¤ Speciale Gadget & Mistery Manga 20 Aprile 2015

Direttamente dal sito dell’editore Panini Comics arriva l’appuntamento con la posta dei lettori, relativo alla collana Planet Manga. Il consueto appuntamento mensile dedicato con lo Speciale Gadget & Mistery che qui vi riportiamo di seguito.


Signore e gentlemen, buona giornata.
È trascorso un mese dall’ultima volta che ci siamo sentiti! Come passa veloce il tempo, vero? Troppo, infatti io ero convinto di avere ancora una settimana per scrivere questo articolo e invece mi sono ridotto all’ultimo come al solito.

DomenicaSarebbe bello se fosse sempre domenica, ma anche no.
Altrimenti in tv non darebbero mai gli anime del lunedì. Non si può avere tutto nella vita.

Andiamo subito al dunque. Avete mai notato che negli shojo manga i protagonisti se ne restano spesso a rimuginare in silenzio senza confidarsi i propri sentimenti? Quanti manga si basano su incomprensioni causate da cose non dette o da frasi ambigue? Vi siete mai chiesti perché quelle due o tre paroline che risolverebbero tutto non vengono pronunciate a prezzo di una sequela infinita di problemi?
Anche se bisogna dire che l’ambiguità può salvarti la vita. Per esempio, quando a lavoro mi chiedono di fare qualcosa rispondo sempre “potrei riuscire a farcela in tempo”.

Onigiro 00

Tornando al nostro discorso, in Giappone il silenzio è inteso come una virtù, per più di un motivo.
Innanzitutto, si ritiene che la verità esista nel silenzio. Le parole non possono comunicare completamente ciò che si vuole dire, quindi le persone taciturne sono ritenute più affidabili di quelle che parlano tanto. Insomma, chi è onesto e sincero è anche reticente a esprimersi verbalmente.
Eppure, per noi occidentali, reticente è qualcuno che vuole nascondere qualcosa, che sta mentendo.
C’è un bell’abisso tra il Giappone e l’Europa, eh? Più o meno come la lunghezza del campo di calcio di Holly e Benji, per cui passavano tre puntate con gente che correva senza vedere mai la porta.
Ma da dove nasce questa concezione del silenzio?
Sedetevi che la risposta è lunga.

Onigiro

Il buddismo zen insegna che la verità non può essere descritta a parole, ma solo nel silenzio, ossia, va compresa passando tramite un profondo livello di meditazione.
Inoltre, il Giappone è un paese in cui c’è un forte senso di appartenenza alla comunità, più o meno come l’attaccamento che ho verso le mie action figure. Nelle caldissime estati, la coltivazione del riso poteva avvenire solo se l’intera comunità ci si dedicava completamente, lavorando uniti e con tanta forza di volontà. Ecco la priorità data al gruppo sull’individuo. Di conseguenza, capiamo così anche il motivo per cui si è portati a privilegiare il benessere del gruppo su quello del singolo, che tenderà a stare in silenzio se qualcosa che gli è accaduto a livello personale potrebbe mettere in pericolo l’equilibrio della società. Avete presente quando nelle storie scolastiche l’alunno di turno non ha il coraggio di denunciare i maltrattamenti subiti dai compagni perché la reputazione della scuola ne risulterebbe danneggiata?

mangaFrancamente, se a una fiera vedo qualcuno che mette le mani sul fumetto che vorrei comprare io, altro che spirito di gruppo. Viva la legge della giungla!

Vediamo qualche esempio di come viene concretamente usato il silenzio, in Giappone. (Dite che dovrei smetterla di dire Giappone? In effetti, spero che ormai si capisca che non sto parlando del Madagascar.)
Innanzitutto, nella musica giapponese vi sono i cosiddetti ma, ossia delle pause, delle “interruzioni tra i suoni”. Il silenzio è ritenuto essenziale per creare il ritmo della canzone.
Anche nelle opere di teatro tradizionale (Kabuki e Noh, tra le varie), sono le pause nella recitazione a esprimere tensione, eccitamento e il climax.

Onigiro 2

E nelle arti figurative? Il bianco è ritenuto necessario tanto quanto il nero per bilanciare un disegno.
Nei manga si arrivano a trovare intere vignette bianche o “di stacco” con paesaggi, dettagli di vita quotidiana mostrati nell’incantato silenzio, come se il tempo si congelasse.
Sono pause per assaporare meglio la tensione del prima del dopo, per aiutare il lettore a immergersi nella storia. In effetti, se uno vi urla sempre nell’orecchio come l’allenatore pazzo di Mila e Shiro non è che vi concentrate benissimo o assaporate granché.

Onigiro 3

Certo, un grande uso del silenzio nella vita di tutti i giorni può dare anche tanti problemi.
Un occidentale potrebbe pensare che un giapponese, visto che se ne sta senza intervenire durante una conversazione su un certo argomento, non abbia niente da dire. Dal suo punto di vista, invece, quello è un segno di rispetto e umiltà. Perché mettersi a spiegare al proprio interlocutore ogni cosa per filo e per segno significa in un certo senso dargli dello stupido.

cieloIo me ne sto spesso in silenzio durante una conversazione, ma quello è perché mi distraggo e mi metto a pensare a quello che ho letto il giorno prima o che leggerò quella sera.

All’interno della coppia, e qui torniamo al discorso shojo manga, il silenzio aiuta a levigare le situazioni, creare meno attriti. Inoltre è anche un segno di rispetto: si attende pazientemente che l’altro si accorga di quanto stiamo soffrendo. A volte, invece, nascono incomprensioni a causa di frasi troppo indirette e ambigue.

Onigiro 4Insomma, come metodo ha dei pro e dei contro.
Comunque per dare il buon esempio ora finisco questo articolo e me ne vado a stare inreligioso silenzio davanti a lei.

Action

Infine, vi ricordo di seguirmi sulla mia pagina facebook, per non perdervi i miei articoli mensili e le numerose strip di cui sono l’impareggiabile protagonista:
https://www.facebook.com/misteronigiro
Al prossimo mese, signore e gentlemen.

Il vostro,
Mr. Onigiro

Lascia un commento