Lo scorso venerdì si è spento nella sua casa di Modena all’età di 83 anni Umberto Panini, ultimo dei quattro fratelli che nel 1961 diedero vita alla prima Collezione Calciatori Panini, per il campionato 1961-62.
Figlio di Antonio Panini e Olga Cuoghi, dal 1959 è sposato con Adriana Bertacchini, da tutti conosciuta come “Tina”, dalla quale ha avuto i figli Manuela, Marco, Giovanni e Matteo.
Dopo varie esperienze professionali in Venezuela, nel 1964 rientra a Modena su esortazione del fratello Giuseppe che gli scrisse la ormai storica frase “..l’America è qua”. Al suo ritorno, affianca quindi i fratelli Giuseppe, Benito e Franco nell’attività delle Edizioni Panini, in cui si occupa in particolare della parte industriale e produttiva, progettando e realizzando personalmente svariati macchinari adibiti alle varie necessità dell’azienda, tra cui la celebre “Fifimatic”.
Grazie alle sua fortissima inclinazione tecnica e ad un team famigliare affiatato e collaborativo, l’azienda modenese si assicura così in pochi anni la leadership internazionale nel settore delle figurine da collezione.
Umberto Panini non conosceva l’appagamento, pensando sempre a realizzare qualcosa che superasse l’immediato. “Non avete avuto la fortuna di soffrire”, diceva ai figli mentre già pensava al progetto imprenditoriale successivo. Quello seguito con grande cura e risultati è stato quello di ‘Hombre’, l’azienda agroalimentare alle porte di Modena che ha introdotto concetti innovativi a livello di sostenibilità. Qui si produce un Parmigiano-Reggiano a totale filiera biologica, ma la corte comprende anche la collezione di auto e moto d’epoca che testimoniano della passione per la meccanica di Umberto Panini, oltre a un attaccamento vero al suo territorio e ai suoi prodotti di ogni genere.
“Nella passione per le macchine e per la terra da coltivare – ha detto il sindaco di Modena Giorgio Pighi – è custodita tutta la modenesità di Umberto Panini, uno dei grandi protagonisti dello sviluppo di Modena e uno dei primi a capire che il futuro di questa realtà passa anche attraverso un recupero delle nostre radici, in una chiave moderna e innovativa. In un momento di dolore e di comprensibile smarrimento – ha concluso il primo cittadino di Modena – ci aiuta sapere che persone come lui hanno vissuto fino in fondo i propri sogni, li hanno realizzati ogni volta che è stato possibile, ma soprattutto non hanno mai smesso di coltivarne di nuovi, più belli e più grandi”.
Il presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini, ha ricordato l’imprenditore scomparso sottolineando il suo “amore per la propria terra, il coraggio di intraprendere sfide difficili, la capacità di creare non solo lavoro e benessere, ma anche cultura, la tensione alla ricerca costante della qualità”. I funerali si terranno domani lunedì 2 alle 11 nella chiesa della Parrocchia di Gesù Redentore a Modena.
