nel ’44, adottato e cresciuto come un figlio da Broom, è aiutato da Abe Sapiens, un uomo-pesce di sovrumane facoltà intellettive, e dalla bella Liz, pirocinetica con qualche difficoltà di autocontrollo. Il nemico numero 1 è Grigori Rasputin (quel Rasputin), che cerca in ogni modo di portare Hellboy sulla cattiva strada e di usarlo per aprire un portale che permetta ai demoni dell’altro mondo di invadere (e distruggere) la Terra.

Hellboy, il film, brilla per l’amalgama particolarmente riuscito di riprese dal vero e animazioni 3D (cosa che non sempre può dirsi dei film del genere). I personaggi sono tutti ben caratterizzati, le scenografie molto suggestive (Praga è una certezza) e l’atmosfera giustamente tetra (credo che non ci sia una ripresa alla luce del giorno…), ma questa non è farina del sacco di Del Toro, in quanto elementi già caratteristici del bel fumetto di Mignola. Purtroppo, del fumettista americano Del Toro prende anche i limiti. “Hellboy” era la prima serie che Mignola scriveva, oltre che disegnava, e palesava tutti i difetti che un esordiente inevitabilmente ha: plot confuso e banalotto, dialoghi dimenticabili e mancanza di coralità tra i personaggi. Tutte imperfezioni riconfermate su pellicola. Mignola nel frattempo è cresciuto come autore: Del Toro avrebbe dovuto farsi aiutare nella sceneggiatura, oltre che nella supervisione.

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