Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di un film, il cui titolo è Diabolik. Il film è del 1967 ed è una produzione Italiana che si ispira all’omonimo fumetto delle sorelle Giussani.
La regia di questa trasposizione in live action è firmata da Mario Bava che è stato un regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e creatore di effetti speciali italiano. È considerato il maestro del cinema horror italiano. Nonostante budget molto spesso scarni a disposizione, tempi di riprese troppo stretti e attori non sempre all’altezza, è riuscito a girare film divenuti dei cult movie, che hanno fondato generi cinematografici fino ad allora inediti. La maschera del demonio fu il primo horror gotico italiano, con La ragazza che sapeva troppo nel 1962 inventò il genere del giallo all’italiana, Roy Colt & Winchester Jack (1970) fu tra i primi Spaghetti western comici, Cani arrabbiati è stato l’antesignano del cinema pulp, mentre Reazione a catena (1971) aprì il filone degli slasher.
Il cast di Diabolik è così composto: John Phillip Law nei panni di Diabolik, Marisa Mell che interpreta Eva Kant, Michel Piccoli che impersona l’ispettore Ginko, Adolfo Celi nel ruolo di Ralph Valmont, Claudio Gora nei panni del Capo della polizia, Mario Donen che interpreta il Sergente Danek, Renzo Palmer che impersona l’Assistente del Ministro, Caterina Boratto nel ruolo di Lady Clark, Terry Thomas che interpreta ministro degli interni/ministro delle finanze, Renzo Palmer che impersona il nuovo ministro degli interni, Andrea Bosic nel ruolo del direttore della banca, Giulio Donnini nei panni del dottor Vernier, Lucia Modugno che interpreta una prostituta, Carlo Croccolo che impersona un camionista, Annie Gorassini nel ruolo dell’amante di Valmont, Mario Donen nei panni del Sergente Danek.
La trama di questo azzeccatissimo lungometraggio non si discosta così lontana dal fumetto a cui si ispira. Nonostante le precauzioni prese, ancora una volta Diabolik riesce ad ingannare l’ispettore Ginko, e così dieci milioni di dollari finiscono nel suo segretissimo rifugio, dove vive con la fidatissima compagna Eva Kant. I due continuano a compiere insieme azioni criminose, riuscendo sempre a mettere in difficoltà Ginko il quale, con la speranza di catturare Diabolik, organizza un piano, servendosi d’una favolosa collana di smeraldi, appartenente ad un ambasciatore, convinto che il gioiello desterà l’interesse di Diabolik. Questi ha infatti deciso di regalare le pietre preziose alla sua Eva e, nonostante tutte le precauzioni prese dall’ispettore, vi riesce con ingegnoso artificio. Per mettere al sicuro le sue riserve auree, lo Stato fa fondere tutto il suo deposito in un unico lingotto d’oro di venti tonnellate, al fine di renderne impossibile il furto a Diabolik. Però questi riesce ugualmente ad impossessarsene e a portarlo nel suo rifugio. Ma, mentre Diabolik sta fondendo l’oro in piccoli lingotti, irrompono l’ispettore e i suoi amici: Eva fa in tempo a fuggire, mentre Diabolik viene investito da un getto d’oro fuso che lo avvolge completamente. Quando Eva va a rivedere per l’ultima volta il suo uomo, ridotto ormai ad una statua aurea, gli occhi di Diabolik si aprono ed ammiccano furbescamente.
Il film fu prodotto da Dino De Laurentiis, grazie al quale Bava si ritrovò a disposizione il budget più consistente della sua carriera: 200 milioni di vecchie lire. Questo film rimane a tutt’oggi la migliore trasposizione su pellicola di un fumetto italiano. Il film incassò 713.500.000 lire, pari a 5.727.000 euro dei giorni nostri.
A contribuire al secesso della pellicola fu anche la colonna sonora che fu affidata ad Ennio Morricone.
“Diabolik è stato definito un film pop nel senso più anarchico del termine, laddove le immagini coloratissime e psichedeliche si succedono frenetiche e approssimative, senza conchiudere le imprese criminali del più famoso supereroe nero in un discorso referenziale e parodistico, ma situandole in un contesto naif e allo stesso tempo d’avanguardia.
De Laurentiis non soltanto mise a disposizione un budget ridottissimo, ma a causa dei processi in corso impose a Bava di alleggerire l’aspetto dark del personaggio e di farne un film accessibile al grande pubblico. Bava, che ovviamente avrebbe preferito un prodotto ben più violento e spettacolare, dovette piegarsi al volere di De Laurentiis, senza rinunciare tuttavia alla sua “griffe” d’autore: la realizzazione di effetti speciali artigianali ricavati da null’altro che il suo genio visivo. Ma, come nelle previsioni del maestro sanremese, ciò non bastò. Diabolik incassò solamente 265 milioni e De Laurentiis dovette rinunciare all’idea di un sequel.
In realtà il genere era ormai saturo e volse al termine così come era stato inaugurato: tramite la parodia di cui Dorellik del 1967 ne è un lampante esempio.
Il film, in tempi relativamente recenti, è uscito nel circuito Home Video italiano con un’edizione DVD che presenta una traccia video in 16:9 ed una traccia audio in italiano Mono ed italiano Dolby Digital 5.1 e sottotitoli. Sebbene l’edizione DVD non sia introvabile è comunque difficile da reperire e quindi chi volesse recuperarla dovrà necessariamente ripiegare sui vari shop online che la rete mette a disposizione visto che nei negozi tradizionali è difficile se non impossibile recuperare il titolo.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!
