Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Americana realizzata nel 1990 ed il cui titolo è Capitan America.
La pellicola di Capitan America è basata sull’omonimo personaggio a fumetti Capitan America creato da Joe Simon e Jack Kirby nel 1941, pubblicato dalla Timely Comics.
La pellicola è diretta (oltre che interpretata) da Albert Pyun, un regista statunitense, la cui carriera è principalmente caratterizzata dalla regia di pellicole B movie e di film a basso costo, quasi sempre di film di fantascienza e film d’azione.
Il film di Capitan America è interpretato da: Matt Salinger che impersona Capt. America – Steve Rogers, Ronny Cox che interpreta il Presidentr Tom Kimball, Scott Paulin nel ruolo di The Red Skull / Tadzio de Santis, Ned Beatty che impersona Sam Kolawetz, Darren McGavin che interpreta Gen. Fleming, Michael Nouri nel ruolo di Lt. Col. Louis, Kim Gillingham che impersona Bernice Stewart, Melinda Dillon che interpreta Mrs. Rogers, Bill Mumy nel ruolo di Young Gen. Fleming, Francesca Neri che impersona Valentina de Santis, Carla Cassola che impersona il Dr. Maria Vaselli, Wayde Preston che interpreta Jack, Norbert Weisser nel ruolo di Alaskan surveyor, Garette Ratliff Henson che impersona Young Tom Kimball.
Trama: Durante la Seconda Guerra Mondiale, Steve Rogers, un giovane e patriottico soldato americano, viene sottoposto ad alcuni esperimenti per creare un nuovo super soldato; dotato di un costume a stelle e strisce e di uno scudo indistruttibile, diventa cosi` Capitan America. Recatosi in Germania per sabotare una base missilistica, Capitan America deve affrontare il Teschio Rosso, un comandante nazista sottopostosi anni prima allo stesso siero del supersoldato di Capitan America, ma rimasto orribilmente deturpato in viso. Nel tentativo di disarmare un missile lanciato contro gli Stati Uniti, Cap riesce a farlo esplodere, ma viene scagliato nei ghiacci e rimane in stato di ibernazione fino agli anni ’90.
Una volta risvegliatosi, scopre che il Teschio Rosso si trova in Italia con l’identita` di Tadzio de Santis e prevede di rapire il presidente degli Stati Uniti. Tocchera` nuovamente a Capitan America sconfiggerlo e sventarne i piani.
Capitan America, il cui vero nome è Steven “Steve” Rogers, è un personaggio dei fumetti creato da Joe Simon e Jack Kirby, apparso per la prima volta nel marzo 1941 in Captain America Comics #1 dalla Timely Comics, in seguito Marvel Comics.
Il personaggio, nato come elemento di propaganda di un’America libera e democratica che si opponeva ad un’Europa imperialista e bellicosa, ebbe un grande successo di pubblico; tuttavia con la fine del conflitto perse la sua popolarità, nonostante un vano tentativo di riciclarlo come cacciatore di comunisti durante i primi anni della guerra fredda. Quando, nel 1964, Stan Lee decise di riprendere il personaggio (nel numero 4 della serie Avengers), lo privò di quegli elementi nazionalistici che aveva in origine, ma lo ripropose donandogli una sensibilità e un’umanità tutta nuova.
Il gracile Steve Rogers, durante la seconda guerra mondiale avrebbe voluto arruolarsi per servire la patria in guerra.
Scartato alla visita di leva a causa del suo fisico, gli fu consentito di farlo partecipando a un esperimento segreto chiamato “Operazione Rinascita”, volto alla creazione di un esercito di supersoldati, condotto dal Dr. Abraham Erskine, inventore di un preparato chimico, il siero del super soldato, capace di incrementare le prestazioni fisiche all’apice della perfezione umana. L’esperimento ebbe successo e Rogers, dapprima magro e debole, si tramutò in un essere umano dal fisico praticamente perfetto. Purtroppo la morte dell’inventore del processo, ucciso da una spia nazista infiltrata, fecero sì che Steve Rogers restasse l’unica persona ad usufruire dei benefici apportati dal siero del supersoldato, divenendo così un’esemplare unico.
