Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action di produzione inglese realizzata nel 1982 ed il cui titolo è Annie.
Il film Annie è tratto dalla striscia a fumetti Little Orphan Annie di Harold Gray, che prese vita il 5 agosto 1924 in una edizione speciale del New York Daily News.
Il fumetti, per la cultura americana è così importante che nel 1995 la strip fu una delle venti incluse nella serie commemorativa di francobolli statunitensi Comic Strip Classics.
La regia di questa trasposizione in live action, è firmata da John Huston che è stato un regista, attore e sceneggiatore statunitense che è considerato uno dei maestri del cinema hollywoodiano degli anni d’oro, non a caso ha diretto film come: Moby Dick, Gli spostati, La Bibbia, L’uomo che volle farsi re, Fuga per la vittoria, L’onore dei Prizzi e tanti altri ancora.
Il cast di Annie è così composto: Aileen Quinn nei panni di Annie, Albert Finney che impersona Daddy Warbucks, Carol Burnett nel ruolo di Miss Hannigan, Ann Reinking che interpreta Grace Farrell, Tim Curry nei panni di Rooster, Bernadette Peters che impersona Lily, Geoffrey Holder nel ruolo di Punjab, Roger Minami che interpreta Asp, Toni Ann Gisondi nei panni di Molly, Rosanne Sorrentino che impersona Pepper, Lara Berk nel ruolo di Tessie, April Lerman che interpreta Kate, Robin Ignico nei panni di Duffy, Lucie Stewart che impersona July.
La storia vede come protagonista Annie, una vivacissima orfanella, che vive in un orfanotrofio con altre sue amichette agli ordini della signorina direttrice, beona e spasimante per gli uomini nonostante la non più verde età. Le bambine cantano e ballano con gaiezza indiavolata e fanno impazzire la responsabile della loro custodia. Un bel giorno capita nell’istituto la signorina Grace, segretaria del signor Warbucks, magnate dell’industria americana, per invitare a palazzo un’orfanella come ospite per una settimana. La scelta naturalmente cade su Annie. La scena si sposta, (dopo che la piccola protagonista aveva tentato di fuggire per ritrovare i suoi genitori che l’avevano abbandonata dieci anni prima all’istituto con un mezzo medaglione al collo, mentre l’altra metà era conservata dalla direttrice come futura prova di riconoscimento), nella ricchissima villa di Warbucks. Warbucks, che fino allora non aveva visto nella sua vita che soldi, un po’ alla volta si apre alla comprensione ed all’affetto per quell’esserino indifeso, che gli cinguetta attorno. Egli l’aiuterà a soddisfare il suo più gande desiderio, ritrovare i genitori. Mette a disposizione una forte somma di denaro nella speranza che si rifacciano vivi, ma suscita soltanto la cupidigia tra gli altri del fratello e della cognata della direttrice. Annie riesce a sfuggire ad un falso papà: inseguimento di lui, a sua volta inseguito con grande dispiego di mezzi della polizia, raggiunto e punito. Annie verrà adottata da “papà Warbucks e da mamma Grace” che finiranno con lo sposarsi.
La piccola orfanella Annie è stata protagonista di un lungo serial radiofonico, di una commedia musicale e di tre film: Little Orphan Annie, diretto nel 1932 da John Robertson e interpretato da Mitzi Green, Little Orphan Annie, diretto nel 1938 da Ben Holmes e interpretato da Ann Gillis, e Annie, diretti nel 1982 da John Huston e interpretato da una scatenata Aileen Quinn. Quest’ultimo film era tratto da un commedia misucale messa in scena a Broadway alla fine degli anni Settanta.
Dopo essere stato assistente di Sidney Smith per The Gumps, una delle tante famiglie dei fumetti, nel 1924 Harold Gray propone a un’agenzia una nuova serie incentrata sulle avventure di un bambino. Gli suggeriscono di mettere una sottana al piccolo, farne un’orfanella e chiamarla Little Orphan Annie. Gray è subito entusiasta dell’idea perchè così la sua eroina “non avrebbe avuto parenti inutili o fastidiosi legami e sarebbe stata libera di andare dove voleva”.
La nuova serie ha subito un’ottima accoglienza, soprattutto grazie alle trame, che inizialmente dovevano parecchio alle classiche situazioni della letteratura popolare ottocentesca, mentre il disegno era piuttosto singolare. Infatti, forse per dare un ulteriore senso di angoscia alle vicende strappalacrime nelle quali la piccola orfanella era di volta in volta coinvolta, per lunghi anni i personaggi saranno caratterizzati dalla totale assenza delle pupille degli occhi.
Attivissima nella difesa dell’ordine e dell’ideologia borghese, Annie è un personaggio tutto sommato non molto simpatico, protagonista di un fumetto paternalistico e conservatore, spesso reazionario, ed è in genere coinvolta in storie assai complesse con buoni e cattivi tutti d’un pezzo.
Alla morte di Gray, avvenuta nel 1968, la serie è passata per diverse mani prima di essere affidata nel 1979 a Leonard Starr, già autore di Mary Perkins.
Il film, in tempi relativamente recenti (era il 2002), è uscito nel circuito Home Video italiano con un’edizione DVD prodotta da Sony Pictures e distribuita dalla Universal. L’edizione in questione presenta una traccia video in 2,35:1 Letter Box ed una traccia audio in italiano Surround Dolby Digital 2.0 e sottotitoli in Italiano, Francese, Inglese, Spagnolo, Portoghese, Arabo, Danese, Cecoslovacco, Ungherese, Olandese, Tedesco, Finlandese, Svedese, Norvegese, Polacco, Greco, Islandese, Hindi, Turco ed Ebraico. Sebbene l’edizione DVD non sia introvabile è comunque rara e quindi chi volesse recuperarla dovrà necessariamente ripiegare sui pochi shop online che ancora ne hanno disponibile qualche copia e che la rete mette a disposizione visto che nei negozi tradizionali è difficile se non impossibile recuperare il titolo.
Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.
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