Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione francese realizzata nel 1997 ed il cui titolo è Dobermann.
Dobermann è un film basato sul fumetto La saga di Dobermann di Joel Houssin
La regia della pellicola è stata curata da Jan Kounen, un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico olandese naturalizzato francese. Diventato assistente operatore e affermato regista di videoclip e spot pubblicitari, continua a realizzare cortometraggi, che riscuotono crescente successo: Gisele Kerozene (1989) vince il Grand Prix del cortometraggio al Festival internazionale del film fantastico di Avoriaz, Vibroboy (1993) vince il Prix de la Recherche al Festival du court-métrage di Clermont-Ferrand, in Le dernier Chaperon Rouge (1996) ha a disposizione un’attrice come Emmanuelle Béart. Esordisce nel lungometraggio nel 1997 con Dobermann, interpretato dalla coppia Vincent Cassel e Monica Bellucci. Durante le ricerche in Messico e Perù per l’adattamento cinematografico del celebre fumetto western francese Blueberry, entra in contatto e si appassiona allo sciamanesimo,[1] al punto che oltre al film Blueberry, uscito nelle sale nel 2004, realizza il documentario D’autres mondes, fonda un’associazione, Spirit of the Anaconda, e programma una serie di documentari sul tema, Another Reality, che lo portano a girare un altro documentario, Darshan – L’étreinte (2005), presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2005. Il suo successivo film, 99 francs (2007), è tratto dall’omonimo romanzo sul mondo pubblicitario, ben conosciuto dallo stesso Kounen, scritto da Frédéric Beigbeder. Nel 2008 partecipa al film collettivo 8, che coinvolge fra gli altri Jane Campion, Gus Van Sant e Wim Wenders, con l’episodio The story of Panshin Beka. Il film viene presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2008. Si cimenta poi nel film biografico con Coco Chanel & Igor Stravinsky, su un periodo della vita di Coco Chanel (interpretata da Anna Mouglalis), scelto come film di chiusura del Festival di Cannes 2009.
Il cast della pellicola è composto da: Vincent Cassel, Tchéky Karyo, Monica Bellucci, Antoine Basler, Chick Ortega, Francois Levantal, Romain Duris, Dominique Bettenfeld, Stephane Metzger, Pascal Demolon, Marc Duret, Ivan Merat-Barboff, Silverberg, Patrick Rocca, Roland Amstuz, Jo Hell, Jean Lescot.
Nella Francia di oggi, Dobermann è un bandito che semina il terrore andando in giro a rapinare furgoni carichi di lingotti d’oro e banche. La sua banda assomiglia ad una congrega di pazzi furiosi, c’è Zanzara, nervoso e pronto ad estrarre la pistola appena qualcuno lo guarda storto, c’è Pitbull, gigante dall’aspetto gentile ora buono ora violentissimo, c’è il Padre, che spara granate e preghiere, ci sono Leo e Manu, due fratelli zingari, uno in stato di eccitazione, l’altro con molte fantasie sessuali, c’è Oliver, alias Sonia, studente di legge e travestito. E poi c’è Nat la zingara, la ragazza di Dobermann, muta, specializzata in esplosivi. Quando questa bella compagnia progetta un’ulteriore rapina in banca, il capo ispettore Christini non condivide i metodi morbidi della polizia e decide di passare all’azione. Secondo lui, la violenza dei banditi va combattuta con una violenza ancora superiore, infischiandosene di procedure e diritti. Così, tra sparatorie, assalti e feroci omicidi, Christini mette le mani su Dobermann. Ma, nel corso dell’inseguimento, cade dalla macchina e muore strisciando sull’asfalto. Quindi Oliver decide di non essere più Sonia, la banda fa un funerale alla parrucca e poi riparte per altre imprese.
“Da un fumetto di Joel Hussin, un thriller convulso e zeppo di effettismi spesso gratuiti, ma non malvagio se uno decide di stare al gioco. Monica Bellucci supera se stessa. Cioè, stavolta non dice neppure una parola”. (Giorgio Carbone, ‘Libero’, 27 gennaio 2001)”Film terribilista meccanico-tecnologico, tentativo di dimostrare che quanto a estremismi e a brutalità i francesi non sono inferiori agli americani. Anche se è tratto dalla serie di romanzetti popolari ‘Il Dobermann’ di Joel Houssin, nella struttura, è molto simile a ‘Dal tramonto all’alba’ di Robert Rodriguez, scritto e interpretato da Quentin Tarantino: gangster paranoici impegnati in azioni criminali convergono in un locale notturno dove tutto si sfrena, si accanisce esplode in sangue, assassini tortura fughe, scontri; alla fine i sopravvissuti se ne vanno verso nuove imprese. Troppo poco per farne come è accaduto in Francia, il simbolo d’un cinema amorale, volutamente ignorante, senza pensiero, senza passato, senza memoria. Antipatico ma a suo modo divertente il film oltranzista puerile, ripetitivo, provincial-coloniale nella sua dipendenza dal cinema pulp americano, offre soltanto una prova della notevole capacità imitativa e tecnica del regista trentatreenne”. (Lietta Tornabuoni, ‘La Stampa’, 23 novembre 1997)”Nel tentativo palese di fondare una mitologia, ‘Dobermann’ disegna un universo eccessivo, vertiginoso, feticista, che dinamizza per direttissima quelli delle strisce a fumetti. I destinatari sono adolescenti e giovani in cerca di brusche scariche di energia: Kounen fa il suo film assumendo l’immaturità come un criterio, mettendo in fila le sequenze senza preoccupazioni di logica, organizzando insomma una forma vuota di immagini forti il cui solo scopo è elettrizzare la platea. Giocando al videogame o al flipper con le immagini, il giovane regista si preoccupa esclusivamente di mostrare le proprie capacità d’invenzione visiva, un virtuosismo che intuisci accuratamente programmato sullo story-board. Con queste premesse la violenza di ‘Dobermann’ è, sì, una violenza gratuita nel vero senso della parola. Moralismi a parte. I benpensanti che si scandalizzano fanno sempre un po’ ridere, è vero. Però è anche vero che la violenza di Kounen priva di ironia (vedi Tarantino) come di necessità (vedi Kitano), è la più adatta a rafforzare i pregiudizi su questo tipo di cinema”. (Roberto Nepoti, ‘la Repubblica’, 22 novembre 1997).
La pellicola è arrivata anche in Italia riscuotendo un modesto successo che, nonostante tutto, le ha garantito ben tre edizioni in Home Video, partendo dalla storica VHS per arrivare al più contemporaneo formato in DVD, si perché abbiamo avuto ben due edizioni DVD, la prima nel 2011 e l’ultima, almeno per il momento, nel 2014.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!