Arruolato per missioni segrete oltre le linee nemiche il mite Steve Rogers divenne così Capitan America, indossando un costume a stelle e striscie che richiamava esplicitamente la bandiera americana e uno scudo praticamente indistruttibile (prima triangolare, poi circolare), che Cap imparò ad utilizzare come arma di difesa e d’attacco, e che ben presto divenne il simbolo dell’eroe in tutto il mondo. Come simbolo da contrappore all’ascesa della gioventù hitleriana, il governo gli affiancò una giovane “spalla” di nome James Buchanan Barnes, più noto come Bucky.
Da soli o assieme ad altri eroi (gli Invasori) il duo combatté le forze dell’Asse durante tutta la II guerra mondiale; particolarmente cruenti erano le battaglie che li contrapponevano al Teschio Rosso, uno spietato gerarca nazista. Cap spesso fu affiancato nelle sue battaglie dal sergente Nick Fury, leader degli Howling Commandos. Verso la fine della guerra, Cap e Bucky si recarono in Inghilterra per fermare il Barone Zemo, uno scienziato nazista che si trovava lì con il compito di far bombardare Londra da una V2; i due eroi non riuscirono ad impedirne il decollo, ma si lanciarono al suo inseguimento: l’aereo esplose mentre era in volo sopra il canale della Manica, e Cap precipitò in mare cercando di deviarne la rotta, mentre Bucky morì nell’esplosione.
Dopo la scomparsa del Capitan America originale e di Bucky, altri indossarono le vesti di Capitan America: nel 1945 William Naslund, l’eroe noto come Spirito del ’76, affiancato al giovane Fred Davis, che vestì i panni di Bucky II; nel 1946 Jeffrey Mace, il supereroe noto come Patriot, gli subentrò come Capitan America III, raccogliendone l’eredità; negli anni cinquanta un insegnante di storia, affascinato dalla scomparsa del Capitan America originale e venuto casualmente in possesso di alcuni appunti in cui era descritta la formula per replicare il siero del super soldato.
Negli anni sessanta Steve Rogers tornò in vita ai giorni nostri grazie all’involontario aiuto di Namor che, ancora furioso con i Vendicatori dopo la sconfitta con Hulk, andò sul Mare Glaciale Artico, dove trovò degli eschimesi che si inchinavano davanti un blocco di ghiaccio, credendolo un totem. Namor, che considerò il gesto oltraggioso, si infuriò e scagliò lontano l’iceberg. Il blocco cominciò a scongelarsi per effetto delle correnti calde rivelando al suo interno un uomo, che si trovava in uno stato di animazione sospesa. Giant-Man riuscì ad afferrare l’uomo e a trascinarlo nel sottomarino dei Vendicatori, dove capirono che si trattava di Capitan America, sopravvissuto grazie al Siero del Super Soldato, che impedì la cristallizzazione dei fluidi organici. Quest’ultimo entrerà così a far parte del gruppo, di cui diventa uno dei leader riconosciuti e di assoluto valore: il suo acume tattico e la padronanza al comando, pur nel rispetto dei compagni e della loro grande personalità, farà sì che Cap diventerà uno dei cardini imprescindibili dei Vendicatori, con cui salverà la Terra e l’Universo svariate volte. Il senso di colpa per non essere riuscito ad impedire la morte di Bucky, però, lo tormenterà a lungo.
Cap continuerà a lottare nel presente, inizialmente contro gerarchi del III Reich come il Teschio Rosso e il Barone Strucker, che come lui erano in qualche modo sopravvissuti alla guerra; quindi vivrà periodi di dubbi esistenziali che passerà a vagabondare per gli Stati Uniti d’America, rivelandone le storture e i disagi. Steve Rogers ha dedicato tutta la sua vita alla causa in cui crede: ha sempre anteposto i suoi doveri come Capitan America a quelli del suo alter ego, precludendosi, a causa di ciò, oltre alla possibilità di carriera nelle varie professioni che ha svolto (esempio quella di poliziotto o quella di disegnatore free lance), una normale vita sentimentale: difatti nella sua lunga vita Steve ha avuto diverse storie, ma tutte sono presto o tardi finite a causa della sua doppia vita. Da ricordare quella con l’agente S.H.I.E.L.D. Sharon Carter.
Come ogni supereroe, anche Capitan America ha difeso gelosamente la sua identità segreta per anni, fino a quando non decise di renderla nota al mondo; questo avvenne quando uccise un terrorista mediorientale in diretta mondiale.
All’inizio del nuovo secolo una notizia ha sconvolto la vita di Capitan America: Nick Fury ha scoperto che il suo partner della seconda guerra mondiale, Bucky Barnes, non è morto nell’esplosione sopra il Canale della Manica, Costa Britannica, ma il suo corpo fu recuperato alcune ore dopo, semi-assiderato e privo di un braccio, da un sottomarino russo. L’alto comando sovietico, approfittando anche della sua amnesia, riprogrammò la sua mente e lo fornì di un braccio artificiale trasformandolo nel Soldato d’Inverno, spietato killer durante la guerra fredda; il suo compito era di andare nei paesi occidentali, uccidere il proprio obiettivo ed essere messo in animazione sospesa fino alla prossima missione (in questo modo, sembra che dal 1955 al 1976 sia invecchiato di appena 5 anni). Grazie all’uso del cubo cosmico, Cap riesce a guarire la sua mente e a liberarlo dal lavaggio del cervello che aveva subito.
Durante Civil War Capitan America è uno dei più strenui oppositori del Superhero Registration Act (SRA, Protocollo di Registrazione dei Supereroi), perché la ritiene una violazione dei diritti civili, e diventa spontaneamente il capo della coalizione che si oppone a questo provvedimento. Ciò lo porta anche a combattere contro altri supereroi, guidati dal suo ex amico Iron Man. Alla fine si arrende, per fermare la scia di distruzione che la guerra tra superumani stava causando alla città e alla popolazione civile, affrontando così un processo. Mentre si sta recando alla corte federale che deve giudicarlo, un cecchino lo colpisce alla spalla. Nel caos che segue qualcuno gli spara tre volte allo stomaco, uccidendolo. Si scoprirà in seguito che l’attentato a Cap è un complotto ordito dal Teschio Rosso, che ha usato Crossbones come cecchino e il Dottor Faustus per ipnotizzare Sharon Carter che, ignara delle sue azioni, ha esploso i tre colpi letali.
Capitan America viene dichiarato ufficialmente morto e sepolto con tutti gli onori. Tuttavia quello seppellito e`un manichino con le sembianze di Steve Rogers; il suo vero corpo è stato immerso da Iron Man e Namor nelle gelide acque del Mare Glaciale Artico, proprio nello stesso punto in cui venne ritrovato molti anni fa dai Vendicatori.
In Italia le avventure di Capitan America sono state pubblicate inizialmente dall’Editoriale Corno dal 1973 al 1983; successivamente venne pubblicato dalla Star Comics fino al 1994 e poi dalla Marvel Italia, oggi Panini Comics.
Come quasi tutti i supereroi Marvel, anche Capitan America appare nella versione Ultimate nella serie Ultimates.
Purtroppo la pellicola si è rivelata un vero e proprio flop commerciale in patria e questo ne ha stroncato il cammino all’estero, il che spiega perché, a tutt’oggi, non esista ancora un’edizione Home Video italiana di questa pellicola.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
Stay Tuned!!!
